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Trattamento metafisico più efficace

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 5 agosto 2013

Originariamente pubblicato sul numero di agosto 2000 de The Christian Science Journal


Dare un trattamento spirituale tramite la preghiera che sia veramente efficace, un trattamento che guarisce, è una preoccupazione di molti: come farlo e farlo al meglio?

Il trattamento più potente non parte dall’ammissione che l’esistenza di un problema anche preoccupante sia una solida realtà da scacciare in qualche modo, a dispetto di una forse persistente apparenza. Esso inizia invece con il riconoscimento di Dio, della Sua immacolata natura e della perfezione con cui cura la Sua creazione. Il trattamento migliore è quello che tende a rimanere proprio lì, con Dio. Il trattamento efficace è  una comunione con Dio, una dichiarazione sicura della realtà di Dio e del Suo figlio puro e perfetto, che ci tiene svegli dal dormiveglia e dal sogno di una vita nella materia.

Il trattamento pratico comincia sulla cima della montagna, ovvero la certezza dell’onnipresenza di Dio. Esso si lascia alle spalle la valle dell’opinione umana e l’evidenza del senso fisico. Dalla valle guardiamo in alto. Dal picco della montagna, guardiamo intorno. Guardando in alto dalla valle, possiamo pensare di dover percorrere una tremenda arrampicata, come una malattia ben pubblicizzata, una situazione finanziaria apparentemente disperata, una condizione lavorativa depressa o una relazione in pezzi, che deve essere affrontata e superata. Guardando dalla cima, vediamo un paesaggio sconfinato ricco di promesse: la totalità dello Spirito che esclude tutta la materia e bandisce tutta la disarmonia. Cosa potrebbe essere più potente?

L’etica del trattamento metafisico è esigente. Nel capitolo Pratica della Scienza Cristiana in Scienza e Salute con Chiave delle Scritture di Mary Baker Eddy leggiamo: “È ciarlataneria mentale fare della malattia una realtà – ritenerla qualcosa che si possa vedere e sentire -  e poi tentare di guarirla mediante la Mente. È altrettanto erroneo credere nell’esistenza reale di un tumore, di un cancro o di polmoni affetti da tubercolosi - mentre adducete argomenti contro la loro realtà – quanto è erroneo per il vostro paziente sentire questi mali secondo la credenza fisica. La pratica mentale, che considera la malattia come una realtà, fissa la malattia sul paziente, ed essa può manifestarsi in una forma ancora più allarmante” (pag. 395:24).

Il trattamento che guarisce, quindi, esclude qualsiasi cosa, in qualsiasi luogo, che abbia bisogno di guarigione. Respinge enfaticamente che la malattia e l’imperfezione siano realtà per chiunque ed in qualsiasi momento. Il trattamento ideale non è in verità qualche procedura umana che si protrae per un periodo di tempo. Piuttosto, esprime l’immediatezza del potere divino. Il guaritore cristiano, in comunione con Dio, percepisce la natura senza difetto della creazione di Dio. Questa pura consapevolezza, che riflette la Mente Una, è paragonabile a una finestra di cristallo affacciata sulla luce e realtà della Mente, Dio. Con questa realizzazione va da sé che in realtà noi non stiamo facendo nulla - è Dio che fa ed è Tutto.

Al trattamento guaritore efficace piace la perfezione e di tutto l’essere inteso come un fatto ora e ovunque, ed ha verso di essa una profonda sensibilità. Mette da parte il tentativo  mentale di cercare di riparare la materia o controllare eccessivamente le situazioni umane e si rallegra nella infinità del Dio tutto premuroso, il bene. Non lotta semplicemente con delle credenze, ma conosce l’unicità della Mente divina e della Sua idea spirituale. Non si tratta di una complicata procedura umana o altro.

Alle volte, nel corso di un trattamento, può capitare di usare un linguaggio che rivela un punto di vista che potrebbe indebolirlo. Per esempio, invece di enfatizzare il concetto di “lavorare su un problema”, faremmo meglio ad esprimere la certezza di stare con la verità, e si tratta di un cambiamento sostanziale. Oppure potremmo dire che stiamo lavorando ad un problema rimanendo con la verità, cioè conoscendo la nostra unità con la Verità, Dio. Il trattamento efficace non è legato al problema, bensì si allontana da esso, con lo sguardo volto alle realtà perfette di tutto l’essere. Il trattamento è il più efficace ed avanzato quando ci allontaniamo dalla sensazione di una condizione fisica da modificare. Fino a quando non arriviamo a quel punto, il nostro lavoro di preghiera non è completo.

Non lasciarsi trascinare verso un qualche tipo di trattamento circoscritto mirato su qualche particolare aspetto del corpo materiale, migliora la preghiera guaritrice. Poniamo che un amico ci chieda aiuto metafisico per un dolore nella gamba sinistra, aggiungendo che anche la schiena ha bisogno di attenzione ed in più ha un dolore alla testa, il tutto descritto in modo dettagliato! Tali specifiche di sintomi possono essere abbastanza naturali dal punto di vista del mio amico, ma il practitioner deve stare all’erta affinché tali puntualizzazioni non attirino la sua attenzione verso la corporeità. Qualsiasi tentazione di applicare una sorta di ingessatura mentale alla gamba o altrove dovrebbe essere evitata in quanto causerebbe uno spostamento nella direzione sbagliata. I supposti malesseri del corpo possono essere estremamente vividi per il paziente, ma uno stato fisico problematico non dovrebbe rimanere vivido per chi è chiamato in aiuto con un trattamento metafisico.

Non dovremmo raffigurarci la scena materiale, non ne abbiamo bisogno. Quando evitiamo di scivolare nella raffigurazione, manteniamo l’integrità spirituale della nostra preghiera. Trattiamo spiritualmente e scientificamente l’infiammazione, una frattura, un eritema o quant’altro non come una condizione raffigurabile, ma come un falso argomento circa l’identità della somiglianza incorporea di Dio.

Diminuire ed eliminare le paure del paziente è di primaria importanza, ma questo è ostacolato se mentalmente ci raffiguriamo ciò che il paziente crede sia il problema. In verità non è la credenza del paziente, ma è una credenza ed immagine nel pensiero mortale collettivo, anche se sembra che appartenga a colui che ne soffre e che forse ne diventa una sorta di manifestazione. Se assorbiamo le immagini colorite di ciò che sembra essere il problema, potremmo compromettere la nostra indispensabile assenza di timore e così diminuire la nostra fiducia nel potere di Dio.

Miglioriamo il trattamento quando mettiamo sistematicamente da parte le informazioni raccolte dai cinque sensi, i cinque informatori fuorvianti e falsi profeti! Nonostante in superficie possano apparire innocui e innocenti come agnelli, non sono tali per il guaritore spirituale, poiché questi cinque falsificatori, con le loro descrizioni e notizie sulle condizioni materiali e sul problema, possono essere insistenti. La Bibbia suona l’allarme: “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci” (Matteo 7:15).

Per realizzare la guarigione metafisica, ci allontaniamo dalla persuasione dei sensi secondo cui l’uomo di Dio è un mortale che vive e soffre nella materia. Neanche per un attimo dovremmo credere di dover estrarre l’uomo dalla materia o viceversa, poiché non è mai stato così in passato, né lo è ora. La vera identità è spirituale, ed ha il suo essere nello Spirito. Dobbiamo negare la storia-senso di chi sembra essere un mortale malato, smascherando la menzogna secondo cui è una personalità che manca del bene o della salute. Tali suggestioni potrebbero essere fortemente distruttive  se considerate come fatti: esse sono il fulcro di tutta la sofferenza. Il guaritore, comprendendo la natura impeccabile della creazione di Dio, afferma che esse sono totalmente false.

Perché il Cristo, la forza sempre presente della Verità guaritrice, costituisce la dinamica del trattamento, va autonomamente dove deve andare, anche se un continente separa practitioner e paziente. Non esiste corrente di credenza materiale contraria che spinga fuori strada  il trattamento. L’unica influenza che opera è quella cristica per il bene, impossibile da resistere.

Il trattamento basato spiritualmente e scientificamente, quello basato sulla Bibbia e dimostrato da Cristo Gesù, ha un tono fiducioso malgrado le sfide che il senso mortale proietta. C’è sempre una soluzione umana perché c’è sempre una soluzione divina. La soluzione è essenzialmente la totalità e onnipotenza della Deità. Dio è il grande districatore delle complessità mortali. Per migliorare con fiducia il trattamento proteggendolo bene, ecco un’indicazione fidata: “Dobbiamo divenire consci che il potere mentale ha la capacità di sbilanciare la false concezioni umane, e di sostituirle con la vita che è spirituale, non materiale” (Scienza e Salute, pag. 428).

Un trattamento solido non incarna deboli credenze umane o simpatici pensieri positivi, ma potenti idee che provengono da ed appartengono a Dio, e nulla può sconfiggere le loro intenzioni. Il potere mentale che guarisce non è generato nella coscienza umana: esso è il risultato della Mente Una onnipotente, Dio. Armati della vera potenza mentale, l’effettiva presenza della Mente eterna, noi testimoniamo la perfezione che la Mente testimonia incessantemente. Ed il nostro testimoniarla appare all’opinione umana come guarigione.

La missione de L’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabiità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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