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Dedicare le nostre preghiere alla minaccia del contagio

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 18 marzo 2020

Originariamente pubblicato sul Christian Science Sentinel - 28 gennaio 2020


“Solo per oggi: vaccini antinfluenzali gratuiti!”

Gli appariscenti striscioni pubblicitari che sbattevano nella brezza di fine autunno sembravano efficaci. Molte macchine svoltavano per entrare nella farmacia di una grande catena che si trovava vicino a casa nostra. Mentre ci passavo davanti, mi venne in mente quanto sia facile dare per scontato che sia naturale, se non inevitabile, contrarre una malattia contagiosa durante l’inverno.

Assumersi la responsabilità della propria salute è importante. Molte persone affrontano la questione con le vaccinazioni e le medicine stagionali, e certamente rispetto e sostengo coloro che scelgono questo approccio. Tuttavia nella mia esperienza ho trovato che mediante la Scienza Cristiana è possibile opporsi in modo coerente alla supposizione di doversi ammalare; e così facendo, ho goduto di una salute più stabile e permanente. La preghiera fondata sulla comprensione spirituale di Dio è sempre stata un modo sicuro ed efficace di prendermi cura della mia salute.

Come riesce questo genere di preghiera ad aiutare? Basandomi sulla mia esperienza, ho visto che questa preghiera ci rende consapevoli di una prospettiva radicalmente diversa riguardo alla nostra vita e al mondo che ci circonda. Si tratta di una prospettiva spirituale che si basa sul riconoscimento di Dio come Vita divina — interamente buono e origine di tutta l’armonia. Siccome la Vita è interamente buona, essa è causa solo del bene e mantiene l’armonia nella sua creazione; dunque costituisce l’origine della salute piuttosto che della malattia, della vitalità piuttosto che della vulnerabilità e questo fatto, una volta compreso, ha degli effetti pratici come la protezione dal contagio.

Sebbene potremmo generalmente considerare la salute come una condizione variabile del corpo fisico, in realtà è una qualità spirituale immutabile proveniente da Dio, ed è permanente. Essa è sostenuta da Dio e mantenuta in ciascuno di noi in tutte le stagioni e in tutte le circostanze. E possiamo provarlo nella nostra vita quotidiana in un modo che ci permette di cominciare a percepire che è la salute, non la malattia, a costituire la norma.

Possiamo sconfiggere la paura di “prendere” qualcosa mantenendo saldo il nostro pensiero non solo su ciò che è vero riguardo a Dio, ma anche su alcune verità fondamentali riguardo a noi stessi: per esempio, la verità che Dio, che è Vita divina, ci ha creati a immagine della Vita — l’espressione stessa di tutto ciò che è Vita divina. Perciò, essendo noi ad immagine della Vita che è Dio, non potremmo mai soccombere all’idea di essere meno che l’esatta rappresentazione di questa Vita perfetta, spirituale e completa, al sicuro e piena di vitalità, in ogni stagione.

Possiamo impegnarci quotidianamente in questo tipo di difesa specifica tramite la preghiera, così che il nostro concetto di cosa sia la vita cominci a cambiare. Iniziamo col considerarci con maggior coerenza come la somiglianza di questa Vita divina — come radicalmente spirituali e invulnerabili. Questo ci permette di bloccare la paura di ammalarci e di respingere le numerose e diffuse convinzioni riguardo al contagio. Ci mette in grado di rifiutare con rapidità ed efficacia ogni dettaglio riguardante le malattie contagiose, che ci giunga tramite i notiziari, una conversazione all’ora di pranzo o sui social media — o come perfino quei pensieri che sembrano essere nostri.

Tutto ciò è ben più del semplice pensiero positivo. È il tipo di preghiera che Mary Baker Eddy, la scopritrice della Scienza Cristiana, attribuiva a Gesù Cristo, fatta di “profonde e coscienziose rivendicazioni della Verità — della somiglianza dell’uomo con Dio e dell’unità dell’uomo con la Verità e l’Amore” (Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, pag. 12). Quando mi viene chiesto se questo tipo di preghiera “profonda e coscienziosa” può essere veramente efficace sia nella prevenzione che nel trattamento del contagio, posso con gratitudine rispondere: sì, è così, come ho potuto constatare nella mia stessa vita.

Per anni mi sono spesso preoccupata di prendere un raffreddore o magari l’influenza durante l’inverno, cosa che alle volte è successa. Tuttavia, approfondendo le mie “rivendicazioni della Verità” e la mia comprensione per mezzo della preghiera, sono riuscita ad oppormi a quella paura e a sconfiggere la suggestione che il contagio sia inevitabile, vedendo e accettando solo la creazione perfetta di Dio — solo la Sua natura come Vita divina espressa in vitalità, salute e libertà. Venendo a comprendere meglio l’onnipotenza di Dio e l’impotenza di tutto ciò che è dissimile da Dio, le mie preoccupazioni stagionali e la comparsa di sintomi da raffreddore o influenza sono gradualmente scomparsi. E trovo molto incoraggiante il fatto di non avere da anni sintomi legati a malattie stagionali o contagiose.

Coincidenza? Fortuna? Prova di una “sana costituzione”? In realtà, considero questa libertà ritrovata come la conferma e l’affermazione del fatto spirituale che la nostra salute e completezza è mantenuta da Dio.

Cosa potrebbe impedirci di riconoscere tutto ciò? Ho appreso che è utile tenere in considerazione gli elementi mentali che possono avere un peso contro la nostra convinzione che la salute è veramente lo stato naturale del nostro essere, e una di queste influenze è la paura. Per esempio, la costante esposizione alla copertura mediatica sulle malattie contagiose può scatenare il panico ed avere un impatto veramente negativo sulla salute dell’uomo. Scienza e Salute tratta chiaramente questo punto quando afferma: “La paura è la fonte della malattia…” (pag. 391).

Alla luce delle informazioni cui siamo sottoposti ventiquattro ore al giorno, mi sembra chiaro che possiamo avere un impatto positivo, prendendo una “dose” quotidiana della pace e del potere della chiarezza individuale e della completezza spirituale. La preghiera può sollevarci dal turbinio della paura e può anche essere un'influenza calmante e guaritrice nelle nostre comunità.

Non importa quanto un contagio si possa diffondere: anche se arriva in tutto il mondo, non sarà mai più potente della presenza onnicomprensiva e inviolata della Vita divina, che include tutti nella sua protezione e si prende cura di ciascuno di noi. E un nostro riconoscimento costante di questo fatto per tutti e in ogni luogo, fa sì che riusciamo a vedere, proprio qui e proprio ora, la prova che solo Dio governa e sostiene veramente la nostra salute.

La missione de L’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabiità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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