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La semplicità della pratica della Scienza Cristiana

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 15 ottobre 2026

Originariamente pubblicato sul numero di settembre 2026 de The Christian Science Journal


«La Scienza Cristiana è semplice». Queste parole mi suonavano vuote quando, ventenne, cercavo di farmi strada nel mondo. Mi ero appena laureata, stavo cercando di capire quali fossero i miei prossimi passi e avevo da poco affrontato alcune situazioni familiari difficili. La vita e il mio studio della Scienza Cristiana mi sembravano tutt’altro che semplici. Volevo bene alla practitioner della Scienza Cristiana che aveva pronunciato quelle parole e apprezzavo ciò che avevo imparato in precedenza grazie al suo lavoro di guarigione per me. Tuttavia mi chiedevo se lei comprendesse davvero i problemi che stavo affrontando.

Con il passare degli anni, però, man mano che progredivo spiritualmente e approfondivo la mia comprensione della Scienza Cristiana, quelle parole continuavano a stuzzicare la mia curiosità. Inoltre, mi aveva colpito l’ammonimento dell’apostolo Paolo ai Corinzi di non lasciarsi «sviare dalla semplicità che è in Cristo» (II Corinzi 11:3, versione King James). Mi sembrava un monito piuttosto forte. Interpretavo la parola «semplice» nel senso di facilmente comprensibile, elementare e senza complicazioni.

Nel corso dei miei studi, mi sono poi imbattuta in un passaggio che ha rappresentato per me una vera svolta. Nel suo libro di testo, Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, la fondatrice della Scienza Cristiana, Mary Baker Eddy, scrive: «L’“uomo di dolore” comprese meglio di tutti la nullità della vita materiale e dell’intelligenza materiale e la potente realtà di Dio, il bene, che tutto racchiude. Questi erano i due punti cardinali della guarigione mediante la Mente, o Scienza Cristiana, che lo armarono di Amore» (p. 52).

Con l’«uomo di dolore» si riferisce a Cristo Gesù, la Guida, la cui vita offrì un modello per ciascuno di noi. Attraverso le sue parole e le sue opere, Gesù dimostrò la semplice verità secondo cui «la potente realtà di Dio, il bene, che tutto racchiude» non lascia spazio alla vita o all’intelligenza materiali. Rivolgendosi a Dio quale suo amorevole Padre, il maestro cristiano guarì malattie fisiche e disturbi mentali, sfamò migliaia di persone nonostante le scarse provviste, resuscitò e dimostrò che la morte non aveva alcun potere su di lui.

Quando ho compreso che la Scienza di Cristo è racchiusa in questi due punti, ho cominciato a intuire che la metafisica può essere semplice — anche se, bisogna ammetterlo, non sempre facile da mettere in pratica.

Quando, nelle nostre preghiere, partiamo da Dio, il bene, l’unica origine, presenza e potere, siamo inevitabilmente condotti a una maggiore serenità mentale e alla guarigione. Questa comprensione di Dio relega al “cestino della spazzatura” tutto ciò che si oppone a Lui! Sebbene non sia sempre facile mantenere quell’equilibrio mentale, ciò è possibile quando aderiamo saldamente a quelle due semplici idee.

Questi punti scientifici distinguono la metafisica divina da qualsiasi altra scuola di pensiero. Se comprendiamo veramente che Dio, il bene, è Tutto e governa amorevolmente il proprio universo di idee, allora non ci lasceremo ingannare dalle varie nozioni riguardanti la materia.

A questo proposito, ho notato che «l’enunciato scientifico dell’essere», che si trova in Scienza e Salute, espone questi due punti cardinali in modo vivido e netto. L’enunciato inizia con una negazione della materia, proprio come fa il primo punto cardinale: «Non vi è né vita, né verità, né intelligenza né sostanza nella materia». Poi afferma ciò che esiste, come nel secondo punto cardinale: «Tutto è Mente infinita e la Sua infinita manifestazione, perché Dio è Tutto-in-tutto». Mente è un sinonimo di Dio che mette in risalto un aspetto della Sua natura. I sinonimi di Dio come Mente, Spirito e Verità ci aiutano a comprendere meglio Dio.

Da lì, «l’enunciato scientifico dell’essere» mostra come possiamo contrapporre il nulla della vita e dell’intelligenza materiali alla potente realtà di Dio, il bene, per chiarire ciò che è reale: «Lo Spirito è la Verità immortale; la materia è l’errore mortale. Lo Spirito è il reale ed eterno; la materia è l’irreale e temporale». Infine, giunge alla conclusione logica: «Lo Spirito è Dio, e l’uomo è la Sua immagine e somiglianza. Quindi l’uomo non è materiale; egli è spirituale» (p. 468).

Nella mia pratica quotidiana della Scienza Cristiana, continuo a constatare che partire da un’affermazione corretta riguardo a Dio — Mente, Spirito, Verità — è utile. L’ispirazione che ne deriva mette in luce la natura fittizia di qualsiasi credenza mortale, per quanto saldamente radicata possa essere. Trovo, inoltre,  che quando lascio che la metafisica divina diventi troppo intellettuale o complicata per me, è bene ricominciare da capo e riallineare il mio pensiero ai semplici fatti della presenza e del potere di Dio.

In The First Church of Christ, Scientist and Miscellany, ci viene assicurato: «Iniziare nel modo giusto permette di concludere nel modo giusto, ed è così che si raggiunge la Scienza della Vita, e si dimostrano la salute, la santità e l’immortalità» (Mary Baker Eddy, p. 274). È una promessa davvero incoraggiante!

Nella sua opera Miscellaneous Writings 1883–1896, Mary Baker Eddy include una lettera scritta da uno studente della Scienza Cristiana a un caro amico su «Come comprendere Scienza e Salute». Lo studente spiega la semplicità della Verità e come metterla in pratica in questo modo: «La Verità è, ed è sempre stata, semplice; e a causa della sua assoluta semplicità, noi, nel nostro orgoglio e nel nostro egoismo, l’abbiamo completamente trascurata. Abbiamo tenuto gli occhi rivolti verso l’alto, scrutando i cieli con lo sguardo perso in lontananza alla ricerca di luce, aspettandoci di vedere la Verità risplendere come una grande cometa o in qualche modo straordinario; e quando, invece di presentarsi in pompa magna e splendore, essa appare nella semplicità della dimostrazione, ne restiamo sconcertati e ci rifiutiamo di accettarla; il nostro orgoglio intellettuale ne è sconvolto e siamo certi che ci sia stato un errore» (p. 469).

Oggi possiamo decidere di non ignorare la Verità, e invece guardarla direttamente. Applicando questo semplice approccio, ho assistito a molte guarigioni, tra cui da una ferita da arma da fuoco,  dalla tubercolosi, da escrescenze antiestetiche, difetti congeniti e un dito mutilato, solo per citarne alcune. Ho anche acquisito la mia serenità mentale anche quando mi trovavo vicino all’epicentro di un terremoto e durante altri eventi difficili.

Non è sempre facile mantenere il proprio equilibrio mentale, specialmente quando la paura, il dubbio e lo scoraggiamento cercano di insinuarsi tra i pensieri. Ma non stupitevi se, continuando a riflettere su quei due semplici punti — l’onnipotenza di Dio e la nullità di tutto ciò che si oppone alla Mente, allo Spirito, alla Verità — troverete la pace interiore e sarete testimoni di numerose guarigioni. Non vedo l’ora di leggere le vostre testimonianze di queste guarigioni sulle riviste della Scienza Cristiana!

La missione de l’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabilità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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