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Tragedia in Norvegia: dov’è l’amore che si prende cura di tutti noi?

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 25 luglio 2011

Tradotto da The Christian Science Monitor, 25 luglio 1011


Dopo l'attentato con bomba e la sparatoria omicida che hanno avuto luogo in Norvegia la settimana scorsa, questa domanda rimbalza probabilmente dal centro di Oslo fino alle estremità del globo, trafiggendo il cuore di tutti quelli che vorrebbero credere in un Dio interamente buono, ma che faticano a farlo davanti a una tale sciagura.

Dov'è l'Amor divino che si prende cura di noi ? “Ovunque” è una risposta che sembra un po' troppo leggera. Per molti, l'onnipresenza di Dio non è messa in dubbio, ma delle eccezioni così brutali come quest'avvenimento, che sembrano confermare che una tale regola divina non esista affatto, fa sembrare questa onnipresenza ancora più difficile da credere.

Dov'è l'Amore che si prende cura di ognuno e di tutti? Quest'Amore è l'Amore di cui Gesù ha provato l'esistenza, di cui ha mostrato la potenza e con il quale ha guarito. Egli ha ristabilito i corpi curvati, ha ridato la vita ai cuori infranti e ha risuscitato la   speranza delusa. Egli ha anche varcato la soglia chiamata morte per provare che questa non è il vuoto infinito che un senso materiale spaventato afferma che sia. Comprendendo meglio la relazione spirituale imperitura che esiste fra Dio e la sua creazione spirituale, ci risvegliamo da una convinzione di vita e di morte nella materia che è profondamente erronea.

Nell'esempio di Gesù dove il bene trionfa sul male, l'Amore che si prende cura di noi tutti diviene visibile così come la continuità della Vita divina che trionfa sulla morte. Gesù non è più qui per condividere con noi le sue grandi lezioni, come faceva con i suoi discepoli che gli erano vicini, ma tutte le epoche traggono beneficio dal fatto che Gesù abbia provato per sé e per tutti che vi è qualcosa di più di una vita materiale:  un'esistenza spirituale eterna. C'è il Cristo – lo spirito di Vita e d'Amore che animava Gesù – che neppure la spaventosa violenza d'una crocifissione ingiusta ha potuto seppellire in quanto buono.

Mary Baker Eddy, scopritrice e fondatrice della Scienza Cristiana, ha descritto l'importanza di comprendere ciò che Gesù ha sperimentato per noi: “Quando l'essere spirituale sarà compreso in tutta la sua perfezione, continuità e potenza, allora vedremo l'uomo ad immagine di Dio. (…) Allora vedremo l'uomo a Sua somiglianza, perfetto come il Padre, indistruttibile nella Vita, «nascosto con Cristo in Dio» – con la Verità nell'Amor divino, dove il senso umano non ha visto l'uomo”. (Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, p. 325).

Qui la parola “uomo” significa tutti gli uomini, tutte le donne e tutti i bambini. Significa l'identità spirituale e individuale di tutto ciò che noi non possiamo più vedere, ma che ameremmo tanto rivedere. Noi possiamo trovare conforto rendendoci conto della natura unica ed eterna di tutti i nostri amici, dei nostri colleghi di lavoro e dei membri della nostra famiglia, di ciò che il cuore umano desidererebbe stringere a sé, o a cui desidererebbe parlare, col quale vorrebbe cantare o passeggiare, danzare, ridere, cucinare e mangiare, senza che questo sia possibile.

No, l'Amore che si prende cura di tutti noi non ci può rendere il sentimento umano particolare che noi desidereremmo ardentemente riprovare. Tuttavia Gesù ci ha dimostrato che l'Amore continua a prendersi cura di tutti, compresi quelli che non possiamo più vedere. L'Amore che si prende cura di tutti continuerà a farlo, anche per coloro che sono addolorati. E non soltanto grazie ad un conforto spirituale, che penetra l'opacità della tristezza e ci procura idee dalla luce spirituale, ma anche grazie alla manifestazione concreta del bene nella nostra vita. Questa manifestazione concreta dell'Amore può prendere delle nuove forme facenti eco in questo modo alle qualità che noi amavamo in coloro che non sono più con noi.

Al risvegliarsi di una tragedia come l'attentato omicida che ha infierito in Norvegia, così improvvisamente e di così incredibile ampiezza, dei provvedimenti pratici, politici e legali si rendono necessari. E ciò è necessario anche per le emozioni ed il fisico.

E per molti, per non dire tutti – dalla Norvegia fino ai confini del globo – è necessario sapere che esiste realmente un Amor divino di cui l'infinita tenerezza e affetto infinito si prendono continuamente cura di noi. Gesù ce ne ha dato la dimostrazione.

La missione de L’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabiità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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