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Il lavoro per la chiesa è un lavoro di squadra

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 15 giugno 2026

Originariamente pubblicato sul numero di novembre 1987 de The Christian Science Journal

 


Ogni volta che delle persone si riuniscono per perseguire un obiettivo comune, devono lavorare in squadra se vogliono raggiungerlo. Coloro che collaborano in armonia possono realizzare grandi cose. Possono, ad esempio, gestire un’azienda, crescere una famiglia felice, mandare l’uomo sulla luna o fondare e gestire una chiesa.

Una filiale della Chiesa del Cristo, Scientista, una Società della Scienza Cristiana o un gruppo informale di Scientisti Cristiani che iniziano a tenere i culti hanno successo e crescono quando sono una squadra i cui membri lavorano tutti insieme per dimostrare la spiritualità che porta all'armonia. Che si tratti del Primo Lettore, di un membro del consiglio, di un insegnante della Scuola Domenicale o di un usciere, ognuno è un membro indispensabile della squadra.

Una squadra di Scientisti Cristiani ha un obiettivo importante, che è enunciato nel «Cenno storico» del Manuale della Chiesa Madre di Mary Baker Eddy: «Ad una riunione della Associazione Scientista Cristiana, tenuta il 12 aprile 1879, su mozione di Mrs. Eddy, fu votato: di organizzare una chiesa designata a commemorare la parola e le opere del nostro Maestro, che avrebbe dovuto ristabilire il Cristianesimo primitivo e il suo perduto elemento di guarigione» (pag. 17).

Sebbene questa risoluzione sia stata approvata nel 1879, l’obiettivo della Chiesa del Cristo, Scientista rimane invariato ancora oggi e lo rimarrà per sempre. Se siamo membri della Chiesa Madre, La Prima Chiesa del Cristo, Scientista, e/o di una delle sue filiali, questo è un obiettivo fondamentale della nostra appartenenza.

Come La Chiesa Madre, la nostra chiesa filiale potrebbe essere stata fondata molti anni fa. Ricordiamo spesso che alla base della sua fondazione stanno indubbiamente molta preghiera, amore e sacrificio del sé. La nostra preghiera attiva, il nostro amore e il nostro sacrificio del sé sono altrettanto necessari oggi.

In qualità di membri, possiamo custodire anche oggi la visione che ha ispirato i fedeli lavoratori nei primi anni del movimento della Scienza Cristiana. Dobbiamo considerare la nostra chiesa filiale come parte integrante de La Chiesa Madre. Nel «cenno storico» si legge anche: «La Prima Chiesa del Cristo, Scientista, in Boston, Mass., è designata ad essere edificata sulla Rocca, Cristo; ossia sulla comprensione e la dimostrazione della divina Verità, Vita e Amore, guarendo e salvando il mondo dal peccato e dalla morte; riflettendo così in una certa misura la Chiesa Universale e Trionfante» (pag.19).

Come possiamo sostenere attivamente questo obiettivo di guarigione e di redenzione? Per esempio dedicandoci quotidianamente ad amare e ad apprezzare di più gli altri membri della chiesa. Potrebbe non sembrarci sempre facile. Tuttavia, a meno che non facciamo lo sforzo necessario e lo mettiamo effettivamente in pratica, non stiamo facendo la nostra parte nell’adempimento della missione della nostra chiesa. Questa missione è anche enunciata nella definizione di Chiesa data da Mary Baker Eddy nel Glossario di Scienza e Salute con Chiave delle Scritture: «La struttura della Verità e dell’Amore; tutto ciò che si fonda e proviene dal Principio divino. La Chiesa è quell’istituzione che dà prova della sua utilità ed eleva la razza umana, risvegliando dalle credenze materiali la comprensione assopita ed elevandola alla comprensione delle idee spirituali e alla dimostrazione della Scienza divina, scacciando in tal modo i demoni, o errore, e sanando i malati» (pag. 583).

Da dove possiamo cominciare per risvegliare «la comprensione assopita»? Non è forse da noi stessi? Man mano che risvegliamo il nostro pensiero a vedere ciascuno degli altri membri come la persona che Dio ha creato — sempre amorevole e amabile — sosterremo attivamente la missione di guarigione e di redenzione della nostra chiesa nella comunità locale.

La chiesa i cui membri si sforzano ogni giorno di esprimere «il frutto dello Spirito» progredisce. San Paolo scrive: «Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo. Contro tali cose non vi è legge» (Gal. 5:22, 23).

L’espressione di queste qualità morali e spirituali è l’attività del Cristo di Dio nella coscienza umana. Questa attività aiuta a elevare il pensiero da un senso materiale delle cose al regno della realtà spirituale, dove l’Amore, Dio, si rivela l’unica attrazione. L’espressione attiva da parte dei membri della chiesa dell’amore cristiano gli uni verso gli altri attirerà gli estranei ai nostri culti e i bambini alla nostra Scuola Domenicale. Cristo Gesù disse: «Ed io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me» (Giov. 12:32).

Cosa facciamo se non ci piace il modo in cui vengono condotte le attività della nostra chiesa filiale? Le critiche personali e la condanna della nostra chiesa filiale nel suo insieme o di un singolo membro sono distruttive. Non portano al cambiamento necessario. Una situazione di discordia nella chiesa viene sanata attraverso la preghiera, l’umiltà e l’amore. L’amore genuino e disinteressato, insieme al riconoscimento e alla consapevolezza del controllo armonioso da parte della Mente infinita sulle proprie idee spirituali, sanerà ogni discordia e porterà il cambiamento necessario.

Ricordo un episodio di alcuni anni fa durante l'assemblea di una chiesa locale che si risolse istantaneamente. Alcuni membri disapprovavano fortemente qualcosa che un funzionario della chiesa aveva fatto, e gli animi si accesero. Durante una pausa nella battaglia verbale, un membro che non aveva preso parte in modo udibile, ma che invece aveva pregato, si alzò e disse in modo molto amorevole: «Penso che abbiamo tutti dimenticato che c’è una sola Mente». Il palloncino dell’errore scoppiò! La discordia cessò all’istante e la riunione proseguì armoniosamente, trovando una soluzione soddisfacente per tutti. I membri, cercando umilmente di riflettere l’unica Mente, lavorarono insieme come una squadra.

Cosa aveva causato la discordia? Il senso personale con il suo orgoglio, la sua ostinazione e il suo egoismo. È solo un meschino orgoglio che reagisce alle critiche altrui. Sono l’ostinazione e l’egoismo a sentirsi feriti dalle opinioni espresse con forza dagli altri.

Dobbiamo contrastare ed eliminare questi tratti aggressivi del carattere attraverso la preghiera ogni volta che compaiono nel nostro pensiero. Facendo ciò, contribuiremo attivamente a instaurare l’amore e l’armonia nella nostra chiesa locale e, di conseguenza, nella comunità. Sosterremo così l’obiettivo della nostra chiesa di ripristinare il «cristianesimo primitivo e il suo perduto elemento di guarigione» nella nostra comunità.

Il superamento dell’orgoglio, della caparbietà e dell’egocentrismo, che pretendono di impedirci di esprimere un tenero amore cristiano verso i nostri simili, richiede spesso uno sforzo persistente e devoto. Tuttavia, la profonda pace e gioia che proviamo quando ci riusciamo rendono lo sforzo degno di essere fatto. Qualche anno fa mi trovai in una situazione in cui dovetti compiere uno sforzo particolare e specifico per superare questi tratti aggressivi.

Avevo inviato un articolo da sottoporre alla valutazione per la pubblicazione in una delle riviste della Scienza Cristiana e avevo ricevuto una lettera dalla redazione che mi chiedeva di riscriverlo. Questo mi infastidì perché credevo fermamente che la Mente divina mi avesse guidato a scrivere l’articolo nel modo in cui l’avevo fatto. Mi sentivo ribollire dentro ogni volta che guardavo la lettera sulla mia scrivania. Questo andò avanti per circa due mesi. Poi un giorno decisi che non potevo più convivere con questi tratti sgradevoli e malsani.

Iniziai a pregare con fervore per sostituire l’orgoglio, la caparbietà e l’egocentrismo con l’amore e l’umiltà cristiani. Con questo desiderio di cambiamento arrivò la consapevolezza che avevo considerato la Mente divina come la mia mente personale. Intrattenendo una tale visione errata della Mente infinita, onnipotente e onnicomprensiva, non avevo capito che la Mente divina governava sia i redattori che me. Immediatamente iniziai a riconoscere il fatto che ogni persona coinvolta nella redazione degli articoli per le nostre riviste cerca, in preghiera, di lasciarsi guidare dalla Mente infinita.

Compresi che gli autori, la redazione e il personale di produzione fanno tutti parte di una stessa squadra che prega e lavora insieme per riflettere l’unica Mente divina, in modo che le riviste della Scienza Cristiana possano proseguire ad alimentare, rigenerare e guarire un mondo affamato e sofferente. Cercando il significato di «lavoro di squadra» nel dizionario, trovai una definizione che afferma: «lavoro svolto da un numero di collaboratori... che subordinano ciascuno la propria importanza personale all'efficienza dell’insieme». Quale rivelazione fu per me! Con umiltà mi sedetti e lessi attentamente la lettera dei redattori, prendendo nota dei punti che avevano sollevato, e riscrissi l'articolo. Fu quindi accettato e pubblicato.

Come singoli membri del nostro gruppo della chiesa filiale, lavoriamo e preghiamo per subordinare «l'importanza personale all’efficienza dell’insieme». Questo ci renderà membri della chiesa migliori — membri che aiutano attivamente la chiesa filiale a realizzare il suo obiettivo basato sul Manuale. Ogni filiale prospererà qu…ando i suoi membri si considereranno l’un l’altro come l’idea spirituale e perfetta di Dio — e nel mondo umano come un membro amato e necessario di un gruppo, guidato dalla stessa Mente infinita.

…non amiamo a parole né con la lingua,
ma a fatti e in verità…
e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui,
perché osserviamo i suoi comandamenti
e facciamo le cose che gli sono gradite.
E questo è il suo comandamento,
che crediamo nel nome
di suo Figlio Gesù Cristo
e ci amiamo gli uni gli altri,
secondo il comandamento che ci ha dato.

I Giov. 3:18,22, 23

La missione de l’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabilità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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