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La direzione di Dio

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 8 ottobre 2026

Originariamente pubblicato sul numero di marzo 1995 de The Christian Science Journal


Chiunque si affidi all’attività benefica dell’Amore divino può provare che la cura di Dio è sempre a portata di mano. Mary Baker Eddy scrive: «L’Amore divino è la nostra speranza, forza e scudo. Non abbiamo niente da temere quando l’Amore è al timone del pensiero, ma tutto da godere sulla terra e in paradiso» (Miscellaneous Writings, pag. 113). Nonostante ciò, a volte desideriamo vedere le prove dell’aiuto di Dio senza tuttavia riuscirci. Cosa manca? Come possiamo essere sotto l’immancabile, infallibile cura dell’Amore divino e però non riuscire a sentirci ricettivi a tale sostegno? A volte pare che proprio quando tutto sembra andare bene e siamo sicuri che Dio ci stia guidando, accade qualcosa che ci fa pensare di aver perso quel supporto.

È quello che mi accadde molti anni fa in un’esperienza che non ho mai dimenticato. Al termine dei miei studi universitari, tutto mi sembrava roseo, e a ragione: avevo completato con il massimo dei voti tutti gli studi necessari per conseguire un master in amministrazione aziendale. Qualche settimana prima di terminare gli studi, avevo sostenuto l’esame richiesto a chi desiderava esercitare la professione di dottore commercialista, superandone tutte le prove. Uno studio di revisione contabile molto rinomato mi aveva promesso un posto di lavoro non appena mi fossi laureato. E, soprattutto, ero fidanzato e mi sarei sposato non appena avessi trovato un impiego stabile.

Poi tutto andò a rotoli! Il mio potenziale datore di lavoro mi comunicò che gli affari andavano così male che alla fine non avrebbero potuto assumermi. Ero devastato. Iniziai a cercare un lavoro con grande impegno. Diversi possibili datori di lavoro mi dissero che erano rimasti impressionati dal mio curriculum e avrebbero voluto assumermi, ma continuavo a sentire la stessa storia, ovvero che gli affari andavano talmente male che non potevano assumere più nessuno. E, ovviamente, senza lavoro non potevo sposarmi e il mio futuro sembrava cupo. Continuai a cercare per tre mesi senza trovare nulla.

Un giorno, molto abbattuto, decisi di andare in una Sala di lettura della Scienza Cristiana. Non sapevo cosa studiare, ero così scoraggiato che non sapevo nemmeno come pregare, così presi un volume rilegato de The Christian Science Journal e lo aprii a caso. L’articolo che lessi sottolineava l’importanza della gratitudine. Ebbene, diciamo che non mi colpì particolarmente, non avevo niente per cui mi sentivo grato e pensai che quell’articolo non facesse per me.

Scelsi quindi un altro articolo in modo casuale e anche questo era incentrato sulla gratitudine. Con tutti i problemi che avevo, di cosa potevo essere grato? Rimasi seduto a riflettere su questa domanda. Dio mi stava forse mandando un messaggio guaritore?

Poco a poco iniziai ad ammettere che in effetti c’erano delle cose per cui potevo essere grato: una bella casa dove vivere fino a quando non avessi trovato un lavoro, un’ottima istruzione, ed ero in salute. Poi iniziai a pensare alla gratitudine da un punto di vista spirituale: ero grato di essere stato cresciuto come Scientista Cristiano. Pensai alle verità spirituali che avevo appreso e ricordai molti casi in cui avevo ricevuto aiuto quando mi ero rivolto a Dio.

Ponderando le verità spirituali, riflettei profondamente sull’intelligenza, che sapevo essere una qualità fondamentale della Mente divina. Essa appartiene a Dio e l’uomo la riflette. Riconobbi con gratitudine che l’intelligenza che esprimevo proveniva dalla Mente infinita e onnisciente. Diventò più chiaro che questo faceva di me un testimone vivente del fatto che l’uomo esiste per esprimere le capacità che appartengono a Dio, e questo mi diede una prospettiva completamente nuova. Realizzai non solo che Dio impartisce l’intelligenza all’uomo, ma che gli offre anche le occasioni per utilizzare questa intelligenza in modo costruttivo.  Uscii dalla Sala di lettura notevolmente sollevato, consapevole di avere molto per cui essere grato.

Nel giro di pochi giorni fui assunto. In realtà, avevo ricevuto anche qualche altra buona offerta, quindi potei persino scegliere. Qualche settimana dopo aver iniziato a lavorare, ricevetti un’ulteriore offerta di lavoro talmente buona che non potei rifiutarla. Iniziai come commercialista junior e quando me ne andai quindici anni dopo ero diventato vicepresidente, tesoriere e comproprietario dell’azienda. Credo sinceramente di aver seguito la guida di Dio in quel percorso professionale.

Perché erano passati diversi mesi senza nemmeno una prospettiva lavorativa? Perché all’improvviso le porte dell’Amore divino mi avevano aperto diverse opportunità? Cos’era cambiato? Ero cambiato io! Devo ammettere che fino a quel momento nella Sala di lettura avevo pensato a tutto quello che io avevo conseguito durante i miei studi universitari. Il mio grande errore era stato pensare che fosse stata la mia capacità intellettuale personale a permettermi di ottenere buoni risultati. Non avevo riconosciuto un fatto fondamentale nella Scienza divina dell’essere, ovvero che l’uomo non può fare nulla da sé, con le proprie forze. Egli agisce in accordo con la Mente in quanto riflesso di Dio. Avevo bisogno di una bella scossa, ed era arrivata! Finalmente avevo aperto gli occhi e avevo compreso meglio i fatti spirituali.

Durante quel periodo di disoccupazione, Dio non mi aveva negato la Sua benedizione. Mi stava sostenendo e guidando in ogni momento, ma avevo adottato una prospettiva troppo egocentrica per vederlo. Ora mi rendevo conto che i talenti e le abilità che avevo espresso non erano mie personali, ma derivavano da Dio, ed io ero il Suo riflesso. L’Amore divino mi aveva preparato per servire il prossimo con le benedizioni che avevo ricevuto. Quando i miei occhi si aprirono ad una valutazione più corretta di ciò che ero stato preparato a dare, in quanto riflesso di Dio, le opportunità si presentarono.

Questa esperienza mi ha anche aiutato a capire meglio ciò che intendeva Gesù Cristo quando disse: «Io non posso far nulla da me stesso» (Giov. 5:30). Più di chiunque altro, il Maestro comprendeva la relazione tra l’uomo spirituale e Dio, tuttavia non rivendicò mai una sua abilità superiore. Tutto ciò che realizzò fu per glorificare Dio, non sé stesso. Se il nostro grande Maestro riuscì a riconoscere umilmente Dio in tutte le sue vie, questo non ci dice forse qualcosa di estremamente importante? L’uomo riflette le qualità e il potere di Dio. Non è egli stesso un creatore. Più comprendiamo cosa significhi essere il riflesso di Dio, abbracciati dalla Mente divina in quanto sue idee spirituali, più diventa evidente la direzione di Dio nelle vicende umane e più riconosciamo le nostre capacità provenienti da Dio.

Non è inconsueto che le persone attribuiscano un significato personale a ciò che credono di poter o non poter fare. Chiunque ritenga che determinate abilità e capacità facciano parte della propria natura umana e possano essere esercitate indipendentemente dalla Mente, pagherà le conseguenze di tale errata convinzione. La verità è che tutte le qualità che possono essere identificate con il nostro vero essere ci appartengono perché siamo il riflesso spirituale di Dio.

Nessuno è mai escluso dalle benedizioni che arrivano seguendo la direzione amorevole della Mente divina, tuttavia, quando ci guardiamo intorno è ovvio che milioni di persone hanno dei bisogni importanti che non trovano risposte e spesso non sanno a chi rivolgersi. Chiunque sia attento ai fatti spirituali dell’essere può provare che rivolgendosi con tutto il cuore a Dio sarà guidato verso la risposta giusta. Come scrisse il Salmista: «…mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome» (Salmi 23:3).

Esaminiamo i bisogni e le relative risposte nella pratica. Se una persona cerca un lavoro, cosa deve fare spiritualmente per soddisfare questo bisogno? Molto spesso tendiamo a concentrare il pensiero su ciò che pensiamo di dover fare. Quanto più in armonia con Dio si sarebbe se si cercasse sinceramente l’opportunità di fornire una risposta al bisogno di qualcun altro. Scienza e Salute con Chiave delle Scritture di Mary Baker Eddy insegna: «I ricchi in ispirito aiutano i poveri in una grande fratellanza, avendo tutti lo stesso Principio, o Padre; e benedetto è quell’uomo che vede il bisogno del suo fratello e vi provvede, cercando il proprio bene nel bene che fa agli altri» (pag. 518).

L’uomo, riflettendo l’Amore, è ricco in spirito. L’Amore divino è il donatore di ogni bene e dona in modo imparziale e abbondante. L’Amore riversa le sue benedizioni sull’uomo. Allora, non sarebbe spiritualmente scientifico se chi ha bisogno di un impiego partisse dal presupposto di essere ricco in spirito — ricco delle qualità spirituali che riflette? E poi pregasse sinceramente per avere l’opportunità di usare tali qualità per fornire la risposta al bisogno del proprio fratello?

Quale motivo migliore potrebbe esserci nella ricerca di un impiego se non pregare sinceramente con queste parole tratte da una delle poesie della nostra Leader: 

La mia preghiera, compiere ogni giorno del bene 
ai Tuoi, per Te; 
un’offerta pura d’Amore, verso cui 
Dio mi guida.

Nella ricerca di un lavoro può essere utile redigere ed inviare un curriculum che descriva il proprio background e le esperienze, ma non bisogna perdere di vista che le capacità più utili, preziose e produttive non sono inerenti ad una personalità umana, una formazione o un’esperienza lavorativa. Esse compongono nostra vera identità spirituale, quei talenti derivanti da Dio che l’Anima manifesta attraverso di noi. Il riconoscimento di possedere tali talenti apre infinite possibilità.

Mary Baker Eddy, la Scopritrice e Fondatrice della Scienza Cristiana, indica le nostre grandi possibilità affermando: «Una conoscenza della Scienza dell’essere sviluppa le abilità e le possibilità latenti dell’uomo. Estende l’atmosfera del pensiero, dando ai mortali accesso a sfere più vaste e più elevate. Eleva il pensatore alla sua sfera nativa di penetrazione e perspicacia» (Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, pag. 128).

La Scienza Cristiana ci porta alla rivelazione di Dio e del Suo governo sull’uomo e sull’universo. Non sminuiamo i meravigliosi effetti della nostra conoscenza della Scienza divina dell’essere. Non cadiamo nella trappola di credere che le abilità e le capacità siano personalizzate in un’identità umana. Riconosciamo e accettiamo invece il fatto che tutte le qualità che appartengono realmente al nostro essere individuale derivano da Dio. Le riflettiamo. Siamo un’espressione individualizzata della Mente infinita, l’espressione completa e perfetta di tutto ciò che appartiene al Creatore. Dopo aver riconosciuto questi fatti spirituali, assicuriamoci di fare del nostro meglio per esprimere le nostre qualità che derivano da Dio.

La Bibbia spiega: «Ora Dio è potente di fare abbondare in voi ogni grazia affinché, avendo sempre il sufficiente in ogni cosa, voi abbondiate per ogni buona opera» (II Cor. 9:8). Ciò che Dio è in grado di fare, lo sta facendo senza errori. Chiediamoci: confido nella volontà e nel potere di Dio di aggiustare qualunque cosa ne abbia bisogno? Sono pronto a provare che mi muovo in accordo con lui, sotto la Sua guida? Credo sinceramente che Dio ami l’uomo e lo sostenga pienamente senza errore, sempre? Se siamo in grado di rispondere in modo affermativo a queste domande, sappiamo di essere in grado di abbandonare le paure e i dubbi che si basano sui sensi e fidarci davvero del fatto scientifico che Dio ci mostrerà la via. La Mente divina governa e guida l’intero universo, la Sua creazione spirituale, in perfetta armonia. Questo ci include. Nella verità assoluta niente e nessuno opera indipendentemente dal governo della Mente, e noi possiamo provarlo nella nostra esperienza. 

Quando i nostri occhi saranno spiritualmente aperti a una corretta valutazione di ciò che abbiamo da offrire in quanto riflessi di Dio, si aprirà l’opportunità di soddisfare il bisogno del nostro fratello attraverso la meravigliosa sufficienza che Dio ci impartisce.

La missione de l’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabilità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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