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Sii un ambasciatore per Cristo

Quando mettiamo in pratica le idee che Dio ci ispira su come amare, tutte le persone coinvolte ne traggono beneficio.

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 21 aprile 2026

Originariamente pubblicato sul numero dell'11 settembre 2023 del Christian Science Sentinel


Quando ero bambina, ogni volta che uscivamo di casa, mia madre diceva a me e ai miei fratelli: «[Siete] ambasciatori per Cristo» (riferendosi a II Corinzi 5:20). Cominciai a capire il significato di questo versetto quando il coro della mia scuola superiore fu invitato a partecipare a un concorso a Praga, nella Repubblica Ceca. Mia madre avrebbe fatto da accompagnatrice in questo viaggio, oltre che da pianista, e i miei genitori avevano anche programmato un viaggio in auto attraverso l’Europa con tutta la famiglia al termine della tournée del coro. Che avventura avevamo pianificato!

Man mano che il momento del viaggio si avvicinava, chiesi a mia madre cosa significasse essere un ambasciatore per Cristo. Mi aiutò a capire che significa considerare ogni persona con cui si entra in contatto come un figlio di Dio e che, quando lo si fa, comunicare attraverso l’amore diventa naturale. Mi disse che il nostro compito sarebbe stato quello di testimoniare il messaggio del Cristo sulla bontà di Dio che era già presente anche in quei paesi.

Durante la tournée del coro, fu davvero bello vedere come io e mia madre riuscissimo ad aiutare i nostri compagni di viaggio a comunicare con amore. L’amore espresso e le amicizie costruite durante quella tournée furono riconosciuti dalla direttrice del coro e da molte delle persone che avevano organizzato il concorso. Qualche anno fa incontrai nuovamente quella stessa direttrice, la quale mi disse che aveva percepito qualcosa di davvero speciale nel nostro coro, che l'aveva profondamente colpita e che si sentiva davvero fortunata ad aver potuto lavorare con noi.

Nella nostra vacanza in famiglia in Europa dopo la tournée del coro, fummo testimoni di protezione, amore e generosità in molte occasioni. Proprio come era successo durante il viaggio con il gruppo scolastico, scoprimmo che vedere tutti come figli dello Spirito divino, Dio, e quindi spirituali e integri, portava costantemente benedizioni reciproche.

Questa esperienza mi ha insegnato come essere un’ambasciatrice per Cristo. Ho imparato che quando agiamo in base alle idee che Dio ci ispira su come amare, anche nei modi più piccoli, tutti le persone coinvolte ne traggono beneficio.

Ciò che avevo appreso mi fu utile anche in uno dei miei primi lavori da adulta. Lavoravo con giovani che avevano commesso dei crimini per aiutarli nella transizione da un istituto di correzione al reinserimento nelle loro comunità. Era impegnativo, ma gratificante. Sentivo che il mio compito era vedere ogni giovane per quello che è spiritualmente: un figlio di Dio amato e apprezzato. Anche se non potevo parlare loro dell’Amore divino, Dio, potevo essere un’ambasciatrice per Cristo: potevo vivere l’Amore e comunicare con il linguaggio spirituale dell’Amore.

Mary Baker Eddy scrive: «Amati figli, il mondo ha bisogno di voi, e più come bambini che come uomini e donne: ha bisogno della vostra innocenza, del vostro altruismo, del vostro affetto fedele, delle vostre vite incontaminate. Dovete anche vegliare e pregare affinché conserviate queste virtù immacolate e non le perdiate a causa del contatto con il mondo. Quale ambizione più grande esiste che conservare in voi stessi ciò che Gesù amava, e sapere che il vostro esempio, più delle parole, costituisce la morale per l’umanità!» (Miscellaneous Writings 1883–1896, p. 110). Questo è diventato il mio modello in questa missione di ambasciatrice celeste.

Un giorno, più di due anni dopo aver iniziato questo lavoro, mentre stavo entrando in un centro commerciale locale, sentii chiamare il mio nome. Mi voltai e vidi un furgone parcheggiato sul marciapiede dietro di me e un giovane che mi chiamava mentre scendeva. Capii subito che era qualcuno con cui avevo lavorato nel centro correzionale. Mi diede un grande abbraccio e disse: «Sono così grato di averti visto! Speravo di poterti trovare per ringraziarti di tutto quello che hai fatto per me. Ho completato il corso per saldatori che mi avevi suggerito e ho un nuovo lavoro. Grazie per aver creduto in me quando io non lo facevo. Altrimenti, non starei facendo quello che faccio oggi».

Le mie preghiere per questo giovane in quel periodo lavorativo avevano avuto un impatto maggiore di quanto mi fossi resa conto all’epoca.

La Seconda Lettera ai Corinzi afferma: «Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro» (5:20). Prosegue poi affermando che parliamo a nome di Cristo quando la nostra vita incoraggia gli altri a rivolgersi a Dio. Come lo facciamo? Seguendo le istruzioni di Gesù: amando Dio con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima e con tutta la nostra mente, e il nostro prossimo come noi stessi. Inoltre, trovo che la seguente affermazione di Mary Baker Eddy sia davvero potente: «L’amore non è qualcosa da riporre su uno scaffale, da tirare giù in rare occasioni con delle pinze da zucchero e da adagiare su una foglia di rosa. Pretendo molto dall’amore, chiedo testimoni attivi che lo dimostrino, e nobili sacrifici e grandi risultati come suoi frutti. A meno che questi non appaiano, ripongo la parola come una finzione e una contraffazione, priva del suono del vero metallo. L’amore non può essere una mera astrazione, o bontà senza attività e potere» (Miscellaneous Writings, p. 250).

Quando accettiamo la sfida di vivere l’amore, di comunicare attraverso l’amore e di vedere tutti come figli di Dio, abbiamo l’opportunità di benedire e di guarire. E più lo facciamo, più diventa facile e naturale. Quale opportunità straordinaria abbiamo tutti di servire Dio e i nostri fratelli e sorelle spirituali in qualità di ambasciatori per Cristo.

La missione de l’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabilità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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