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"DA ZONA A ZONA"

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 11 Giugno 2019

Originariamente pubblicato sul numero di maggio 1943 de The Christian Science Journal


L’universo di Dio è il riflesso spirituale della sostanza e della Vita divina. Le leggi dell’armonia operano costantemente per tutta la lunghezza, larghezza, profondità e altezza dell’universo. La Scienza divina è il governo di questo regno senza limiti, colmo di idee divine le cui identità obbediscono alla Mente che le ha create. Qui ci sono affermazioni spiritualmente scientifiche che sono di grande importanza per coloro che studiano le questioni mondiali.

I fatti spirituali, quando vengono compresi e accettati, influiscono sugli eventi globali con la stessa ovvietà con cui lo fanno nelle situazioni individuali. Man mano che l'umanità progredisce al di fuori del caos della credenza materialista, il pensiero ispirato, diventando consapevole dell’ordine divino inalterato, necessariamente con entusiasmo vuole avvicinarsi a una comprensione spirituale più avanzata grazie alla quale può discernere l’incrollabile realtà delle cose.

Solo la percezione spirituale riconosce l’unità eterna dell’esistenza universale e del potere della Scienza divina. Tramite questa penetrazione, l’Amore eterno, imparziale, costante e i cui impulsi sono sempre orientati verso Dio, viene compreso come l’unico potere che anima tutti gli elementi e le formazioni, tutta l’intelligenza e l’azione. L’universo delle idee della Mente riflette completamente e continuamente l’ordine scientifico divino che funziona conformemente all’armonia suprema.

Ciò che emana da Dio deve necessariamente esistere entro l’infinità della Mente divina, prendere parte alla natura dell’Anima ed essere formato dalla sostanza dell’Amore, dal momento che nella Scienza i termini Mente, Anima, Amore e Dio sono sinonimi. L’universo contiene solo corpi celesti organizzati nell’ininterrotto ritmo dell’armonia celeste, governati dalle forze morali e spirituali della Mente che vivono nell’atmosfera dell’Anima. Le stagioni dell’universo sono periodi di incessante svolgimento spirituale che generano le prove della presenza delle qualità divine attraverso tutta la creazione.

Dio coesiste eternamente con il Suo universo, con ciò che è contenuto nella Sua totale inclusività. Parlando della Scienza Cristiana, Mary Baker Eddy scrive: “Non è una ricerca della saggezza, essa è saggezza: è la mano destra di Dio che afferra l’universo —tutto il tempo, lo spazio, l’immortalità, il pensiero, l’estensione, la causa e l’effetto; costituisce e governa tutta l’identità, l’individualità, la legge e il potere” (Miscellaneous Writings, pag. 364). Questa santa norma assicura all’esistenza universale una perfezione costante, un governo senza fine e una sovranità immutabile.

In nessun momento e in nessun luogo dell’universo può esserci un’interruzione del controllo divino. Dio non può essere escluso dall’infinità in nessun istante e le Sue leggi sono stabilite per l’eternità. La conservazione permea ogni azione del loro svolgimento. La maestà della legge spirituale persegue il suo glorioso cammino senza opposizione, resistenza o ritardo. Così, la manifestazione universale, che si eleva da una perfezione illimitata, vive, si muove ed è in termini di eternità, totalità e divinità.

Consapevole solo dell’esistenza dell’immortalità nella sostanza dello Spirito, inviolato dal peccato e dalla morte, l’universo esprime la gloria di Dio, radiosa ed eterna realtà. Tutte le identità che costituiscono l’universo esistono in unità perché, nell’ordine divino, ogni idea è direttamente tributaria della Mente divina, che condivide sempre la sua inesauribile essenza. Così la Scienza di Dio mantiene la grandezza di tutta l’esistenza, indistruttibile in tutta la sua vastità.

In contrasto con questa immensità e stabilità unificate della perfezione eterna, la credenza in un potere al di fuori di Dio è come un granello di sabbia su una riva battuta dalla marea. Il senso umano erroneo, non avendo alcuna concezione dell’infinità o della perfezione, crede che l’universo sia materiale, suddiviso in parti sia discordanti sia armoniose. Crede nella suddivisione della terra in zone, a cui attribuisce per credenza determinate condizioni di bene o di male. Si pensa che le zone glaciali siano regioni dell’universo in cui hanno origine le tempeste che causano disastri. Si ritiene che la zona torrida sia una distesa in cui proliferano febbri e pestilenze. Altre zone sono etichettate come zone sismiche, zone di uragani, e così via.

Quando l’umanità accetta la credenza nel male, le suddivisioni del senso erroneo si moltiplicano e allora sembrano esistere delle zone nemiche da cui scaturisce l’angoscia della guerra, zone di conflitto dove le carneficine macchiano il pianeta, e zone pericolose dove la distruzione attende il viaggiatore. La mente mortale definisce tali zone come luoghi in cui il male domina e il bene è stato eliminato. Poi, la credenza mortale dichiara che se gli uomini abitano o attraversano questi territori, sono soggetti a subire disastri e distruzione. Non avendo alcun concetto del regno infinito di Dio, il senso mortale vorrebbe credere di poter regnare per qualche tempo in questi piccoli spazi. Ma la Scienza di Dio include tutto il tempo e lo spazio, tutta la causa e l’effetto, tutto il potere e la legge. Non può esserci qualcosa come un territorio in cui il male detiene il controllo, dove la legge di Dio ha smesso di funzionare. Non esiste luogo abbandonato da Dio o vietato a Dio. L’errore non ha occasione di cominciare, accumularsi o dominare. La supposizione che esista un momento in cui Dio non è supremo, è un’illusione mortale.

Davide sapeva che la pretesa dell’errore di possedere e governare una qualsiasi zona dell’esistenza è falsa. Proclamando la presenza illimitata di Dio, il bene, egli scrisse: “Dove me ne andrò lungi dal tuo spirito? e dove fuggirò dal tuo cospetto? Se salgo in cielo tu vi sei; se mi metto a giacere nel soggiorno dei morti, eccoti quivi. Se prendo le ali dell’alba e vo a dimorare all’estremità del mare, anche quivi mi condurrà la tua mano, e la tua destra mi afferrerà” (Salmi 139:7-10).

L’onnipotenza di Dio preclude la possibilità di una zona pericolosa nella creazione. L’uomo non attraversa mai il regno del male né vive in esso per un solo istante poiché il male, non esistendo, non possiede alcun dominio. Tutte le idee del creatore vivono e si svagano in perfetta sicurezza attraverso l’infinito regno della Mente. Nell’Amore infinito non conoscono né paura né pericolo. Sanno di non potersi mai trovare al di fuori della cura dell’Amore.

Grazie a questi fatti spirituali, la Scienza Cristiana spoglia l’errore della sua pretesa dell’esistenza di zone in cui possa annullare le leggi dell’armonia, limitare l’azione dell’uomo e minacciare la pace universale. Nel bene incommensurabile il male non ha alcuna occasione per manifestarsi, né tempo per riprodursi attraverso il paganesimo, né spazio per il magnetismo animale, né terreno per la guerra, né spazio per la pestilenza, né zona per la prigionia, nessuna occasione per la discordia, il peccato o la morte.

Mary Baker Eddy ha dato al mondo la rivelazione della Scienza divina affinché l’umanità potesse essere consapevole della salvezza eterna dell’uomo nell’universo dell’Anima. Nella sua poesia “Christ and Christmas” (Cristo e Natale) si trova una significativa enunciazione di questa Scienza:

"Percorrendo velocemente la sua traiettoria, da zona a zona,—
Luminosa, benedetta, lontana,—
Splendette sulla cupa notte del caos
Una solitaria, coraggiosa stella.

In tenera misericordia, lo Spirito accelerò
Un raggio fedele
Per risvegliare i viventi, rianimare i morti,
E indicare la Via—

L’idea Cristo, Dio unge—
Di Verità e Vita;
Designa nella Scienza la Via,
Che placa ogni conflitto."

Riflettendo su queste parole, chi studia la Scienza Cristiana può diventare chiaramente consapevole del potere-Cristo, la vera idea di Dio e del Suo universo, che raggiunge la coscienza umana fino a portarla a conoscere l’onnipotenza e l’onnipresenza di Dio. Senza mai iniziare né fermandosi, ma continuando sempre il suo percorso, il Cristo sfida una credenza dopo l’altra nel regno, nel potere e nei successi dell’errore, e mette fine a tali credenze, liberando l’indifeso, il pauroso, il prigioniero. L’apparizione della vera idea ovunque l’errore pretenda di essere, dimostra che solo Dio e la Sua manifestazione sono presenti. Dominando "la cupa notte del caos", la luce del Cristo dissolve l’oscurità dell’errore e “placa ogni conflitto” rivelando la tranquillità indisturbata dell’esistenza spirituale universale.

"Percorrendo velocemente la sua traiettoria, da zona a zona," il Cristo risveglia i viventi a riporre la propria fiducia in Dio e nel Suo piano eterno di bontà. Apre all’umanità una via di fuga dalle credenze di persecuzione e prigionia, perché dimostra l’unità eterna di Dio e dell’uomo, e questa verità sfida e vince la menzogna secondo cui l’uomo può rimanere escluso dall’aiuto divino. Stimola gli uomini a resistere all’arroganza della mente mortale e a prendere coscienza degli angeli, i pensieri di Dio, che li accompagnano sempre per liberarli completamente.

Il Cristo è il liberatore degli uomini sia prima che dopo che la presunta morte si sia imposta. Domina le credenze nella guerra e nella tomba. È il Salvatore di molti, il liberatore delle masse, il messaggio e la manifestazione, rapidi e coincidenti, della vita eterna per tutti gli uomini. Né leggi, muri, guardie, circostanze né luoghi possono escludere il Cristo da nessuno. La vera idea è inseparabile dagli uomini, un’influenza sempre presente nel pensiero umano, un Salvatore supremo e puntuale che possiede il potere adeguato a confutare e dissipare la credenza che qualsiasi pretesa del male sia reale, sia presente o abbia un potere in qualunque posto dell’universo di Dio. Non si potrà mai dire del Cristo che sia troppo piccolo o che arrivi troppo tardi per soddisfare i bisogni umani.

La vera idea dell’unico Dio infinito, il bene, espugna le fortezze del paganesimo e forza il crollo della credenza in altri dii. Dinnanzi alla sua luce fiammeggiante, le fragili strutture del misticismo, della superstizione, dell'immaginazione e dell'imposizione svaniscono nell'oscurità. Il Cristo mette fine al loro mesmerismo e abolisce la schiavitù che imponevano. Il Cristo è senza dubbio un Salvatore attivo alla portata dell’intera umanità.

Il Cristo è il messaggio e la prova per tutti gli uomini dell’onnipresenza e universalità dell’Amore infinito. Esso conduce alla realizzazione dell’altezza dell’Amore, che si estende oltre i cieli, al di sopra delle stelle, più in alto dei venti. Per quanto in alto si possa spingere il pensiero, l’Amore rimane sempre l’Altissimo. Il nostro volo non ci può portar fuori dai  confini della cura dell’Amore, né può farci sfuggire alle sue leggi.

Il Cristo rivela la profondità dell’Amore. Oltre l’orizzonte, al di sotto delle acque e di tutte le formazioni, il fondamento dell’intera creazione della Verità risiede nell’Amore. Ben oltre dove possa arrivare il ragionamento umano, infinitamente al di là della linea limite esplorata, molto più in profondità rispetto a quanto le sonde e le scavatrici della ricerca umana siano arrivate, al centro stesso dell’universo, si trova l’Amore.

Il Cristo mostra l’ampiezza dell’Amore. Attraverso tutte le acque e tutte le terre, oltre lo spazio e il tempo, incessantemente, mai assente, qua e nell’al di là, si estende l’ampiezza dell’Amore. Mondi su mondi ruotano all’interno della sua presa, e anche la più piccola identità della Vita è nutrita al suo seno. L’Amore vive, conosce e custodisce i suoi senza sosta nell’essere illimitato.

Nella misura in cui la coscienza umana vede questa infinità dell’Amore, Dio, e del Suo universo spirituale, le pretese dell’odio, della guerra e della devastazione finiranno, perché non possono avere né regno né mandato là dove sappiamo che l’Amore è presente. La divisione in zone praticata dalla credenza umana che attribuirebbe dei luoghi e delle libertà al male, diventa obsoleta e l’onnipresenza del bene divino appare come realtà.

Dio, il creatore di tutto, è in pace, e il Suo universo prospera in questa pace. In tutto il regno della realtà non c’è zona pericolosa o zona di guerra; non c’è un luogo dove risieda o operi il male; non vi è alcuna sponda sterile né terra arida, né abisso traditore, né luogo disabitato, nessun muro di prigione, nessun potere terribile, né territorio nemico. Allora, scacciamo ogni paura. Viaggiamo all’estero in sicurezza e conquistiamo la vittoria sulla credenza in un qualsiasi potere al di fuori di Dio. In Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, Mary Baker Eddy afferma: “La profondità, la distesa, l’altezza, la potenza, la maestà e la gloria dell’Amore infinito riempiono tutto lo spazio. Questo è quanto basta!” (pag. 520).


È un fatto importante che la cristianità di un paese dipenda dal termometro dell’amore che quel paese ha per la pace. Questo è dovuto alla natura della religione cristiana. La pace non è la meta principale della Cristianità, ma è certamente la sua conseguenza naturale. Nessun paese il cui popolo è religioso entrerà in conflitto con i paesi confinanti. Quando il Cristo ha preso possesso dei cuori della gente non esiste spazio per l’odio né tempo per la guerra. .—Henry Geerlings.

The Mission of the Herald

In 1903, Mary Baker Eddy established The Herald of Christian Science. Its purpose: "to proclaim the universal activity and availability of Truth." The definition of "herald" as given in a dictionary, "forerunner—a messenger sent before to give notice of the approach of what is to follow," gives a special significance to the name Herald and moreover points to our obligation, the obligation of each one of us, to see that our Heralds fulfill their trust, a trust inseparable from the Christ and first announced by Jesus (Mark 16:15), "Go ye into all the world, and preach the gospel to every creature."

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, July 7, 1956

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