Talvolta vi sono delle testimonianze di guarigioni che avvengono dopo un periodo di tempo prolungato di trattamenti quotidiani da parte di un practitioner della Scienza Cristiana. Alcune guarigioni sembrano prendere più tempo di altre. Quando un caso continua giorno dopo giorno con poco o nessun miglioramento apparente, generalmente vogliamo sapere perché.
A volte la spiegazione è che ogni trattamento è come un colpo di martello sulla roccia: ogni colpo provoca una piccola frattura in ciò che sta facendo resistenza ai colpi, ma nulla si vede sulla superficie. Improvvisamente tutta la resistenza cede e la roccia si spacca — o la malattia sparisce. Questa illustrazione contiene molta verità ed ha incoraggiato molti a persistere col trattamento della Scienza Cristiana fino a che non è avvenuta la guarigione. Tuttavia, da un punto di vista erroneo si potrebbe sostenere la credenza nella resistenza, e così prolungare il caso.
Che cosa fa il trattamento della Scienza Cristiana? Porta alla consapevolezza umana la verità di Dio e dell’uomo. Dio è il Principio divino, l’Amore perfetto, la Mente infinita; e l’uomo è il riflesso, o manifestazione, di Dio.
Il peccato e la malattia sono impossibili per l’uomo perché sono impossibili per Dio. L’uomo peccatore e malato che noi vediamo non è il vero uomo, ma un falso concetto di uomo, e questo falso concetto esiste non in cose o circostanze materiali, ma nella falsità stessa. In qualche modo la credenza nella materia e in un sé materiale è stata suggerita ed accettata dalla consapevolezza umana. Entrambi il peccato e la malattia provengono da tali suggestioni.
Il peccato e la malattia sembrano essere correlati. Questo fa parte della stessa falsità.
Un trattamento della Scienza Cristiana afferma mentalmente la verità di Dio e dell’uomo, del Principio divino e della Sua idea. Il potere di tale affermazione non sta nella mente umana che opera il trattamento; esso si trova nella verità stessa.
Il trattamento inoltre nega la suggestione che la materia possa essere reale e che il sé possa essere materiale. Il potere di tale affermazione si trova nella verità incorporata nella negazione — la verità del divino, perfetto ed infinito, e la conseguente nullità del mortale, imperfetto e limitato.
Cristo Gesù dimostrò la verità, ed insistette che le sue opere di guarigione non venivano da lui stesso. Egli disse: «Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere» (Giov. 14:10). Quando siamo coscienti della verità, il Padre dimora in noi, e noi testimoniamo di Lui facendo le opere.
Se la verità di Dio e dell’uomo appare veramente, il falso concetto è distrutto. Questa verità appare soltanto quando gli errori della credenza nel sé materiale — compresa la suggestione che qualche errore possa resistere alla verità — sono realmente negati e le verità dell’irresistibile onnipresenza dell’Amore divino sono realmente affermate. Allora la completezza, la purezza e la perfezione dell’uomo come idea dell’Amore appaiono vividamente e ha luogo la guarigione.
Una completa negazione della suggestione che la propria identità possa essere materiale include la negazione della malattia stessa, dei suoi sintomi in particolare e dello stato di pensiero che potrebbe nutrire la malattia. L’orgoglio, l’egocentrismo, la sensualità o la disonestà spingono forse qualcuno ad indulgere nei piaceri di ciò che egli pensa sia il suo io materiale? A causa di tale indulgenza egli va coltivando la terra in cui crescono i sintomi della sua malattia. Un trattamento della Scienza Cristiana che ignori questo nutrimento della malattia, pur negandone allo stesso tempo i sintomi, è soltanto un trattamento parziale.
D’altra parte il trattamento che espone mentalmente questi peccati deve anche negare la loro realtà. Altrimenti sarebbe di nuovo parziale. Nella Prefazione di Scienza e Salute con Chiave delle Scritture Mary Baker Eddy, la Scopritrice e Fondatrice della Scienza Cristiana, scrive: «La guarigione fisica per mezzo della Scienza Cristiana risulta ora, come ai tempi di Gesù, dall'operare del Principio divino, dinanzi al quale il peccato e la malattia perdono la loro realtà nella coscienza umana e scompaiono tanto naturalmente ed inevitabilmente quanto le tenebre fanno posto alla luce e il peccato alla riforma» (pag. xi).
In molti casi la guarigione avviene quando viene scoperta e distrutta la credenza del peccato in un sé diverso dal puro e perfetto riflesso dalla Mente divina. Ma ci sono molti casi in cui la guarigione è ritardata da una ricerca di peccato nel pensiero del paziente. Il paziente può essersi ammalato non a causa del suo peccato, ma a causa dell'accettazione universale della legge materiale riguardo alla salute del corpo.
Quando una malattia non guarisce velocemente, ci chiediamo forse: «Qual è il mio sbaglio?» E non implica questa domanda che ancora crediamo che la malattia sia reale e che debba avere una causa?
Se stiamo trattando realmente un caso secondo la Scienza Cristiana, ogni trattamento coscienzioso nega la malattia, i suoi sintomi e la sua causa. Allora la sola giusta risposta alla domanda: «Qual è il mio sbaglio?» sta nella negazione di ogni cosa non divina che vediamo nel caso, nell'affermare come sostanziale e reale tutto ciò che è di Dio e nel trovare la nostra vera identità come Sua manifestazione.
Si raggiunge una chiara consapevolezza della Verità mediante tale negazione, affermazione e auto-identificazione. Questa consapevolezza esporrà rapidamente ogni errore di credenza che debba essere esposto, ma lo esporrà come irreale. Se un pensiero di peccato viene scoperto da quest'azione mentale, non durerà tanto da essere onorato come la causa della malattia. Esso sparirà.
Infine, e questa è forse la cosa più importante, il tempo è irreale. Nella realtà di Dio e dell'uomo non esiste il tempo, perché non esiste la materia. La domanda «Perché la guarigione richiede tanto tempo?», esiste solo nella falsità, non nella realtà. Per arrivare alla guarigione è necessario che questa domanda non venga posta.
Allora il lavoro di ogni giorno è lavoro nella verità, e il tempo che impieghiamo per renderci conto della verità cessa di essere il tempo richiesto per la guarigione. Il tempo, che include la credenza in molti trattamenti e in una tenace resistenza, si dissolve nella perfezione infinita.
