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Invecchiare o vivere adesso la vita eterna?

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 26 Giugno 2019

Originariamente pubblicato sul numero del 24 giugno 2019 del Christian Science Sentinel


Avevo trascorso una magnifica giornata con degli amici, cavalcando su sentieri che si addentravano in una foresta nazionale. Lo scenario era favoloso, e le nostre conversazioni molto gioiose. Arrivata la sera, mentre eravamo seduti intorno al fuoco del campeggio, mi sentii soddisfatta della bella giornata. Poi, però, la conversazione si spostò sul tema dell’invecchiamento, e con il prolungarsi dell’argomento, mi sentii sempre più frustrata e delusa, finché ad un certo punto, senza pensarci, sbottai che mi sembrava di essere in una casa di cura ad ascoltare le lamentele degli anziani.

Non molto tempo dopo, iniziai a notare che l’invecchiamento era un tema molto ricorrente nelle conversazioni. Anche io cominciai a pensare di stare invecchiando, cosa che non mi era mai capitato di fare prima.

Eppure, con lo studio della Scienza Cristiana avevo compreso il concetto della vita in modo completamente differente, un concetto che non include l’invecchiamento. A differenza di una visione mortale della vita – con un inizio e una fine – che presenta gli effetti dell’invecchiamento come inevitabili, la Bibbia insegna che “il dono di Dio è la vita eterna” (Romani 6:23). Non è questa una gloriosa promessa su cui riflettere? Per me questo significa che il dono di Dio della vita spirituale (non materiale) – senza inizio e senza fine – ci viene dato insieme all’amore infinito di Dio per noi, che siamo la Sua immagine, la Sua creazione spirituale completa, e questa vita è eternamente nostra. Inoltre, il dono di Dio di una vita perfetta, eterna e spirituale è qualcosa che deve essere profondamente apprezzato.

Tuttavia, dovetti chiedermi: sto accettando il dono dell’essere spirituale della vita eterna con gratitudine? Sebbene in teoria fosse semplice fare mia l’idea della vita eterna, mi resi conto che non stavo facendo nulla per riconoscerlo attivamente. Comprendere che la Vita è Dio e che, di conseguenza, è eterna, ci permette di superare le credenze comunemente accettate riguardo all’invecchiamento, e lo facciamo accettando che la Vita è immortale e pregando per comprendere che anche il nostro essere spirituale è immortale in quanto siamo figli di Dio. 

Il dono di Dio della vita spirituale (non materiale) è dato a noi che siamo a Sua immagine, ed è eternamente nostra.

Purtroppo non cominciai immediatamente a pregare in questo modo, così iniziai a sentirmi spesso stanca fino ad arrivare a sentirmi stravolta dopo un singolo fine settimana trascorso a prendermi cura dei miei nipoti. A quel punto capii che dovevo rivolgermi attivamente a Dio in preghiera e fare tesoro del dono di Dio della vita eterna. Speravo che, rivolgendomi a Dio in preghiera, avrei trovato aiuto e forza e avrei potuto superare la stanchezza.

Trovai conforto in una frase scritta da Mary Baker Eddy, Scopritrice della Scienza Cristiana: “La Scienza Cristiana porta al corpo la luce solare della Verità che rinvigorisce e purifica” (Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, pag. 162). Sapevo di poter trovare questo rinvigorimento e questa purezza affidandomi alla Scienza divina della Verità (un altro nome per Dio), che rivela la nostra natura spirituale ed eterna di creazione di Dio. Capii che dovevo cedere alla Verità. Ogni pensiero che puntava nella direzione opposta alla Vita eterna, Dio, non era altro che una suggestione, e potevo riconoscere che non aveva alcun fondamento.

Cominciai a prestare attenzione ai piccoli modi in cui le suggestioni sull’invecchiamento si insinuavano nei miei pensieri, e invece di ignorarle, le affrontavo direttamente pregando silenziosamente in questo modo: Non ho età. Non ho inizio né fine. Dio mi ha dato il dono della vita; perciò la mia vita è eterna e non è soggetta al tempo. Questo mi aiutò a percepire meglio la verità del mio essere senza età. Infatti mi sentii talmente rinvigorita da questo modo di pregare che cominciai persino a raccontare ad altre persone come le vedevo in quella stessa luce spirituale: come eterne.

Riflettei anche su quel commento tagliente che avevo fatto a quel falò. Dovetti ammettere che le mie parole avevano espresso una mancanza di affetto sincero e di interesse nei confronti dei miei amici. Nella Bibbia, Gesù insegna ad amarsi “gli uni gli altri, come io ho amato voi” (Giovanni 15:12). Sapevo che, invece di cogliere l’occasione di amare veramente i miei amici, ero stata acida e critica.

Dovevo fare veramente tesoro del dono di Dio della vita eterna.

I miei commenti di quella sera avevano qualcosa in comune con le suggestioni sull’invecchiamento contro cui stavo lottando. Entrambi mi avevano fatto sentire di non essere in sintonia con l’amore di Dio, quell’amore che desideravo esprimere in quanto riflesso di Dio senza età. Capii in quel momento, considerando ciò che è vero di Dio – e di noi come espressione della Vita – che possiamo rimettere i nostri pensieri in sintonia con ciò che è reale, ed evitare commenti acidi o di considerarci mortali che invecchiano.

Anche se quell’incontro con gli amici era ormai passato, sapevo che non era troppo tardi per chiedere a Dio di aiutarmi a vedere l’intera situazione in modo differente. Ripensai alle belle qualità che ogni amico aveva espresso durante il campeggio – qualità come gioia, pazienza, gentilezza e attenzione. Improvvisamente mi fu facile vedere come questi amici avevano espresso la bontà di Dio sia durante la cavalcata che al falò. Vedendoli sotto questa luce spirituale, l’idea che facessero discorsi insulsi o che stessero invecchiando svanì. Non ero più acida, ma sentivo l’amore di Dio. 

Grazie a questa santa preghiera, percepii la luce solare della Verità sciogliere la sensazione di affaticamento che stavo affrontando. Ero riuscita a recuperare una visione corretta dell’intera situazione, e grazie a questo provai un senso più tangibile della mia perfezione spirituale e immutabile. La stanchezza svanì e io mi sentii rinvigorita e purificata.

È ora una grande gioia per me prendermi cura di entrambi i miei nipoti, che sono stati con me anche per un’intera settimana senza che pensassi all’età o ai limiti! Invece, mi diverto a partecipare alle loro attività e riesco facilmente a tenere il passo con tutto ciò che gli piace fare.

Continuo a pregare per correggere le suggestioni sull’invecchiamento per me e per gli altri. Quando vedo cartelloni o spot pubblicitari sull’invecchiamento, o quando sento persone che ne parlano, mi piace pensare a questo passo della Bibbia: “la tua vita sarà più luminosa del mezzodì; tu risplenderai, tu sarai come il mattino” (Giobbe 11:17, secondo la versione King James).

La missione de L’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabiità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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