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Guarita da un problema cardiaco

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 10 giugno 2013

Originariamente pubblicato sul numero di aprile 2013 de The Herald of Christian Science 
(originale in portoghese)


Nel 2000, mentre stavo traslocando in una nuova città, con tutti i problemi connessi ad un trasloco da risolvere e due figlie piccole che richiedevano molta attenzione, cominciai ad accusare i sintomi di un problema al cuore.

La tachicardia era costante, ma non ci facevo molta attenzione. Finché un giorno, mentre stavo facendo degli acquisti, sentii un dolore al petto e il battito cardiaco accelerato. La vista si offuscò e fui sul punto di svenire. Mi sedetti su una panca e telefonai a mio fratello che venne immediatamente a prendermi. 

Poiché mio fratello è medico anestesista, mi accompagnò all’ospedale presso cui lavorava, e che aveva uno tra i migliori reparti di cardiologia della città. Fui quindi visitata da un cardiologo che riscontrò una grave aritmia cardiaca. Mio fratello mi portò quindi in un altro ospedale per un secondo parere, dove di nuovo fu rilevato un grave problema cardiaco. Nelle settimane successive mi sottoposi ad una serie di esami che portarono alla prescrizione di un trattamento.

A causa delle pressioni familiari cominciai ad assumere i farmaci prescritti. Tuttavia ero angosciata perché era mio desiderio guarire tramite la preghiera, appoggiandomi solo a Dio. Ne parlai con una practitioner della Scienza Cristiana che mi disse di non abbattermi perché Dio avrebbe rivelato una soluzione del problema che sarebbe risultata armoniosa per tutti coloro che erano coinvolti. 

Dopo alcune settimane tornai dal medico che mi disse di interrompere l’assunzione di medicinali per un po’ di tempo in preparazione ad un intervento chirurgico. Vidi qui l’occasione di appoggiarmi completamente a Dio per trovare guarigione, senza l’utilizzo di mezzi materiali come i farmaci. Fu per me un periodo di profonda introspezione e di affidamento totale a Dio. 

Chiesi alla practitioner della Scienza Cristiana di pregare con me e le confidai di sentirmi molto spaventata. Mi suggerì di leggere alcuni passaggi tratti da Scienza e Salute con Chiave delle Scritture di Mary Baker Eddy, fra i quali il seguente: “La paura della malattia e l’amore per il peccato sono le fonti della schiavitù dell’uomo. «Il timor dell’Eterno è il principio della sapienza», ma le Scritture dichiarano inoltre, mediante il pensiero altamente ispirato di Giovanni, che «l’Amor perfetto caccia via la paura»” (pag. 373). Sentii veramente che l’Amore divino mi sosteneva e che Dio mi aveva creata perfetta. Egli non mi aveva  creata per soffrire di nessuna malattia, e questa comprensione mi liberò dalla paura. Compresi che l’illusione della malattia era un’occasione per riconoscere mentalmente che la legge divina della salute era la verità su di me e la verità sulla quale potevo appoggiarmi. Mi sentii estremamente felice e grata a Dio per questa opportunità di applicare la Sua legge. 

Pregai per riconoscere che sia i medici sia la mia famiglia erano in grado di percepire la verità sulla mia identità spirituale e perfetta, a somiglianza di Dio. Nei giorni precedenti l’operazione chirurgica, la mia famiglia rimase molto colpita dalla gioia che esprimevo. Non avevo più alcuna paura. 

Una volta all’ospedale, fui trattenuta a lungo in sala operatoria, quindi il cardiologo mi disse che dai diversi test e simulazioni effettuati non risultava alcun problema cardiaco. Era molto sorpreso e disse che non vi era spiegazione medica possibile per ciò a cui stava assistendo. Chiamò il primario di cardiologia che mi fece ulteriori esami, ma di nuovo non si trovò alcuna traccia della malattia. Lo specialista disse che probabilmente non avevo mai sofferto di alcuna disfunzione cardiaca. 

Un po’ di tempo dopo mi iscrissi ad un corso di nuoto e l’insegnante mi consigliò vivamente di partecipare a delle gare. Per questo dovetti prima effettuare un elettrocardiogramma sotto sforzo. Il cardiologo che effettuò l’esame mi rilasciò un certificato di buona salute e mi disse che non solo potevo, ma dovevo fare attività sportiva e delle competizioni. Continuo ad allenarmi quotidianamente e ho partecipato a molti campionati di nuoto a livello regionale, nazionale e persino panamericano.

Questa esperienza è stata per me una prova che la dimostrazione della Verità è completa e che la mia identità spirituale non ha mai smesso di essere perfetta. 


La missione de L’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabiità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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