Durante la nostra giornata e anche durante eventi chiave della nostra vita, molti di noi si sentono spesso come se si stessero semplicemente spostando da un punto A ad un punto B. Da “qui” a “là”. Può trattarsi di qualcosa di semplice come andare da una stanza all’altra o svolgere le commissioni giornaliere, oppure può riguardare argomenti più importanti, ad esempio riflettere sul punto della vita in cui ci troviamo e dove vorremmo arrivare oppure qual è il nostro obbiettivo nell’ambito lavorativo, delle relazioni o della salute. Il pensiero tipico è: «non appena riuscirò ad arrivare da qui a là, allora andrà tutto bene». Oppure: «Una volta superato questo o quel problema, allora andrà tutto bene». In altre parole, quando mi sposterò dal punto A al punto B, sarà tutto a posto.
Recentemente ho letto un articolo che indicava quanto tempo le persone dedicano a pensare al futuro e a preoccuparsi se una volta arrivate là avranno avuto successo. Mi ha ricordato di un episodio avvenuto qualche anno fa, quando ero diventata madre da poco e dovevo viaggiare da sola verso la Cina con mio figlio di due anni, Peter. Mio marito era dovuto partire qualche giorno prima di noi ed io non avevo esperienza di viaggio da sola con un bambino. Stavo pregando, riconoscendo che Dio era con me in ogni momento e che era impossibile che rimanessi sola. L’ultimo versetto del Salmo 23 della Bibbia dice: «Abiterò nella casa dell’eterno per lunghi giorni» (verso 6), e Mary Baker Eddy spiega il senso spirituale di quel verso in Scienza e Salute con Chiave delle Scritture: «… Abiterò nella casa [la coscienza] dell’[AMORE] per sempre» (p. 578).
Mentre mi preparavo per il volo dovevo eliminare qualsiasi dubbio sul fatto di potercela fare. Affermai mentalmente che la mia casa, compresa la pace che dovrei provare al suo interno, in realtà è la mia consapevolezza di Dio. Indipendentemente da dove ci troviamo fisicamente, stiamo sempre soggiornando nella consapevolezza, nella nostra casa spirituale.
All'inizio del lungo volo, eravamo sistemati comodamente, ma all’arrivo della notte era evidente che Peter, dopo essere rimasto seduto al suo posto per diverse ore, voleva alzarsi e sgranchirsi un po’. In quel momento però era in corso una turbolenza, quindi ci fu richiesto di rimanere seduti. L’assistente di volo ci aveva aiutati molto durante il volo, ma in quel momento mi ritrovai con un bambino in braccio che si dimenava, una gamba che iniziava ad indolenzirsi e provavo disagio alla schiena e al fianco; oltretutto l’uomo seduto di fianco a noi non sembrava felice.
Dato che non potevo alzarmi e andare da qualche altra parte, ma non potevo neanche chiamare un practitioner della Scienza Cristiana per richiedere un trattamento in preghiera, proprio lì, seduta al mio posto, dove mi ritrovavo ad affrontare diversi problemi e in cui mi sentivo a disagio per numerosi motivi, mi rivolsi con tutto il cuore a Dio. Nonostante tutta la mia preghiera, ero praticamente arrivata al punto di piangere, ma proprio in quel momento il capitano spense il segnale di mantenere allacciate le cinture, permettendo ai passeggeri di spostarsi in cabina.
Mentre camminavo con mio figlio lungo il corridoio, vidi che c’erano altre famiglie con bambini dirette chissà dove. Nel vederle pensai: accidenti, e pensare che io ero totalmente concentrata sul mio malessere.
In quel momento fu come se nel mio pensiero si fosse sollevata una cortina. Mentre camminavamo lungo il corridoio, percepii il completo controllo di Dio e riconobbi che il viaggio della vita non riguardava solo me, ma riguardava Dio. Scienza e Salute afferma: «La Scienza divina dissipa le nubi dell’errore con la luce della Verità e solleva la cortina rivelando l’uomo come mai nato e mai morente, ma coesistente col suo creatore» (p. 557). Ecco, quindi non bisogna andare dal punto A al punto B: in realtà siamo sempre al punto A!
Mi resi conto che mi ero lasciata completamente sommergere dagli aspetti organizzativi e dalla pianificazione del viaggio: dalla macchina all’aeroporto, dal check-in e dai controlli di sicurezza al gate, dal volo all’hotel, sempre a pensare: «Non appena saremo con mio marito, allora saremo a posto». Anche se avevo pregato prima del viaggio, mi ero concentrata più sul ragionamento umano e meno su Dio, il sostentamento infinito. Si, è giusto essere organizzati, l’apostolo Paolo ci consiglia: «Ogni cosa sia fatta con decoro e con ordine» (I Corinzi 14:40); tuttavia l’Amore divino non mi avrebbe lasciato con un pensiero erroneo relativamente al viaggio, alla maternità o all’andare da qui a là.
Saggezza, intelligenza, salute, forza e movimento provengono tutte da Dio. Ogni passo che facciamo è in Dio e ogni persona su quell’aereo, il pilota, gli assistenti di volo, gli altri passeggeri con o senza figli e anche io e mio figlio, eravamo tutti perpetuamente sotto la cura di Dio.
Ero molto grata di aver trovato tale chiarezza. Proprio in quel momento, le luci di cabina furono abbassate per la notte. L’uomo seduto di fianco a noi, che proveniva dalla Cina, si spostò leggermente di lato, sollevò le gambette di mio figlio e le appoggiò sul bracciolo per permettere a Peter di sdraiarsi. Fu un gesto inaspettato e molto amorevole. La mattina lo ringraziammo con il nostro miglior cinese (xiè xie). La cosa bella riguardo alla notte in aereo fu che tutti i bambini rimasero in silenzio, senza piangere né lamentarsi per tutto il tempo. Inoltre il disagio alla gamba, alla schiena e al fianco scomparvero del tutto. Con gratitudine ripensai a queste parole dall’Innario della Scienza Cristiana:
Lui conosce gli angeli di cui hai bisogno,
e li manda al tuo fianco,
per confortarti, proteggerti e guidarti.
(Violet Hay, Inno N. 9, copyright CSBD)
Questa esperienza mi è tornata in mente spesso nel corso degli anni e non ha mai smesso di portare lacrime di gratitudine. Sono grata non solo per la gentilezza, la premura e l'amore espressi sull’aereo, ma anche per la crescita della mia fiducia in Dio. Dovunque stiamo andando, qualsiasi cosa stiamo pianificando o facendo, anche se stiamo pensando a un qualsiasi desiderio che abbiamo nella vita, è molto utile prendersi un momento per riconoscere con fermezza che Dio è Tutto, che è sempre presente, sempre disponibile e sempre pronto a comunicarci messaggi angelici di saggezza e amore.
Durante le nostre giornate ci spostiamo apparentemente «dal punto A al punto B», in ogni compito o interazione, ma se iniziamo con Dio e rimaniamo con Dio, siamo sempre al punto A. Posso ripensare a tantissime volte in cui ho pregato con questo pensiero, per i viaggi e il percorso scolastico dei miei figli, ma anche per i miei viaggi, per il lavoro, le finanze, la ricerca di una casa giusta per mia mamma e anche per fare la spesa.
Nella Bibbia si legge che «in lui viviamo, ci muoviamo e siamo, come persino alcuni dei vostri poeti hanno detto: “Poiché siamo anche sua progenie”» (Atti 17:28). Ognuno di noi può sentire l’onnipresenza di Dio e può sentirsi impavido e sicuro quando è guidato da Dio.
Mentre trascorriamo le nostre giornate, quale effetto guaritore ha il riconoscimento che non ci stiamo spostando «dal punto A al punto B», ma che nella Verità, Dio, ogni passo del cammino è il punto A.
