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Guarigione da dolori al petto

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 1 agosto 2012

Tradotto dal Christian Science Sentinel, 23 e 30 luglio 2012


La scorsa primavera io e mia moglie ci recammo in una zona umida per fare una passeggiata di circa tre chilometri, con lo scopo di guardare e fotografare uccelli. Poco dopo aver lasciato l’auto, fui preso da un dolore al petto e alla schiena. Mi venne la nausea ed ebbi l’impressione di stare per svenire.

Pensai di dover dire a mia moglie che non mi sentivo bene, ma mi venne in mente anche molto chiaro il pensiero: “Perché raccontare a qualcuno una bugia su me stesso?”. Dichiarai silenziosamente che ciò che stavo vivendo non era vero se riferito all’uomo di Dio, che, come apprendiamo nella Scienza Cristiana, sapevo essere la mia identità spirituale. In particolare: “Ogni funzione dell’uomo reale è governata dalla Mente divina… La Mente divina, che creò l’uomo, mantiene la Sua propria immagine e somiglianza… Tutto ciò che esiste realmente è la Mente divina e la sua idea, e in questa Mente l’intero essere si rivela armonioso ed eterno” (Mary Baker Eddy, Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, pag. 151).

Basandomi su queste verità, conclusi che nessuna funzione del mio corpo poteva venire controllata dalla materia. Essendo io interamente sotto il governo di Dio, ogni organo ed ogni azione del mio corpo dovevano essere armoniosi, puri e perfetti, non soggetti ad alcuna discordanza evidenziata dai sensi materiali.

Accettando i fatti narrati nel libro della Genesi 1:26-28, nella Bibbia, sapevo di essere fatto ad immagine e somiglianza di Dio, Mente. Perciò ogni parte di me era mantenuta da questo potere onnipresente – non come materia perfetta e armoniosa, ma come l’idea di Dio, sotto la cui custodia “l’intero essere si rivela armonioso ed eterno”. Non dovevo diventare qualcosa; ero già quell’immagine e somiglianza perfetta della Mente divina.

Trovai un luogo tranquillo dove sedermi e, mentre riposavo, i dolori si attenuarono. Ma appena mi alzai, i sintomi si ripresentarono. Mi vennero in mente diverse suggestioni sul perché forse sarebbe stato più saggio dire almeno a mia moglie come mi sentivo per non rischiare di mettere a rischio la vita di qualcuno guidando la macchina. Mi chiesi se non fossero l’orgoglio e la volontà umana a farmi tacere. Poi pensai: “Il fatto di dare voce al problema lo risolverà? Solo la verità pone termine alla menzogna, perciò rimani nel regno della Verità”.

Tornando verso la macchina capii che dovevo continuare a negare mentalmente la bugia su me stesso ed insistere sul fatto che ero creato, mantenuto e governato esclusivamente e completamente dalla Mente divina. Ogni altra suggestione sulla mia vita era falsa – senza giurisdizione e senza validità. Tutto ciò che dovevo sapere di me – tutto ciò che dovevo raccontare o esprimere – era la natura, l’essenza e la completezza di Dio. Poiché Dio è Vita infinita, non può esserci esistenza al di fuori di Lui.

Rientrando, continuai a riflettere su queste idee e il dolore e la pressione sparirono con la stessa velocità con cui avevano invaso i miei pensieri. Ero calmo e fiducioso. Arrivammo a destinazione sani e salvi e con gratitudine fui in grado di continuare la giornata in condizioni perfettamente normali.

Quella sera, quando raccontai a mia moglie ciò che era accaduto, mi disse che non si era mai accorta che ci fosse qualche problema e ne fummo felici – prova ulteriore che poiché nessuna bugia è mai reale, nessuno deve venire ingannato o far parte di tale menzogna in qualsiasi momento. E sono lieto di confermare che da quella camminata il problema non si è mai più ripresentato.


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La missione de l’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabilità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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