Skip to main content Skip to search Skip to header Skip to footer

Guarita da una paralisi

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 22 giugno 2022

Originariamente pubblicato sul numero di febbraio 2009 de The Christian Science Journal


All'incirca nel 1915 i miei genitori lessero in un quotidiano locale una dissertazione sulla Scienza Cristiana. Poco dopo averla letta mia madre, a cui era già stato fissato un intervento di isterectomia, non ebbe più bisogno dell'intervento (se lo avesse fatto non sarei mai nata!) Mio padre, alcune settimane più tardi, guarì dai reumatismi subito dopo aver letto lo stesso articolo. I miei genitori cominciarono allora a studiare la Scienza Cristiana e a mettere in pratica i principi di guarigione che avevano appreso. Traslocarono alle Hawaii ed allargarono la famiglia con sei figli, che ebbero tutti numerose guarigioni, me compresa.

Da adolescente rimasi paralizzata alla gamba destra e non fui più in grado di camminare. Mia madre scrisse allora a una practitioner della Scienza Cristiana che stava su un'altra isola, perché pregasse per me. Un vaporetto faceva la spola fra le varie isole, recapitando le lettere a frequenza bisettimanale. Costretta a letto e con parecchio tempo a disposizione, passavo le ore di veglia a leggere i libri che amici e famiglia mi portavano. Amavo leggere, le biografie in particolare. E infatti, alcuni mesi dopo, mia madre mi suggerì di leggere la biografia di Mary Baker Eddy scritta da Sybil Wilbur. Mentre la leggevo, ricordo vividamente la profonda gratitudine che provavo per Mary Baker Eddy, che dedicò la sua vita a condividere col mondo intero la rivelazione della Scienza del Cristo. Guarii immediatamente dalla paralisi. Proprio in quel giorno mi alzai dal letto e feci per la prima volta una breve camminata, cosa che non facevo da mesi. Nel giro di poco, tornai a camminare normalmente e da allora non c'è più stata alcuna ricorrenza della paralisi.

Anni dopo, in inverno, stavo andando in chiesa con mio marito sulle strade ghiacciate di un passo montagnoso della California, quando la nostra auto incominciò a sbandare per poi cappottare numerose volte. Sebbene il veicolo fosse seriamente danneggiato, mio marito stava bene. Io però non riuscivo più a muovermi. Venni quindi portata in elicottero in un centro d'assistenza infermieristica della Scienza Cristiana a San Francisco per essere curata secondo i metodi della Scienza Cristiana.

Paralizzata dal collo in giù, avevo bisogno di molta assistenza. Venivo anche trattata quotidianamente in preghiera da un practitioner della Scienza Cristiana. Due mesi dopo, benché non fossi ancora guarita e pur apprezzando quanto fosse stata splendida e competente l'assistenza ricevuta, decisi di tornare a casa. Abitavo a cinque ore di macchina dal centro d'assistenza e mio marito poteva venirmi a trovare soltanto nei fine settimana, mentre gli altri familiari abitavano troppo lontano per poter fare il viaggio.

Mia madre, che allora era diventata una practitioner della Scienza Cristiana, venne a vivere con noi per dare il suo contributo. Mettemmo anche assieme un gruppetto di persone per dare una mano a mia madre e a mio marito. Nonostante continuassi ad avere bisogno di molta assistenza, la loro disponibilità e la loro competenza soddisfacevano a tutte le mie necessità. Stavo anche continuando il trattamento in preghiera con il mio practitioner della Scienza Cristiana.

All'inizio progredivo lentamente ed infatti, per alcuni mesi, mi pareva di non fare proprio alcun progresso. Stavo lottando molto con la mia autocommiserazione, con quella che chiamo la «sindrome PM» (ovvero, la sindrome della «povera me»). Ed eccomi qui, Scientista Cristiana da una vita, che non riuscivo a fare quasi niente per me stessa e non dimostravo la verità, che pure conoscevo così bene, dell'essere l'espressione perfetta dell'Iddio perfetto, Vita divina. Ma non mi arresi. Perseverai nella preghiera per comprendere che non ero mai stata al di fuori della sollecitudine sempre-presente di Dio.

Un giorno, all'incirca quattro mesi dopo essere ritornata a casa, stavo seduta a godermi dalla finestra la vista gloriosa di un lago blu intenso in tutta la sua estensione, circondato da montagne rivestite di pini, e mi dissi: «Lo so che è vero che sono la figlia perfetta di Dio, però continuo a commiserarmi e sono davvero infelice. Ma so anche quello che afferma Scienza e Salute con Chiave delle Scritture di Mary Baker Eddy: “La felicità è spirituale, nata dalla Verità e dall’Amore"» (pag. 57). Mi misi subito a pregare intensamente sul fatto che la mia felicità era totalmente spirituale e che l'immagine fisica che mi si presentava non poteva affatto impedire, controllare o padroneggiare la mia gioia e felicità. Quello stesso giorno, dopo mesi e mesi in cui avevo perso la sensibilità e la mobilità del busto, sentii una fitta alla spina dorsale. Il cuore mi balzò in petto dalla gioia, perché sapevo che stavo guarendo.

Da ragazza, quando avevo avuto la gamba paralizzata, mi ero alzata e mi ero messa a camminare subito dopo aver provato un profondo senso di gratitudine, ma stavolta avevo avuto bisogno di comprendere di più. Mary Baker Eddy ci ha dato questa preghiera «per i bambini che sono diventati grandi» che è stata anch'essa per me fonte di grande incoraggiamento:

Padre-Madre Tu sei buono,
con amore io Ti cerco,—
Paziente, umile,
percorro la Tua via,—
che sia lenta o veloce,
per venire fino a Te.
(Poems, pag. 69)

Nel corso dei due mesi successivi, con le costanti preghiere dei miei cari practitioners, la maturazione di una comprensione spirituale più profonda e grazie allo studio di Scienza e Salute e della Bibbia e alle mie preghiere, ritrovai gradualmente la mia mobilità. Entro otto mesi dal giorno dell'incidente, con il solo trattamento della Scienza Cristiana e senza nessun altro tipo di cura medica, mi ero completamente ristabilita e potei tornare alle mie normali attività di insegnante e giardinaggio, e potei andare in barca con la famiglia e nuotare. Adesso, nel mio nono decennio di vita, quando mi capita l'occasione mi diverto ancora a nuotare e a immergermi con maschera e boccaglio nel meraviglioso oceano blu-turchese.

Questa guarigione è di 38 anni fa e resta per me un faro di promessa mentre continuo a confidare nella comprensione di Dio per tutte le mie esigenze di salute.

Patricia Kurtz
Kailua-Kona, Hawaii, USA

ACCESS MORE GREAT ARTICLES LIKE THIS!

Welcome to Herald-Online, the home of The Christian Science Herald. We hope you'll enjoy this article that has been shared with you.

To receive full access to the Heralds, activate an account using your print Herald subscription, or subscribe to JSH-Online today!

La missione de l’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabilità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

Scopri di più su l’Araldo e sulla sua missione.