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Avere a cuore i bambini del mondo

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 20 Giugno 2019

Originariamente pubblicato sul numero del 30 settembre 1996 del Christian Science Sentinel


Le loro facce ci parlano, le facce dei bambini che appaiono al telegiornale o sulle copertine delle riviste. Spesso si tratta di volti di bambini coinvolti in tragedie che non dovrebbero mai accadere a nessuno. Cosa possiamo fare quando desideriamo guarire queste ferite infantili o salvare i bambini dagli abusi, dalla guerra e dalla fame che li circondano?

Possiamo amare più profondamente qualità come la purezza e l’innocenza che sono proprie dei bambini, anzi, di tutti noi – qualità che provengono da Dio e che il mondo non sembra apprezzare. Generalmente, provvedere ad un ambiente che incentivi lo sviluppo e la protezione di queste qualità nei bambini non viene considerato come una priorità sociale. Il pensiero semplice e puro dell’infanzia, invece di essere visto come un punto di forza, viene più spesso associato alla vulnerabilità.

Eppure le qualità che costituiscono il pensiero infantile – l’innocenza, la purezza, la fiducia e la spontaneità – non sono deboli e vulnerabili. Sono l'espressione stessa di Dio che rivela Se stesso all'umanità e hanno in sé il potere e la realtà della loro sorgente divina. L’odio, il male, la collera, la rudezza, il sensualismo non trovano la loro origine in Dio o Verità e non hanno perciò il potere di soggiogare la natura di Dio che si esprime nell’uomo.

Possiamo quindi aiutare i bambini, rifiutandoci di equiparare la loro vera natura alla vulnerabilità e all’essere indifesi.

Possiamo inoltre contestare la visione del mondo su dove si trovino il controllo e l’autorità. Infatti, a prescindere dall’età o dalla posizione sociale, ognuno si trova in realtà sotto il governo dell’unico potere che esista: la Mente infinita che tutto ama, Dio. Si può dimostrare questa verità anche nelle situazioni umane più disperate, come viene illustrato nella Bibbia quando il Faraone egiziano decretò che tutti i bambini maschi avrebbero dovuto essere uccisi. Pensate a quale ispirazione ebbe la madre di Mosè quando seguì le istruzioni di Dio che la guidarono a porre il bambino ancora in fasce in un canestro fatto di giunchi e a metterlo nel canneto in riva al fiume. In quel luogo venne trovato dalla figlia del Faraone, per poi essere da lei allevato— e ciò fece sì che non solo la salvezza del bambino venisse assicurata, ma anche che la sua grande missione spirituale si compisse (vedi Esodo 2:1-10). Ogni bambino ha oggi una grande missione spirituale davanti a sé, e il nostro pensiero materno, che riconosce il controllo di Dio su ciascuna delle Sue idee, può aiutare a sventare i tentativi del male che cercano di ostacolarla.

I bambini di Dio non sono piccole persone indifese

Che siamo genitori o meno, abbiamo la responsabilità di esprimere la natura di genitore del nostro Padre-Madre Dio. Essere padre o madre inizia dai nostri pensieri, esaminando quali sono i concetti a cui diamo spazio quando pensiamo ai bambini. Quale aiuto diamo ai bambini del mondo, se crediamo nella possibilità che ci sia qualcuno che possa essere separato da Dio e agire indipendentemente da Lui? È forse utile credere che la vita sia nella materia, quindi alla mercé di circostanze materiali?

I bambini di Dio non sono piccole persone indifese soggette agli errori e alle crudeltà dei grandi. Sono idee spirituali complete, che non hanno bisogno di maturare materialmente per ottenere la protezione e la forza della Mente divina.

Scienza e Salute con Chiave delle Scritture ci dà una descrizione di figli che in parte dice: “Pensieri spirituali e rappresentanti della Vita, della Verità e dell’Amore” (pag. 582). Quale potere e quale invulnerabilità derivano da questa vera identità dei bambini! Rappresentando la Vita, non possono essere privati della vita, della vitalità o della gioia. Come rappresentanti della Verità, non possono essere demoralizzati dall’ingiustizia, dalla disonestà, né da concezioni erronee riguardo a loro. Come rappresentanti puri dell’Amore non sono contaminati dal sensualismo e non possono neppure essere privati di tenerezza e protezione. L’affermazione di queste verità richiama il potere della presenza di Cristo ad agire in qualunque situazione si trovino i bambini.

Per Gesù fu importante riconoscere la santità che deriva dall’essere come un bambino; egli disse: “Lasciate i piccoli fanciulli venire a me; non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio”. Inoltre, è da notare che mostrò quanto siano importanti qualità come la ricettività e l’umiltà dicendo: “In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non entrerà punto in esso” (Marco 10:14, 15).

Dobbiamo batterci affinché queste qualità proprie dei bambini si trovino ovunque – e in particolare nei nostri pensieri. Ognuno di noi contribuisce giornalmente all’atmosfera del pensiero mondiale. In un discorso alla sua Chiesa, Mary Baker Eddy disse una volta: “Diletti figliuoli, il mondo ha bisogno di voi,— più in qualità di bambini che di uomini e donne: ha bisogno della vostra innocenza, del vostro altruismo, del vostro fedele affetto e della vostra vita incontaminata” (Miscellaneous Writings [Scritti Vari], pag. 110).

Il fatto spirituale è che l’essere come un bambino è una qualità che hanno tutti. Nessuno può perdere o distruggere questa natura innata di somiglianza di Dio. Non siamo dei mortali piccoli o grandi, né una via di mezzo. Siamo i figli immortali di Dio.

La missione de L’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabiità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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