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Patologia spirituale

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 10 gennaio 2020

Originariamente pubblicato sul numero di maggio 2011 de The Christian Science Journal


Patologia è un termine usato da secoli per indicare lo studio della sofferenza, e deriva dalla parola greca pathos che significa dolore, sofferenza. Oggigiorno, questo termine viene inteso come “scienza o studio dell’origine, della natura, e del corso delle malattie” (vedi dictionary.com/browse/pathology). Mentre molti studiano le origini, le cause, i disturbi e gli sviluppi delle malattie, altri hanno imparato a guardare oltre allo studio dei processi materiali, per dedicarsi invece allo studio della Scienza spirituale. Mary Baker Eddy, la Fondatrice della Scienza Cristiana, fu una di queste persone. 

Con la scoperta della Scienza Cristiana, Mary Baker Eddy riconobbe che il termine patologia non poteva essere usato e interpretato solo a livello materiale. Elevando il significato di questo termine all’ambito della Scienza divina, fu in grado di spiegare la scienza divinamente naturale, o studio dell’origine, della natura e della causa della salute: il presupposto e il criterio della Verità. Infatti, si riferiva alla Scienza Cristiana come a una patologia spirituale che ha reso migliore il genere umano (vedi Scienza e Salute, pag. 157). Questa “patologia spirituale e profonda” è lo studio di Dio, Spirito divino, e dell’uomo fatto a Sua immagine; tale modello di ragionamento spirituale ci avvicina maggiormente a Dio, e la guarigione ne è la naturale conseguenza. 

Lo studio della Scienza Cristiana ci rivela l’origine, la natura e la causa dell’uomo, e svela Dio a ciascuno di noi man mano che acquisiamo una più profonda comprensione spirituale del legame naturale che abbiamo con Lui. Nei suoi scritti, MaryBaker Eddy dà al termine patologia due accezioni distinte. Cominciando con la definizione più comune di patologia, ella scrive: “La credenza che la materia pensi, veda, o senta non è più reale di quanto non lo sia la credenza secondo cui la materia goda e soffra. Questa credenza mortale, a torto chiamata uomo, è l'errore che dice: «La materia ha intelligenza e sensazione. I nervi sentono. Il cervello pensa e pecca. Lo stomaco può rendere l'uomo irascibile. Un infortunio può storpiare l'uomo e la materia può ucciderlo». Questo verdetto dei cosiddetti sensi materiali rende vittime i mortali, perché la fisiologia e la patologia insegnano loro a venerare la falsa testimonianza, ossia gli errori che sono distrutti dalla Verità mediante il senso spirituale e la Scienza” (Scienza e Salute, pag. 294:11). Se per comprendere il termine patologia ci limitiamo al piano materiale, continueremo a “venerare la falsa testimonianza” dei sensi materiali. Eppure, la patologia spirituale ci insegna che non abbiamo più bisogno di venerare la falsa testimonianza dei sensi materiali, e anzi, possiamo ribaltare le loro false pretese con la Verità, grazie al nostro senso spirituale (comprensione) e alla Scienza divina. Ciò che dobbiamo chiederci è: è possibile acquisire una più elevata comprensione della patologia spirituale e servirsene nella vita di tutti i giorni? Per farla breve, posso guarire in questo modo? 

Mary Baker Eddy spiega che ci sono solo due fattori che possono impedirci di dimostrare un senso più elevato di patologia: “L'ignoranza umana riguardo alla Mente e alle energie della Verità, che danno nuovo vigore, è la causa di tutto lo scetticismo nei confronti della patologia e della teologia della Scienza Cristiana” (Scienza e Salute, pag. 252:4). L’ignoranza umana può sempre essere superata perché, in realtà, non esiste alcuna forma incurabile di ignoranza. Una volta appresi il nostro legame con Dio e la potenza della Verità divina, non si torna più indietro. Dopo aver imparato che 4 x 4 non fa 5, non penseremo più che il risultato possa essere quello, né cercheremo più di svolgere l’operazione in quel modo scorretto. Lo stesso discorso vale per la metafisica. Una volta appresa, anche solo un po’ di più, la nostra unità con Dio, non avremo mai più bisogno di apprendere questa stessa lezione. L’ignoranza umana si dissolve attraverso il fatto spirituale; tuttavia, finché non è dissolta, potremmo essere soggetti alla sua falsa testimonianza. 

Se crediamo che la materia sia la totalità del mondo esperibile, che governi cioè tutti i nostri pensieri e movimenti e sia la base di tutto ciò che facciamo, allora la materia è il nostro fondamento della patologia e vivremo gli effetti di tale credenza. Se crediamo che la malattia debba fare il suo corso, con gradi diversi di gravità e pericolosità e con sintomi che la caratterizzano, allora soffriremo per la nostra credenza che la materia abbia intelligenza e potere. Tuttavia, se discerniamo e comprendiamo spiritualmente che la Mente divina, Dio, è Tutto-in-tutto e governa ogni nostro pensiero e azione, ed è alla base di tutto quello che facciamo, allora scopriamo che le nostre esperienze sono governate da Dio, che agisce sul pensiero e l’esperienza umani. Se comprendiamo spiritualmente che la malattia è semplicemente una suggestione mentale, che non ha un suo corso, non ha gradi diversi di gravità e pericolosità ed è totalmente priva di sintomi specifici, allora riceveremo la ricompensa per il nostro discernimento spirituale. Scopriremo che non si può soffrire di un qualcosa che è totalmente privo di intelligenza e di potere. 

La patologia spirituale ci insegna che non abbiamo più bisogno di venerare la falsa testimonianza dei sensi materiali, e possiamo anzi ribaltare le loro false pretese con la Verità, grazie al nostro senso spirituale (comprensione) e alla Scienza divina.

In breve, scopriamo questa “Scienza patologica puramente mentale” (Mary Baker Eddy, Rudimenti della Scienza divina, pag.16). È proprio questo che differenzia così tanto tale metodo di guarigione dalla psicologia positiva, dal New Age, dalla teosofia, dalla materia medica o da qualsivoglia altro metodo che tenta di guarire la malattia o di alleviare la sofferenza e le afflizioni solo con l’ausilio della mente umana o della materia. La guarigione nella Scienza Cristiana si basa unicamente sulla Mente divina, Dio. Rivolgendoci a Dio e affidandoci a Lui, siamo in grado di avvicinarci a Lui, non attraverso la paura o rimanendo a distanza, ma tramite la preghiera che riconosce, qui e adesso, la nostra unità con Dio. Tale preghiera, ben più che la speranza o il desiderio, è fondata sulla legge divina di Dio e del Suo legame con l’uomo, come insegnò Gesù Cristo.

Il fondamento e Principio della patologia spirituale è Dio. Mary Baker Eddy lo dimostrò in prima persona nel 1866, guarendo dalle ferite causate da una caduta. Ecco cosa scrive a proposito di quella guarigione: “Anni di prove pratiche attraverso l’omeopatia le hanno rivelato il fatto che è la Mente, anziché la materia, il Principio della patologia; e di conseguenza, grazie alla supremazia della Mente sulla materia, la sua guarigione dalle ferite causate da un grave incidente e dichiarate incurabili dai medici, ha convalidato tali prove con il sigillo della Scienza Cristiana” (Miscellaneous Writings 1883-1896, pag. 35). Questa è la seconda accezione del termine patologia che troviamo nei suoi scritti, che utilizza per definire il metodo con cui la Mente divina agisce sulla mente e sul corpo umani. La Mente divina, Dio, è il Principio della patologia, e ogniqualvolta avviene una guarigione con la preghiera mediante la Scienza Cristiana, ne abbiamo la dimostrazione. 

Avete mai notato che, quando si conosce il funzionamento di un oggetto, se ne riconosce anche l’utilità? Ad esempio, se sappiamo come usare un tostapane, saremo più propensi ad utilizzarlo quando vogliamo del pane tostato. Vale lo stesso più o meno per tutto, inclusa la preghiera che applica la patologia spirituale della Scienza Cristiana. Più sappiamo come funziona questa patologia e perché funziona, più inclini saremo al suo utilizzo e sempre meglio sapremo usarla. 

Mary Baker Eddy spiega il funzionamento della patologia spirituale in relazione all’omeopatia e all’allopatia chiedendo se nella patologia è la mente o la materia la causa intelligente. Essa scrive: “La differenza fra la metafisica nell’omeopatia e la metafisica nella Scienza Cristiana consiste in questo fattore forzante: la prima inserisce la fede nella farmacologia della mente umana, la seconda abbina la fede con la comprensione spirituale ed è basata sulla legge della Mente divina” (The First Church of Christi, Scientist, and Miscellany, pag. 108). È proprio questo che distingue enormemente la patologia spirituale da quella materiale: la patologia spirituale si basa sulla fede in Dio e sulla Sua legge, assieme alla comprensione spirituale di questa legge. E come insegna la Scienza Cristiana, questa è una legge della metafisica: prima di ogni altra cosa, il nostro pensiero deve fondarsi su Dio ed essere da Lui diretto, allora i nostri concetti potranno cambiare per il meglio, e la guarigione ne sarà la conseguenza.

La comprensione della patologia spirituale ci affranca dalla sofferenza e dalla malattia che ha origine, natura e causa nella materia, per scortarci verso la salute che ha origine, natura e causa nella Mente divina. Tale è il nostro legame spirituale con Dio, ove la falsa testimonianza non è più venerata ma ribaltata, e l’ignoranza umana non risulta più incurabile. È la sola Mente divina che guarisce, come dimostrato da Mary Baker Eddy nella sua stessa vita, evidenziando che il Principio della patologia si fonda sulla legge divina. Anche noi possiamo provare questo Principio della patologia e guarire.

La missione de L’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabiità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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