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La gioia è una fonte inesauribile!

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 8 aprile 2026

Originariamente pubblicato sul numero del 2 aprile 1984 del Christian Science Sentinel


Quando verso la fine della sua missione di guarigione e insegnamento Cristo Gesù entrò umilmente a Gerusalemme, fu accolto con grande gioia e con lodi dai discepoli e dai seguaci. La gente stendeva le proprie vesti sul sentiero percorso dall’asino su cui era seduto; gioivano e cantavano lodi a Dio per le opere che Gesù aveva compiuto in mezzo a loro. Rami di palma furono stesi davanti a lui e l'aria si riempì di canti di osanna. Non riuscivano a contenere la gratitudine e la felicità per le numerose prove che avevano visto del potere guaritore di Dio. 

Eppure non tutti gioivano nella stessa misura. Alcuni farisei tra la folla, osservando tutto ciò, si avvicinarono a Gesù e dissero: «Maestro, sgrida i tuoi discepoli». Ma Gesù rispose loro: «Io vi dico che se costoro tacessero, griderebbero le pietre» (Luca 19:39-40). 

Talmente profonda era la gioia, talmente dirompente la necessità di esprimerla, che se le voci della gente fossero state messe a tacere, le pietre stesse sarebbero scoppiate in urla di gioia! Questo era il senso che Gesù attribuiva alla natura spirituale e irrefrenabile della gioia.

Qual era l’origine di questa gioia? Non era forse la meravigliosa comprensione di Gesù della vicinanza e dell’amore di Dio? Quanto era certo dell’amore del Padre! E quanto era rassicurante per i suoi seguaci di allora, come per quelli odierni, che cercavano e cercano di capire che cosa sia veramente l’amore di Dio. Confortando e rafforzando i suoi discepoli durante l’ultima cena, Gesù disse: «Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa» (Giov. 15:11).

A tutti è capitato di provare gioia in certi momenti, ma come può essa persistere ed essere sempre completa? Possiamo davvero sentirci pienamente gioiosi nonostante le preoccupazioni della vita quotidiana? La gioia che Gesù insegnò e dimostrò non poteva essere tolta a nessuno, in nessun tempo o circostanza, perché proveniva esclusivamente da Dio. Le persone e le circostanze del mondo non costituiscono la fonte della vera gioia, né possono toglierla.

La gioia non è un'emozione che può manifestarsi solo quando le cose vanno bene. È molto di più, molto più profonda di una semplice emozione umana. È la percezione della presenza dell'Amore divino.

Poiché Dio è sempre presente, possiamo sempre sentire il Suo amore per noi e la gioia che esso porta. Questi possono sembrare più evidenti quando sentiamo di godere di buona salute, di una buona compagnia e che i nostri bisogni sono adeguatamente soddisfatti. Ma cosa succede se invece qualcosa sembra mancare? 

A un certo punto della mia vita, parevano mancarmi tutte e tre le cose. Di certo non provavo molta gioia. I miei pensieri erano focalizzati queste idee cupe: «Per cosa dovrei gioire? Forse se la salute, una buona compagnia e un adeguato sostentamento entrassero nella mia vita, allora potrei essere felice. Allora potrei saltare di gioia! Ma in questo momento riesco a stento a mostrare un singolo sorriso sincero».

Dopo aver chiesto aiuto a un practitioner della Scienza Cristiana e rivolgendomi a Dio pregando sinceramente, percepii che un senso profondo e sicuro dell’amore di Dio cominciava ad avvolgermi. Capii che l’amore non era una merce di scambio, come il denaro, che è limitato e viene elargito o ricevuto in quantità grandi o piccole. L’Amore divino deve essere, ed è, infinito! Non può essere diviso e smistato, con alcuni che ne ricevono di più, altri di meno e altri ancora nulla. L'Amore divino è infinito e fornisce bene e amore illimitati e una salute completa. Iniziai a riconoscere la verità che Dio non avrebbe mai potuto negarmi qualcosa di legittimo e necessario.

Man mano che questa comprensione si chiariva, la gioia affluiva. Infatti riuscii a percepire la gioia sgorgare dentro di me come da una fonte. Sapevo che proveniva da Dio, non era qualcosa che stavo cercando di inventarmi. È interessante notare che, anche se le mie circostanze umane non erano ancora migliorate, non riuscivo a trattenere questa mia gioia. Di fronte a tutti quei vecchi pensieri scoraggianti, sentivo di comprendere le parole che Gesù rivolse a quei farisei, perché sentivo che se non fossi riuscita a sorridere e a cantare, le pietre stesse avrebbero gridato di gioia per me!

La mia gioia spirituale e la mia comprensione continuarono a crescere e portarono nella mia vita un sostentamento più che sufficiente, una compagnia felice e la guarigione dal disturbo fisico. 

Infatti la gioia è spirituale, ed è quindi eterna, rafforzata e sostenuta dalla legge divina dell’Amore; è inarrestabile, indistruttibile. Come afferma Mary Baker Eddy in Scienza e Salute con Chiave delle Scritture: «Questa è la dottrina della Scienza Cristiana: che l’Amor divino non può essere privato della sua manifestazione, o oggetto; che la gioia non può essere tramutata in dolore, poiché il dolore non ha dominio sulla gioia; che il bene non può mai produrre il male; e che la materia non può mai produrre la mente, né la vita risultare in morte» (pag. 304).

La «dottrina della Scienza Cristiana» relativa all’Amore divino e alla gioia è potente. È davvero portatrice di un'efficace guarigione cristiana. Una giovane donna soffriva di un grave problema di sinusite che l’affliggeva a intermittenza da molti anni. Oltre a causarle disagio, aveva comportato una compromissione di udito e voce. La condizione persisteva, e la donna si sentiva oppressa e scoraggiata. Paura e disperazione cominciarono a prendere il sopravvento sui suoi pensieri, e decise di chiamare una practitioner della Scienza Cristiana per ricevere aiuto. Entrambe furono guidate, attraverso la preghiera, a riconoscere il potere e la presenza della gioia spirituale, a considerare la gioia come un flusso che scaturisce dall’Amore, puro, libero e senza impedimenti. La gioia spirituale non può mai essere contenuta, ostruita o bloccata in alcun modo. In breve tempo, i seni nasali si liberarono e tornarono alla normalità. Sebbene la donna avesse sofferto di questa condizione in modo cronico per molti anni, non si ripresentò più, e anche la sua visione di sé e della propria vita divenne più libera sotto molti aspetti.

Quando teniamo stretto l’amore di Dio per noi, quando lo apprezziamo e lo custodiamo, proviamo gioia. La percepiamo sgorgare nel nostro cuore e fluire nella nostra vita. La gioia favorisce la nascita delle idee spirituali nella nostra coscienza. In realtà, la gioia è essenziale a ogni guarigione. È un ingrediente spirituale indispensabile del cielo, il regno che è dentro di noi.

Quanto abbiamo bisogno di essere purificati dalle grigie ragnatele e dalle ombre della disperazione, dell’autocommiserazione, della delusione e del rimorso! La fresca e impetuosa sorgente della gioia, quella gioia che sostenne e ispirò Cristo Gesù durante tutta la sua vita terrena, è sempre a disposizione di coloro che amano Dio e gli obbediscono.

In realtà, non si tratta di stabilire se saremo gioiosi o meno. Alla fine, la gioia ci conquisterà con la sua eternità, poiché «il dolore non ha dominio sulla gioia». La gioia travolgerà le cupe previsioni e le scuse della mente mortale con la marea guaritrice dell’Amore. Nessuna supposizione malvagia può resistere allo sgorgare della gioia spirituale, così come l’oscurità non può opporsi al sorgere del sole. La marea guaritrice dell’Amore divino è irresistibile, e il cuore che anela scoprirà che la vita stessa ne rende testimonianza.

Il profeta Isaia descrive così gli effetti di tutto questo: «Il deserto e la terra arida si rallegreranno, la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa; fiorirà abbondantemente e gioirà con giubilo e grida d’allegrezza… Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturate le orecchie dei sordi; allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto griderà di gioia, perché sgorgheranno acque nel deserto e torrenti nella solitudine» (Isaia 35:1, 2, 5, 6).

Questa profezia si è adempiuta e continua ad adempiersi. Essa vale oggi per te e per me, qualunque sia il deserto arido o la landa oscura in cui sembriamo trovarci.

La gioia è la tua eredità. Nulla può toglierti la tua gioia: è una sorgente inesauribile dentro di te!

La missione de l’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabilità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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