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Conferenze della Scienza Cristiana: spezzare l’ipnotismo collettivo

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 18 maggio 2020

Originariamente pubblicato sul numero di agosto 2019 de The Christian Science Journal


Un mio amico che praticava l’ipnotismo una volta mi disse che, per essere ipnotizzate, le persone devono prima di tutto essere “indotte”. Mi spiegò che un’induzione ipnotica può avvenire in modo volontario o involontario, lentamente o all’istante, ma qualunque sia il metodo, il punto fondamentale è che l’ipnotizzatore catturi talmente tanto l’attenzione della persona ipnotizzata da poterne influenzare il pensiero.

Questa rivelazione mi aprì gli occhi perché capii che è possibile sentirsi ipnotizzati anche quando non è coinvolta una persona specifica, come un ipnotizzatore. Cominciai a chiedermi quali momenti della giornata avrebbero similmente potuto catturare la mia attenzione, inducendomi a una visione ipnotica delle cose. Quali sensazioni allarmanti o persino dolcemente ingannatrici mi avrebbero portato a vedere me stesso o gli altri sotto una luce distorta, o mi avrebbero fatto vedere la mia chiesa, il movimento della Scienza Cristiana o la mia più ampia comunità in un modo che non si basa sulla realtà?

Ciò che è naturale al cento per cento per tutti noi è vedere e percepire la totale bontà di Dio, la realtà di una singola creazione interamente governata dal potere di Dio, dall’Amore divino, e popolata solo da persone che riflettono la natura divina — perché questo è ciò che è reale. Questo include le nostre chiese e l’intero movimento della Scienza Cristiana, perché hanno origine dalla stessa fonte e sono radicati nella stessa realtà. Non esiste veramente nessun altro potere o influenza che possa sottrarre la progenie di Dio o qualsiasi altra attività ordinata dall’Amore al governo totale dell’Amore infinito. Tutto ciò che Dio ha fatto è immutabilmente santo ed è un efficace agente per il bene, motivo per cui l’ipnotismo non va temuto.

Quindi, come possiamo riconoscere più prontamente i pensieri “induttori” per ciò che sono, in modo da rimanere lucidi nella percezione della realtà derivata da Dio? E, più specificamente, come fanno le conferenze della Scienza Cristiana a rendere più evidente ciò che è reale e buono, sia ai membri della chiesa che le organizzano sia ai membri della comunità in cui sono tenute?

In una lettera indirizzata al Consiglio per le Conferenze e poi pubblicata, Mary Baker Eddy scrisse che i conferenzieri della Scienza Cristiana hanno la responsabilità di “raggiungere le profondità dell’universale ed elevarsi al di sopra dei teoremi fino al trascendente, all’infinito — sì, alla realtà di Dio, dell’uomo, della natura, dell’universo” (The First Church of Christ, Scientist, and Miscellany, pag. 248). Notate che dice che la conferenza dovrebbe elevarsi al di sopra dei “teoremi”. Un teorema è generalmente considerato come la conclusione inevitabile di una regola universalmente accettata, o di una verità evidente in sé. Ebbene, non è possibile elevarsi al di sopra di qualcosa che si fonda sulla verità o su una regola, giusto? Tuttavia possiamo elevarci al di sopra dei teoremi umani che, diversamente da quelli divini, si basano su una percezione distorta della verità.

Questi approcci generalmente accettati sulla vita e sulla realtà sono paragonabili a delle induzioni ipnotiche. Vale a dire che, somigliando a dei fatti inevitabili sul funzionamento della vita, ci portano a pensare ed agire partendo da presupposti erronei, suggerendo che non ci sia alternativa.

Come una conferenza della Scienza Cristiana raggiunga le profondità di ciò che è universale e reale e si elevi al di sopra dei falsi teoremi dipende tanto da ciò che viene effettivamente detto durante la conferenza quanto, se non di più, dal processo mentale che sta dietro alla conferenza. È uno sforzo di preghiera collettiva da parte di coloro che organizzano la conferenza e del conferenziere.

Quando guardiamo le persone che vivono nella nostra comunità, cosa pensiamo di vedere? Di sicuro vediamo succedere molte cose buone! Eppure mischiato al resto potremmo anche percepire materialismo, impressioni erronee su Dio e sulla spiritualità, attività e distrazioni generali, persone che soffrono con poca speranza di trovare benessere, giustizia o felicità. Ma nessuna di queste percezioni corrisponde a fatti reali; esse non corrispondono alla “realtà di Dio, dell’uomo, della natura, dell’universo”. Certo, possono apparire estremamente evidenti e inevitabili, ma questi punti di vista indotti ipnoticamente sono ciò che una conferenza della Scienza Cristiana vuole contestare.

Alla luce del governo dell’Amore, nessuno nelle nostre comunità o altrove è intrappolato nella materialità, ha dei pensieri materialisti o è troppo occupato per dedicare del tempo alla Verità e all’Amore divini. Tali immagini sono, in essenza, ipnotismo collettivo. Tutti sono nati liberi — originati dalla sostanza del nostro Dio, interamente buono, e mai separati da questa sostanza. Perciò, la spiritualità, la speranza e la completezza sono per noi naturali. Il nostro innato modo di pensare è modellato esclusivamente dalla Verità e dall’Amore. E noi gravitiamo verso tutto ciò che esprime Verità e Amore, perché è lì che ci sentiamo a casa e più soddisfatti.

Coloro che lavorano per offrire una conferenza della Scienza Cristiana nella comunità, sostenendo il proprio lavoro con la preghiera, fanno la loro parte per spezzare l’ipnotismo collettivo e aiutano gli altri a vedere e a sentire maggiormente ciò che è buono e vero. Questi progressi mentali che avvengono nel pensiero di coloro che offrono una conferenza sono necessari e preziosi quanto la conferenza stessa.

Ci sono anche delle suggestioni ipnotiche che sembrerebbero definire il processo stesso di organizzazione di una conferenza. Alcune appaiono sotto forma di pensieri scoraggianti come: “Quasi nessuno è ricettivo alla Scienza Cristiana”, o “Non abbiamo le risorse necessarie per organizzare una conferenza”. Altri tipi di pensieri sono più seducenti, come: “Se invitiamo un conferenziere molto conosciuto, o se il format o il luogo sono quelli giusti, sarà questo ad attrarre il pubblico!” O ancora: “Non serve prestare attenzione a chi siano le persone della comunità, perché gli ascoltatori sono potenzialmente illimitati se postiamo la conferenza in rete!” Tuttavia, qualsiasi pensiero porti a credere che il successo di una conferenza dipenda da qualcosa che solo i mezzi umani possono generare, può immediatamente venire identificato come un tentativo di induzione ipnotica. Questo genere di impressioni possono sembrare estremamente legittime, ma invece costituiscono un altro di quei “teoremi” al di sopra dei quali dovrebbe elevarsi la conferenza. Le conferenze veramente utili e che portano guarigione (incluse le idee innovative

per organizzarle) evolvono unicamente da una visione vera di Dio, di noi stessi, della nostra comunità e della natura della realtà.

Quando raggiungiamo “le profondità … della realtà di Dio, dell’uomo, della natura, dell’universo”, per organizzare una conferenza della Scienza Cristiana, diviene più chiaro, per esempio, che il solo potere è la Verità divina, non la personalità. La Verità parla da se stessa ed attira, perché è ciò che l’umanità, inclusa la nostra comunità, sta cercando più di ogni altra cosa. Ed è l’Amor divino, non il denaro o le tecniche di marketing, il motore che fa progredire e favorisce tutto ciò che è buono. Gesù sottolineò che il potere dell’Amore risplende tramite noi come “una città posta sopra un monte” quando non permettiamo che la nostra luce sia nascosta sotto il “moggio” (Matteo 5:14-16). Questa è una regola imprescindibile sulla quale possiamo costruire e che porta i risultati che cerchiamo. Rifiutandoci di agire in base a false prospettive, evitiamo che la nostra luce venga nascosta sotto un “moggio”. E lasciare che la nostra luce risplenda implica la scoperta constante di nuove visioni del mondo colme di Amore, non solo di tecniche che usiamo quando viene il momento di organizzare un evento. Il potere dell’Amore risplende attraverso di noi quando testimoniamo ciò che Dio sta compiendo.

Cosa sta veramente accadendo nel nostro movimento e nel mondo? Mary Baker Eddy scrisse un meraviglioso paragrafo su questo argomento in Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, che comincia: “L’idea immortale della Verità passa rapidamente sui secoli, raccogliendo sotto le sue ali i malati e i peccatori” (pag. 55). È un fatto dell’universo. È l’unica tendenza della realtà, indipendentemente da quanti discorsi sembrino suggerire altrimenti.

Elevarsi per scoprire di più ciò che è reale e infinito, porta sollievo ed ispirazione. È l’Amore divino stesso che ci innalza al di sopra dei falsi teoremi; non lo facciamo da noi stessi. L’Amore ci mostra punti di vista più veri della presenza e della Scienza della totale bontà di Dio, che smascherano e annullano le suggestioni ipnotiche. L’Amore ci mostra che le conferenze della Scienza Cristiana che sono utili e che portano guarigione scaturiscono da ciò che naturalmente amiamo di più: essere guidati dall’Amore ad approcci nuovi e più spirituali. Questa attività di preghiera non è mai un fardello, e se mai appaia vero il contrario, possiamo rivolgerci nuovamente alla luce dell’Amore, che eleva e che ci rivela la natura di Dio e ciò che Dio fa, in modo che riusciamo a percepire un nuovo contesto nel quale proseguire.

Unirci a voi in quest’attività è per noi, membri del Consiglio per le Conferenze, una gioia continua.

Tom McElroy
Direttore del Consiglio per le Conferenze della Scienza Cristiana

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La missione de l’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabilità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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