L’influenza non è inevitabile

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 1 Febbraio 2013

Tradotto da The Christian Science Monitor, 24 gennaio 2013

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Era la fine di gennaio e i notiziari parlavano spesso di influenza. Questa volta però, mi sembrava un po’ diverso: sembrava che l’influenza fosse più forte che mai e la suggestione era che tutti l’avrebbero inevitabilmente presa.

“Inevitabile” è una parola che significa impossibile da evitare o prevenire. Tuttavia misi in discussione questa inevitabilità. Studiando la Scienza Cristiana, ho appreso che le cose non sono sempre come sembrano e la malattia è proprio una di queste cose. Ho imparato, invece, a ricercare l’origine di ogni cosa per comprenderne la natura. E qual è l’origine dell’influenza? È forse nei germi che invadono un corpo materiale? Questa spiegazione ha forse la sua origine in Dio, il creatore di tutte le cose? La Bibbia ci informa che “Dio è amore…” (I Giov. 4:16). Non riuscivo a conciliare il pensiero di un Dio amorevole con quello che Egli potesse assoggettare la Sua creazione alla malattia. Avevo la facoltà di scegliere: potevo temere l’inevitabilità di prendermi l’influenza oppure potevo avere fiducia nel fatto che Dio mi amava e si prendeva cura di me. Potevo avere fiducia in Dio?    

Ebbi occasione di scoprirlo di lì a poco, dopo una notte insonne. Mi svegliai la mattina accusando tutti i sintomi che i media avevano definito come collegati all’influenza. Feci del mio meglio per affrontare la giornata come sempre, tuttavia nel pomeriggio dovetti tornare letto. Non riuscendo ad addormentarmi, decisi di distogliere il pensiero da quanto mi sentissi male e di concentrarmi su qualcos’altro. Immediatamente cominciai a pensare al bene – a quello divino o simile a Dio. Pensai a ciò che Dio pensava di me, a come mi amava e a come non avrebbe mai potuto vedermi in alcun modo diverso da come mi aveva creato, puro e perfetto. E con questi pensieri mi addormentai.

Quando mi risvegliai ero completamente libera da ogni sintomo. Non mi sentivo solo più riposata e in condizioni migliori, ma come se non avessi mai avuto alcun sintomo. Nonostante i sintomi fossero stati piuttosto evidenti sia a me che alla mia famiglia, erano scomparsi. Ero di nuovo completamente e inconfondibilmente la me stessa di sempre.

Più che la semplice guarigione dall’influenza, questo cambiamento così evidente mi fece notare il principio di perfezione che stava dietro. Questo perfetto stato dell’essere fu compreso e persino richiesto da Gesù, che disse: “Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5:48). Se nella realtà il nostro stato dell’essere è sempre perfetto, possiamo confidare nella nostra comprensione di questo fatto per correggere ogni concetto erroneo secondo cui siamo malati o imperfetti in qualunque modo. Quando eliminiamo questi concetti erronei, essi scompaiono. Quando eliminiamo il concetto erroneo di malattia, questa scompare dalla nostra esperienza.

Non dobbiamo forse a noi stessi e agli altri di “essere perfetti” in questo modo, ovvero di non vedere nessun tipo di malattia come inevitabile? Mary Baker Eddy scoprì che la malattia non era la solida realtà che dichiarava di essere, ma che era un concetto erroneo della realtà, quella realtà insegnata da Gesù, quella realtà che Dio, il bene, crea. L’autrice scrive: “Spogliare i pensieri dei falsi affidamenti e delle evidenze materiali, affinché i fatti spirituali dell’essere possano apparire – ecco il grande conseguimento per mezzo del quale spazzeremo via il falso per far posto al vero” (Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, pag. 428). Mary Baker Eddy ci insegnò che se lo facciamo, anche noi possiamo eliminare la malattia dalla nostra vita e da quella degli altri.

Questa esperienza mi ha dimostrato che posso avere fiducia in Dio: Dio è Amore e ciò che è veramente inevitabile, è l’amore di Dio per la Sua perfetta creazione.

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