In che modo questa domanda potrebbe essere utile o addirittura rilevante per chi si trova in situazioni in cui si sente completamente impotente? Questa persona potrebbe essere coinvolta in una guerra di cui non è responsabile, oppure potrebbe soffrire d’insonnia dopo essere stata licenziata dal lavoro, o ancora affrontare una diagnosi medica scoraggiante. Potrebbe sembrare ragionevole identificare l’origine di qualsiasi circostanza opprimente come fisica, ma farlo sarebbe di scarso conforto e potrebbe persino essere debilitante.
Tuttavia, c’è un’altra risposta alla domanda «Dove risiede il potere?» che può essere molto meno ovvia, ma è profondamente pertinente e utile. È espressa in questo modo nella Bibbia: «Dio ha parlato una volta; due volte ho udito questo: che la potenza appartiene a Dio» (Salmi 62:11). Si tratta forse di qualcosa di molto lontano dall’aspetto pratico? No. Al contrario, la Bibbia documenta nel corso dei secoli l’efficacia pratica e guaritrice del riconoscimento della superiorità del potere spirituale su quello fisico.
La Scienza Cristiana rivela che un senso umano o fisico di potere non è affatto potere, ma semplicemente una percezione errata di dove risieda il potere. Grazie a uno studio sincero della Bibbia alla luce di questo insegnamento, arriviamo a conoscere Dio come il bene onnipotente, che mantiene per sempre la Sua creazione in perfetta armonia. Questa comprensione ci permette di vedere le situazioni correttamente, secondo la percezione che Dio ha della realtà, in cui la discordia di qualsiasi genere non ha né posto né potere.
La Bibbia è ricca di racconti che illustrano questo fatto, come la sconfitta del gigante filisteo Golia da parte del giovane pastore Davide (vedi I Samuele 17). Quando Davide giunse sul campo di battaglia, il re Saul e il suo esercito erano paralizzati dal terrore, ipnotizzati da quel nemico imponente che se ne stava davanti a loro sfidandoli a voce alta: «Datemi un uomo e ci batteremo!». Saul e i suoi uomini giudicarono la situazione in base alla conoscenza umana e alla loro esperienza militare. Da questa prospettiva si trovavano in una situazione di svantaggio senza speranza: si sentivano impotenti. Ma sconfiggendo il gigante su un piano completamente diverso, Davide dimostrò che non era la loro fisicità a limitarli, bensì la loro convinzione che la fisicità definisse sia loro stessi che la loro situazione e determinasse le loro opzioni e azioni.
La conoscenza umana stessa, essendo basata sulle informazioni ottenute attraverso i sensi fisici, era lo svantaggio. Davide, libero dal condizionamento dell’addestramento e dell’esperienza militare, non era ostacolato dalla rappresentazione dei sensi della presunta invincibilità di un altro. La sua fiducia nell’infallibile potere di Dio di salvare era radicata non solo nei suoi precedenti scontri vittoriosi con le bestie selvagge, ma, al di là di ciò, nella sua comprensione spirituale della natura di Dio come bene onnipotente. Egli non identificò l’aggressione come diretta contro gli eserciti di Saul, ma contro ciò che essi rappresentavano: «il Dio vivente». La contesa non era tra uomini mortali o tra diversi metodi materiali, ma tra il potere reale e un concetto erroneo di potere.
La Scienza Cristiana chiarisce ulteriormente come questo conflitto fosse tra la Verità, Dio, e l’errore — tra la supremazia e la realtà del bene, e l’impotenza e l’irrealtà del male. In realtà, non è mai una persona, un luogo, una situazione o una cosa a governarci o a influenzarci, ma un concetto falso e scorretto della realtà, e quindi di potere.
Quando personifichiamo il male, perdiamo quella libertà di pensiero che ci permette, come fece Davide, di vedere oltre la rappresentazione dei sensi, sotto qualunque forma si presenti, e di prendere posizione mentalmente a favore della realtà di Dio. «I sensi corporei sono l’unica sorgente del male o errore», scrive Mary Baker Eddy, la scopritrice della Scienza Cristiana. Aggiunge: «Al di là del senso materiale delle cose, tutto è armonia» (Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, p. 489).
Ho visto la dimostrazione di questo concetto alcuni anni fa, quando il ginocchio di nostra figlia venne accidentalmente spinto all’indietro da un attrezzo per il sollevamento pesi con cui stava giocando sotto la supervisione di mio marito. Questi aveva un dottorato in fisiologia dell’esercizio fisico e, sulla base di ciò, riusciva a prevedere solo la probabilità di una menomazione. Altrettanto paralizzante era il suo senso di colpa quale «cattivo padre» che non poteva fare nulla per aiutarla.
In quel momento mi trovavo altrove, intenta a pregare, e i miei pensieri erano completamente assorbiti dalla grandezza della potenza di Dio, unico vero Padre, che governa costantemente i Suoi figli in perfetta armonia. Di conseguenza, quando mio marito, sconvolto, entrò nella stanza con in braccio la bambina che piangeva, la verità che stavo ponderando fece apparire l’intera situazione come illegittima e impossibile. La guarigione fu istantanea. Nostra figlia corse a giocare e da grande è diventata un’atleta di talento e una ballerina aggraziata.
Questa esperienza mi ha dimostrato come il potere sempre presente di Dio guarisca e corregga i problemi, grandi o piccoli, individuali o globali, quando ne conosciamo veramente la realtà. Quando siamo pronti a cambiare prospettiva, a non farci ingannare da quelle che sembrano strutture di potere insormontabili – che si tratti di tiranni, avidità, ingiustizia, problemi di salute o incidenti – e a guardare la realtà dal punto di vista di Dio, allora possiamo aspettarci di vedere l’efficace operato di Dio, il bene, che è dove risiede veramente il potere!
Linda Stocks-Copley, editorialista ospite
