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Portare la pace nelle nostre città attraverso la saggezza e l’amore

La preghiera può aiutarci a trovare più pace, amore e sicurezza nelle nostre comunità.

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 16 gennaio 2026

Originariamente pubblicato sul numero del Christian Science Monitor del 13 gennaio 2026, nella rubrica Prospettiva della Scienza Cristiana


A Minneapolis, a tutti i pensatori spirituali e alle istituzioni sacre viene chiesto di focalizzare il loro lavoro spirituale sull'attenuazione della paura, della divisione e della minaccia di violenza che attualmente attanaglia la nostra comunità. La domanda che assilla ogni cuore spiritualmente vigile è: cosa posso fare concretamente per aiutare?

Possiamo pregare. Pregare significa rimanere consapevolmente saldi nella Verità divina fino a quando la menzogna che possa esistere un potere separato dalla Verità, Dio, crolla. La preghiera non è un pio desiderio o una speranza passiva. Nella Scienza Cristiana, la preghiera è vista e vissuta come un potere per il bene. In No e Sì, Mary Baker Eddy, la scopritrice della Scienza Cristiana, afferma: «La vera preghiera non è di chiedere amore a Dio; è di imparare ad amare ed includere tutto il genere umano in un solo affetto. ...ci mostra ciò che Dio è» (p. 39). Dio è Amore infinito. E noi siamo stati creati per elevarci nella dimostrazione dell'Amore, Dio, resistendo a tutto ciò che suggerisce l'assenza o l'impotenza dell'Amore.

Un modo in cui possiamo pregare è con la fiducia che «il cemento di un'umanità più elevata unirà tutti gli interessi nell'unica divinità» (Mary Baker Eddy, Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, p. 571). Quando lo facciamo, qualcosa cambia. Rifiutiamo di accettare la polarizzazione e la violenza come inevitabili. Neghiamo potere all'idea che l'odio possa essere la motivazione di chicchessia. Affermiamo che ogni persona che vive o transita nella nostra città è, in realtà, l'amata espressione dell'unico Creatore divino. Questa comprensione dissolve l'atmosfera mentale che alimenta il conflitto. La vera preghiera indirizza il pensiero verso scelte migliori e verso una maggio chiarezza per tutte le persone coinvolte e porta a un concreto allentamento della tensione.

Nel capitolo 9 del libro dell’Ecclesiaste, c'è una storia che narra di una città sotto assedio che viene salvata da un uomo povero ma saggio. Quest'uomo salva la sua città non attraverso la ricchezza, lo status o il potere politico, ma con la saggezza. La saggezza può essere definita una comprensione spirituale rafforzata dalla fiducia nell'onniscienza della Vita, della Verità e dell'Amore divini.

Oggi possiamo arrivare immediatamente alla stessa comprensione dimostrata da quell’uomo povero ma saggio, ovvero la comprensione del fatto che l'armonia costituisce la realtà e che la violenza è una falsa pretesa mascherata da potere.

Mary Baker Eddy scrive: «Il male non è supremo; il bene non è impotente; né sono primarie le cosiddette leggi della materia, né è secondaria la legge dello Spirito» (Scienza e Salute, p. 207). Il male è il nemico, ma non è una persona, un luogo, un partito politico, un gruppo demografico, una policy o un'istituzione. È la menzogna che l'odio, la violenza, la divisione e la paura abbiano potere. Come dichiara Mary Baker Eddy in una poesia: «Le false paure sono nemiche – la verità le annienta, quando viene compresa» (Poems, p. 79).

Quando preghiamo, possiamo approfondire l'origine spirituale di chi e cosa siamo, arrivando così a riconoscere la sostanza spirituale dell'essere che costituisce la realtà. Non combattiamo mai contro delle persone. Lavoriamo invece alla dissoluzione delle menzogne dell'ignoranza, dell'ostinazione, della vendetta e della reazione che farebbero apparire la violenza come normale o inevitabile. La nostra unità con Dio ci dà l'intuizione, il discernimento, il coraggio e la resistenza necessari per sconfiggere questi falsi nemici.

Nella filiale della Chiesa del Cristo, Scientista di cui sono membro, parte della nostra risposta alla richiesta di pensatori e istituzioni spirituali che lavorino in preghiera per la guarigione della comunità è arrivata grazie alla nostra consueta riunione settimanale di testimonianze. Le letture di quella sera, tratte dalla Bibbia e da Scienza e Salute, approfondivano come la legge spirituale sostituisca la legge materiale e spiegavano come il regno di Dio sia qui sulla terra come in cielo.

Le testimonianze raccontavano poi esperienze significative di preghiere che hanno contribuito a distendere situazioni di tensione, per esempio durante il servizio in una Sala di Lettura della Scienza Cristiana, nel Corpo di Pace in Uganda e in altre circostanze. Una persona ha raccontato di aver pregato e provato amore per l'intera città, il che l'ha aiutata a sentirsi al sicuro in quella che sembrava una situazione pericolosa nella metropolitana.

Non si tratta di casi isolati. Sono la prova quotidiana che la legge di Dio, Mente, individua e scardina il caos, conforta e protegge tutto il creato e ci fa sapere ciò che dobbiamo sapere, nel posto giusto, al momento giusto, sempre.

Proprio come l’uomo povero che, con la sua saggezza, liberò la sua città, possiamo vedere le nostre città come Dio le ha create: avvolte dall'amore di Dio, integre, armoniose, sicure. Possiamo vedere ogni persona, ovunque si trovi, abbracciata dalla sollecitudine di Dio. «L’opera della giustizia sarà la pace, il risultato della giustizia tranquillità e sicurezza per sempre» (Isaia 32:17). Questa è la legge spirituale. Questo è ciò che accade quando rifiutiamo di dare potere alla violenza e alla paura, quando sappiamo che il bene è supremo, quando amiamo le nostre città con tutto il cuore.

La missione de l’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabilità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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