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COS’È LA DIMOSTRAZIONE?

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 7 novembre 2019

Originariamente pubblicato sul numero di novembre 2009 de The Christian Science Journal


Da bambina mi dissero che se la luce del sole passa attraverso una lente d’ingrandimento, è in grado di bucare un pezzo di carta. Andai allora fuori al sole, con una lente d’ingrandimento che tenni qualche centimetro sopra un pezzetto di carta. La luce, come previsto, si concentrò a tal punto da riuscire forare la carta. Tale azione fu una dimostrazione. L’effetto di quella dimostrazione era la prova che la luce solare che passa attraverso una lente d’ingrandimento è in grado di creare un foro in un pezzo di carta.

I dizionari definiscono il temine dimostrazione in svariati modi, ma il suo utilizzo principale è in ambito scientifico, come ad esempio: "l’atto, il processo o il mezzo di rendere evidente o di verificare" (Webster's New World College Dictionary). In qualsiasi scienza, la dimostrazione è un’azione che prova qualcosa.

Il vocabolo dimostrazione e le sue varie coniugazioni dimostrare, dimostra, dimostrò e dimostrando appaiono ben 235 volte in Scienza e Salute con Chiave delle Scritture di Mary Baker Eddy, il libro di testo sulla guarigione mediante la Scienza Cristiana. Per chi desidera comprendere come questa Scienza guarisce, è dunque piuttosto importante capire cosa intende l’autrice con questo termine.

Quando ho intrapreso lo studio della Scienza Cristiana, ho cominciato con l’apprendere che il potere di Dio è supremo, persino più potente del sole. Mi ci sono voluti parecchi anni, però, per rendermi conto che potevo provare questa verità guarendo un problema fisico che mi affliggeva da lungo tempo. Da bambina, ma anche da adulta, i miei occhi hanno sempre sofferto di una dolorosa ipersensibilità alla luce solare e gli occhiali da sole mi davano ben poco sollievo. Ricordo che quando andavo a scuola a piedi socchiudevo gli occhi a causa del riflesso della luce sul marciapiede che mi faceva venire le lacrime agli occhi. Quand’ero ragazza, ricordo che appendevo il bucato in casa invece che all’aperto, perché alzare lo sguardo verso il cielo blu per stendere i panni sui fili mi causava troppo dolore. Non potevo nemmeno godermi una gita in barca con gli amici a causa del riverbero accecante della luce sull’acqua.

Avevo in qualche modo accettato questa situazione come se fosse una parte di me. Poi, in una giornata di sole, ancora alle prese con i soliti abbagli, ecco che venne in mio soccorso la definizione spirituale di sole in Scienza e Salute: "Il simbolo dell’Anima che governa l’uomo—simbolo della Verità, della Vita e dell’Amore" (pag. 595).

Grazie alla Scienza Cristiana, avevo appreso che l’Anima, la Verità, la Vita e l’Amore sono sinonimi biblici di Dio, e che il termine uomo si riferisce a ciascun figlio e a ciascuna figlia di Dio. Avevo anche imparato che, contrariamente alle apparenze, proprio come è la terra che gira attorno al sole e non il sole attorno alla terra, analogamente è Dio che governa l’uomo e l’universo, e non la materia.

L’idea quindi che il sole fosse "il simbolo dell’Anima che governa l’uomo” fu per me un’amorevole rivelazione della Verità che mi fece capire che il sole non è un nemico penoso, ma un amico che mi ricorda che chi mi governa supremamente è Dio. Proprio allora accettai la verità spirituale che i miei occhi non potevano soffrire per la normale e quotidiana esposizione alla luce del sole. In tutti gli anni seguenti, raramente ho avuto la necessità di portare gli occhiali da sole, nemmeno quando sono stata esposta ai riverberi dell’acqua o ai bagliori accecanti di un manto di neve.

L’azione che feci di accettare e mantenere mentalmente la verità che Dio, e non il sole, governa i miei occhi fu la dimostrazione. La mia guarigione fu l’effetto di tale dimostrazione. Avessi invece esitato ad accettare tale verità, non ci sarebbe potuta essere guarigione.

Mary Baker Eddy spiega: "Dio sanerà gl’infermi per mezzo dell’uomo ogniqualvolta l’uomo è governato da Dio" (Scienza e Salute, pag. 495). Questa dichiarazione mette a volte in difficoltà gli studiosi della Scienza Cristiana che hanno appreso la verità assoluta che il riflesso spirituale di Dio, l’uomo (in senso generico), è sempre governato da Dio. In questo caso, però, l’autrice insiste sul fatto che bisogna dimostrare—accettare che Dio governa l’uomo e vivere di conseguenza—affinché si attesti che è vero. Infatti scrive: "La preghiera più elevata non è soltanto una preghiera di fede: è dimostrazione. Tale preghiera sana la malattia e deve distruggere il peccato e la morte" (Scienza e Salute, pag. 16).

Ho spesso riflettuto su un’altra asserzione dell’autrice: "... dovevo conoscere la Scienza di questa guarigione, e giunsi a conclusioni assolute mediante la rivelazione divina, la ragione e la dimostrazione" (Scienza e Salute, pag. 109). L’autrice sta qui spiegando in che modo ha studiato le Scritture per comprendere come funziona la guarigione cristiana e le conclusioni a cui è giunta che rendono possibile tale guarigione per i ricercatori sinceri.

Pensate alla dimostrazione come a un’azione da compiere.

Di queste tre—"rivelazione, ragione e dimostrazione"—è facile pensare che "dimostrazione" si riferisca alla guarigione come risultato della preghiera piuttosto che alla preghiera in sé. Con tale presupposto ponderiamo la rivelazione di alcune verità spirituali, ragioniamo sulla loro realtà e la conseguente irrealtà delle discordanze che ci stanno affliggendo, per poi rimanere delusi quando vediamo che l’esito delle nostre preghiere non ha prodotto alcun cambiamento. E magari ci chiediamo: "Ma dov’è la dimostrazione?". Quand’è così, vuol dire che stiamo guardando nella direzione sbagliata: alla materia invece che al nostro pensiero.

Le due seguenti esortazioni di Scienza e Salute mi hanno aiutata a chiarire questa questione: "Mantenete il pensiero ben fermo su ciò che è permanente, buono e vero, e tutto questo si manifesterà nella vostra esperienza nella proporzione in cui occuperà i vostri pensieri" (pag. 261); e " Insistete mentalmente nell'affermare che l'armonia è la realtà mentre la malattia è un sogno temporaneo. Realizzate la presenza della salute e il fatto che l'essere è armonioso, finché il corpo non corrisponda alle condizioni normali di salute e d’armonia" (pag. 412). "Mantenete ben fermo”. “Realizzate". Queste sono le azioni mentali da effettuare che costituiscono la dimostrazione, la "preghiera più elevata."

"Mantenersi ben fermi" nella verità spirituale e "realizzare ... il fatto che l’essere è armonioso" richiedono che la nostra preghiera—la nostra consapevolezza spirituale dell’essere—sia espressa nella vita quotidiana. Ciò significa che dobbiamo vivere come riflessi di Dio, lasciando che i nostri pensieri e le nostre azioni siano governati da Dio mentre svolgiamo le nostre attività quotidiane. Non significa che dobbiamo ripeterci parole di verità spirituali per tutto il giorno, ma piuttosto che vivere per glorificare Dio dev’essere il solo scopo della nostra vita. E questo richiede che si stia di guardia alla porta del pensiero, delle parole e dei gesti per essere sicuri che riflettano davvero il fatto che Dio sta governando noi e gli altri. È forse un’ardua richiesta? Beh, certamente! Ma quando lo si fa per amore di Dio e dell’uomo, si provano una gioia ed una soddisfazione senza paragone. Con la pratica poi, diventa alquanto naturale.

Un modo che trovo utile per affrontare la questione è quello di prendere una specifica verità spirituale a inizio giornata, custodirla in preghiera e cercare di aderire mentalmente a quest’idea per tutto il giorno. Certo, ci vuole disciplina, ma dietro tutto vi è il potere di Dio.

Riprendendo il concetto della lente d’ingrandimento che grazie alla sua capacità di concentrare i raggi solari riesce a far sì che questi buchino la carta, quando vivete aderendo ai pensieri secondo cui siete governati dall’Amore divino in quanto Suoi figli, il potere infinito dell’Amore divino si amplifica a tal punto nella vostra esperienza umana da portare guarigione a voi e agli altri.

Il nostro modello per la guarigione cristiana è Cristo Gesù, e il suo amore per Dio e per l’uomo è la nostra ispirazione. Egli pregava sinceramente per permettere che i suoi pensieri e le sue azioni fossero controllati in ogni momento dall’Amore divino. Questa dimostrazione—l’azione amorevole di vivere come riflesso di Dio—guarì i malati, trasformò i peccatori e risuscitò i morti. Per metterci in grado di applicare oggi questa dimostrazione, Gesù ci ha detto: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi" (Giovanni 15:12).

Se siete rimasti delusi per lo scarso risultato delle vostre preghiere (e chi di noi non lo è stato di tanto in tanto), può fare un'enorme differenza lasciare che il nostro pensiero passi dal considerare la guarigione come la dimostrazione, al considerare invece la dimostrazione come a un’azione da compiere—azione tramite cui il potere supremo di Dio ci porta alla guarigione. Dopo aver silenziosamente meditato in preghiera sulla rivelazione di qualche idea spirituale della verità, riflettete su quella rivelazione finché vedete la nullità di qualche pretesa materiale di discordanza o malattia. Aderite poi con fermezza a quella verità, senza cedere alle suggestioni materiali che indicano il contrario. Realizzate che ciò è vero, finché vedrete gli effetti di tale dimostrazione nella guarigione.

In altre parole, lasciatevi governare da Dio, come in realtà già siete. Questa dimostrazione è la preghiera più elevata—la preghiera dell’amore che riflette l’Amore. E l’Amore divino guarisce davvero attraverso di noi, ogniqualvolta ne siamo governati.

La missione de L’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabiità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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