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La guarigione è inevitabile

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 13 luglio 2020

Originariamente pubblicato sul numero di luglio 2020 de The Christian Science Journal


La guarigione è inevitabile. Attraverso lo studio e la pratica della Scienza Cristiana, ho visto di persona che è ancora possibile guarire oggi come Gesù ha insegnato. Adesso capisco anche che guarire con la Scienza Cristiana non solo è possibile, ma è inevitabile. Lo so che sembra un po’ estremo, ma è la verità. Un uomo di nome James Rome fu il primo ad attirare la mia attenzione su questo fatto, e poi, grazie a un libro, ne capii la validità e la accolsi come promessa sempre vera.

All’inizio del 1906, James Rome faceva la guardia notturna presso il cantiere dell’Estensione de La Chiesa Madre, La Prima Chiesa del Cristo, Scientista, a Boston. Durante quel periodo, ebbe modo di osservare le tante difficoltà nei lavori che minacciavano di ritardare in maniera significativa la data prevista di inaugurazione. Eppure, furono superati tutti gli ostacoli e i lavori procedettero speditamente. Terminato l’edificio nei tempi richiesti, James Rome inviò a Mary Baker Eddy una lettera di riflessioni su ciò che aveva osservato durante la costruzione:

“Assistere alla trasformazione è stato davvero molto interessante. Le lezioni che ho appreso sul potere della Mente divina di rimuovere gli ostacoli umani, sono state molto preziose.… 

Un particolare dei lavori ha suscitato il mio interesse. Ho notato che dal momento in cui gli operai avevano cominciato ad ammettere che i lavori erano fattibili, tutto era parso muoversi come per magia; la mente umana stava dando il suo consenso. Questo mi ha insegnato che dovrei lasciar fare a Dio” (The First Church of Christ, Scientist, and Miscellany, pag. 61).

“La mente umana stava dando il suo consenso”, questa è la frase che per prima colpì la mia attenzione. Fu l’inizio di un percorso, durato anni, che mi portò all’irrefutabile conclusione che la guarigione è inevitabile. Le mie esperienze hanno ora testimoniato e dimostrato tale conclusione così tante volte da farla diventare una pietra angolare e un baluardo della mia pratica continua della Scienza Cristiana.

Riflettei su ciò che aveva scritto James Rome, e ci tornai ripetutamente in quegli anni in cui il mio studio e la mia pratica crescevano e diventavano sempre più profondi. Quello che avevo scoperto lasciava ammutoliti. Avevo notato che in tutte le guarigioni che avevo potuto testimoniare, mie e di altri, si arrivava al punto in cui si smetteva di lottare e semplicemente non ci si preoccupava più del problema: il problema non era più al centro dell’attenzione. Sopraggiungeva un momento di resa totale, un momento in cui c’era “la volontà di lasciar fare a Dio”. 

Smettere di concentrare l’attenzione su se stessi, lasciava lo spazio necessario per dare piena attenzione a Dio, Spirito, e per incominciare a capire in modo più chiaro partendo da una prospettiva spirituale. Sovente, questo momento sopraggiungeva nel mezzo della totale disperazione e dello scoraggiamento, quando tutto il resto non aveva funzionato, e alla fine il risultato era la guarigione.

La mente umana aveva dato il suo consenso al controllo della Mente divina, Dio, e allora la perfezione della Mente divina era immediatamente diventata visibile. L’autentica perfezione della creazione di Dio, descritta nel primo capitolo della Genesi, appariva in tutto il suo splendore, e tutto andava bene. 

Questo momento non poteva essere forzato né simulato. Infatti, spesso non era nemmeno evidente, se non dopo aver ripensato alla guarigione e capito, col senno di poi, che c’era stato quel momento in cui la mente umana si arrende e cede a quella divina.

Ho capito che coloro che sembrano avere bisogno di una guarigione, si trovano in realtà di fronte all’opportunità di scegliere: “se è la mente umana o la Mente divina che ci sta influenzando” (Mary Baker Eddy, Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, pag. 83). In ogni caso in cui era necessaria una guarigione, doveva per forza arrivare quel momento di resa totale. Una volta compreso ciò, potei metterlo in pratica più rapidamente. 

Per esempio, quando fui io ad aver bisogno di guarire, feci uno sforzo consapevole per essere fin dall’inizio disposto ad abbandonare il mio punto di vista umano, discordante e basato sulla materia per accogliere la visione spirituale e tutta armoniosa della Mente divina. Ho condiviso con altri tale approccio e ho osservato come avveniva la transizione dal pensiero umano e centrato su se stessi alla percezione del controllo divino ispirato da Dio. Il risultato era la guarigione.

Sopraggiungeva un momento di resa totale, e il risultato era la guarigione.

Ma non è tutto. Ci fu un periodo in cui mi trovai a lottare contro una serie di dolori e sofferenze che avevano compromesso la mia mobilità e mi avevano obbligata a limitare le mie normali attività. Dico “lottare” perché nel corso di quei mesi, persino nei momenti di scoraggiamento, avevo fiducia nell’efficacia della Scienza Cristiana di ristabilire la salute e l’armonia. Non avevo mai dubitato che la Mente divina avrebbe potuto e voluto sconfiggere il problema. Incoraggiata e rinfrancata dal riconoscimento delle mie precedenti guarigioni avute grazie alla preghiera, dedussi logicamente che sarei guarita anche da questa malattia. In breve, sapevo che “a Dio ogni cosa è possibile” (Matteo 19:26) e che, come scrive Mary Baker Eddy: “Il potere della Scienza Cristiana e dell’Amor divino è onnipotente. È invero adeguato ad allentare la presa della malattia, del peccato e della morte, e a distruggerli” (Scienza e Salute, pag. 412).

Mentre pregavo per me stessa, mi ricordai del mio amico James Rome e fui spinta a rileggere un altro libro che riporta la stessa citazione di cui sopra (Joseph Armstrong and Margaret Williamson, Building of The Mother Church). Avevo già letto questo libro, più di una volta, e l’avevo sempre trovato una fonte d’ispirazione. Questa volta, però, mi assorbì profondamente e mi meravigliavo della dedizione disinteressata delle persone coinvolte, immaginandomi di ripercorrere i loro passi. 

Per soddisfare l’urgente esigenza di un edificio che fosse abbastanza ampio da accogliere tutte le persone che affluivano in numero sempre maggiore ai culti di guarigione de La Chiesa Madre, Mary Baker Eddy stabilì un’ambiziosa tabella di marcia allo scopo di ottenere quello che sapeva sarebbe stato possibile realizzare, anche se impegnativo. Come deve essere stato trovarsi a dover mettere da parte per un certo periodo di tempo le proprie responsabilità lavorative o famigliari per consacrarsi alla realizzazione della visione di Mary Baker Eddy? James Rome fu proprio uno dei tanti membri devoti della chiesa che avevano accettato la sfida. Furono determinati, molto coraggiosi e umili! C’era tanto da imparare dal loro esempio ispiratore, ed io l’ho fatto.

Da questo libro ho tratto un messaggio di primaria importanza, una “perla di gran prezzo”: quando si prega come insegna la Scienza Cristiana, la guarigione è inevitabile. Mentre i primi operai si sforzavano di soddisfare le aspettative di Mary Baker Eddy per la sua chiesa, sorsero innumerevoli problemi. Volta dopo volta, nell’Edificio Originale e poi nell’Estensione, i responsabili dei lavori dovettero scegliere se procedere secondo i loro piani umani—negoziare contratti, destreggiarsi fra gli operai e gli imprenditori—oppure abbandonare tutte quelle preoccupazioni e manovre superflue e lasciare che la Mente divina prendesse il controllo della situazione e indicasse la via da seguire. E ogni volta, non appena decidevano di abbandonare il punto di vista umano—non appena la mente umana dava il suo consenso—i lavori procedevano speditamente. Come scrive James Rome: “Tutto pareva muoversi come per magia”.

Ripensandoci, c’è una storia in particolare che riassume tutto ciò che ho appreso da questi primi Scientisti Cristiani. Nell’ottobre del 1894, durante la costruzione dell’Edificio Originale, che Mary Baker Eddy aveva disposto fosse completato entro la fine dell’anno, gli impresari stimarono che per completare i lavori ci sarebbero voluti altri sei mesi. Poi, il 6 novembre, una nevicata di una precocità fuori dell’ordinario aveva riempito di neve la chiesa ancora priva di tetto. Joseph Armstrong scrive: “…dovendo affrontare questa spaventosa carrellata di evidenze materiali, i Direttori andarono avanti con fiducia indefessa nell’onnipresente potere divino di Dio”. La Chiesa fu completata e l’inaugurazione ebbe luogo, come pianificato, il 6 gennaio 1895. Scrive ancora Armstrong: “Fu una vittoria per la Scienza Cristiana, una vittoria dove ogni pretesa dell’errore fu combattuta e vinta” (Building of The Mother Church, pag. 27 e 93).

Mentre l’esempio di fede e fiducia di questi lavoratori faceva presa e si rafforzava nel mio cuore, il mio corpo guarì. Un giorno sentii un genuino bisogno di uscire a fare una camminata prima del mio appuntamento successivo. Senza farci caso, indossai semplicemente il cappotto e uscii di casa, in modo del tutto normale e naturale. Poi, mentre giravo un angolo, realizzai improvvisamente che stavo camminando, liberamente. Ero guarita. Ispirata, in quelle settimane e mesi, dall’esempio degli umili Scientisti Cristiani che mi avevano preceduta, anch’io ebbi il desiderio di abbandonare il senso umano delle cose a favore della visione divina e spirituale. E quando lo feci, guarii permanentemente.

Ho così imparato che la guarigione attraverso la Scienza Cristiana è inevitabile. Quando la mente umana dà il suo consenso—quando rinuncia ad una limitata visione mortale per il divino—regna l’armonia. E questo è vero quali che siano le circostanze umane e indipendentemente dall’arco temporale umano. Siccome la mente umana non ha alcun potere reale, dovrà alla fine cedere all’unico potere che c’è: la Mente divina. E allora la salute e l’armonia saranno inevitabilmente visibili. Questo fatto fondamentale è vero per tutti quanti: la Scienza Cristiana guarisce—è inevitabile.

La missione de L’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabiità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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