Oggi si parla molto di cuori tormentati. In quest’epoca di grandi sconvolgimenti, incertezze e ansietà, sono state avanzate molte spiegazioni sulle cause di un pensiero stanco e inquieto; ma, ridotte alla loro essenza ultima, quasi tutte si riassumono in una sola: un profondo bisogno d’amore. È inutile tentare di soddisfare questo anelito umano con mezzi diversi dall’illuminazione spirituale. La ricerca di un amore autentico e duraturo, che vada oltre la semplice emozione umana, può trovare appagamento solo quando un senso mortale di amore cede il posto alla comprensione spirituale dell’amore immutabile di Dio per l’uomo. La Scienza Cristiana offre questa comprensione e rende possibile sentirsi al sicuro nell’amore che Dio nutre per ciascuno.
Mary Baker Eddy scrive in Scienza e Salute con Chiave delle Scritture: «La parte vitale, il cuore e l’anima della Scienza Cristiana, è l’Amore» (p. 113). Questa Scienza rivela che Amore è un sinonimo di Dio ed è l’unica fonte di gioia e appagamento duraturi. Quando ci si volge alla Scienza del Cristo per comprendere meglio l’Amore, si scopre che essa risponde ai bisogni umani, arricchisce gli affetti e risveglia una più grande compassione verso gli altri.
I cuori tormentati non sono una novità per l’umanità. Ai tempi delle storie bibliche, coloro che avevano in animo le cose dello spirito cercavano rifugio dalle preoccupazioni del mondo in una più profonda comprensione di Dio. Fra tutti, Gesù fu colui che ebbe la capacità più progredita di elevarsi a un più alto senso dell’Amore e ed essere libero. Vivendo al di sopra dell’ansietà e della paura, egli guarì il cuore spezzato e consolò colui che si sentiva smarrito e solo, assicurando loro che Dio li amava.
La parabola del figliol prodigo, narrata dal Maestro, illustra un amore spirituale di gran lunga superiore al semplice sentimento umano. L’amore del padre era di tale purezza da guarire nei figli il timore di non essere amati. Il figlio minore, tornando a casa, si aspettava evidentemente di non essere accolto con affetto, di non essere desiderato. Invece, il padre gli corse incontro in totale perdono, dimostrando che non aveva mai smesso di prendersi cura di lui con comprensione e tenerezza incontaminate.
Quando poi il figlio maggiore si sentì trascurato, fu rassicurato con queste parole: «Figlio, tu sei sempre con me, e ogni cosa mia è tua» (Luca 15:31). Qualunque fosse il comportamento dei figli, l’amore del padre non vacillò mai, non venne mai meno, non fu mai negato.
Attraverso lo studio della Scienza Cristiana, ci ritroviamo a ritornare alla casa del Padre. Man mano che esprimiamo maggiore umiltà e un amore più disinteressato, il nostro affetto umano si purifica. Tuttavia, il desiderio del cuore di sentirsi apprezzato, compreso e amato può ancora persistere. Se ci manca quel quieto calore di gioia e appagamento che gli affetti ardentemente cercano, è possibile che stiamo ancora, senza rendercene conto, aggrappandoci alla credenza mortale di non essere amati da Dio.
Questa falsa credenza può manifestarsi sotto forma di suscettibilità, delusione, scoraggiamento, senso di solitudine e molte altre attitudini negative — tutte false, eppure apparentemente capaci di separare l’uomo dall’intima convinzione che Dio lo ami. Quando comprendiamo la purezza e la costanza dell’amore di Dio per ciascuna delle Sue idee, vecchi schemi mentali come l’auto-condanna e il sottovalutarsi si dissolvono.
Come il padre nella parabola, anche il nostro Padre è costante nella Sua attenzione per noi. Egli ama la perfezione spirituale di ogni Sua idea, la vera identità, e non la perde mai di vista. Quando lavoriamo con pazienza e perseveranza per riconoscere ed esprimere questa individualità spirituale, diventiamo consapevoli dell’amore di Dio e della Sua guida dolce e premurosa.
L’amore dell’Amore è immutabile e costante nell’universo spirituale. Conoscerlo e sentirlo significa conoscere pace, equilibrio e sicurezza. Allora anche le nostre relazioni quotidiane si elevano a una maggiore armonia, e il flusso dell’amore da cuore a cuore diventa un’esperienza costante.
Sentirsi amati dall’Amore scioglie il flusso raggelato dell’affetto, perché l’Amore dissipa il timore di essere fraintesi e la paura della critica che può indurre a trattenere la piena espressione dei propri buoni pensieri. La Mente divina non fraintende mai le intenzioni e le motivazioni del cuore. L’Amore divino non si stanca mai di amare, e la consapevolezza di ciò trasforma il concetto umano dell’amore.
Come in realtà non vi sono molte menti, così non vi sono molti amori. Vi è un solo Amore perfetto e inesauribile, e la comprensione di questa verità governerà tutto ciò che rientra nella sfera del nostro pensiero. Mary Baker Eddy afferma in Scienza e Salute con Chiave delle Scritture: «La spiritualità e la beatitudine vissute sono le uniche evidenze per mezzo delle quali possiamo riconoscere la vera esistenza e sentire la pace inesprimibile che ci viene da un amore spirituale che tutto assorbe» (p. 264).
Grazie alla comprensione e alla dimostrazione della Scienza divina, possiamo elevarci al di sopra delle impurità dell’odio, della paura, dell’egoismo, della freddezza e della condanna, e avvicinarci al grande cuore dell’Amore divino, che è incapace di tali emozioni negative e false. Impariamo che l’amore del Padre rimane immutato e che la legge dell’Amore è sempre pronta a correggere la discordia, a cancellare la malattia, a eliminare la solitudine, a fasciare il cuore spezzato e a rinnovare le energie mentali con un potere che è indicibilmente tenero. Conformandoci a questa legge eterna, proveremo costantemente gioia e appagamento, e il cuore travagliato troverà pace.
