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Gli eventi estremi della Terra e la preghiera che offre più che conforto

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 18 Agosto 2015

Originariamente pubblicato sul numero del 9 novembre 2009 del Christian Science Sentinel


È raro che passi un giorno senza che un evento atmosferico estremo compaia nei titoli dei giornali, che si tratti di temperature da record, venti molto forti, tornado o piogge torrenziali che sfociano in alluvioni. Terremoti e tsunami non sono considerati eventi atmosferici, ma ciononostante hanno simili effetti sulla popolazione in generale.

La disponibilità di notizie dell’ultim’ora sulle condizioni del tempo lega le persone tramite una maggiore consapevolezza dell’emergenza reciproca. Riprese di una bambina che ritrova il suo orsetto di peluche dopo che uno smottamento ha distrutto la sua casa o di un ambulante che apre il suo banchetto della frutta lì dove si trovava un affollato mercato prima di venire abbattuto da un terremoto, toccano i nostri cuori nel profondo. Improvvisamente la devastazione in un altro continente o isola non sembra più così remota o lontana dalla nostra esperienza.

In questi momenti lo spirito umano desidera essere d’aiuto e la gente mette a disposizione soldi e muscoli per aiutare coloro che hanno bisogno. E mentre le nazioni coinvolte e le organizzazioni caritatevoli forniscono gli aiuti essenziali perché la ricostruzione possa cominciare, aumentano i problemi con la distribuzione e gli stanziamenti delle risorse, che spesso fanno apparire quasi impossibile raggiungere coloro che sono rimasti maggiormente colpiti. Questo fa sì che ci si domandi cosa si possa fare di più.

Molti trovano che la preghiera sia una risposta efficace a tale richiamo. Questa rivista e le sue pubblicazioni sorelle includono costantemente articoli su come si può pregare per tutte le aree nel mondo e per la gente che sta tentando di rimettere insieme la propria vita. Tale preghiera fa veramente la differenza perché consola, guarisce, rivela nuove soluzioni ed assicura alle comunità che un Dio generoso non userebbe mai danni o perdita della casa, morte o devastazione per castigare o punire i Suoi figli.

Tuttavia non è necessario che la preghiera efficace venga solo dopo il fatto; può anche essere una misura preventiva che offre soluzioni in anticipo, prima che accada la turbolenza distruttiva. Vale la pena tenerlo presente quando appare evidente la crescente instabilità metereologica. Infatti, questa preghiera, con i suoi incredibili effetti, non costituisce niente di nuovo.

Gesù ed altre figure bibliche previdero che un riconoscimento sincero della supremazia di Dio potesse svolgere compiti arditi – acquietare tempeste, spostare le maree, persino fornire una leggera pioggia quando necessario. Il profeta Isaia annunciò: “Il deserto gioirà e fiorirà come la rosa; fiorirà abbondantemente e gioirà con giubilo e canti d’esultanza” (Isaia 35:1-2, secondo la versione inglese King James). Ed il Salmista cantò: “gridando essi all'Eterno nella loro distretta, egli li trae fuori dalle loro angosce. Egli muta la tempesta in quiete e le onde si calmano” (Salmo 107:28-29). Cosa significa davvero tutto questo di fronte alle previsioni del tempo di instabilità sempre più evidenti a livello mondiale? Sono i deserti e le tempeste solo delle metafore per altre esperienze di vita o possiamo onestamente aspettarci che la preghiera mitighi le condizioni gravi magari ponendo termine alla devastazione? Se così fosse, come si può pregare in modo preventivo?

In un paio di occasioni Gesù calmò il vento ed il mare in tempesta, basandosi non tanto sul tentativo di controllare il tempo in se stesso, ma piuttosto di comprendere che Dio, Mente divina, governa. Quello che mi colpisce di queste esperienze, è che Gesù non si lasciò ingannare da ciò che vedeva e le onde gonfie non lo impressionarono per niente. Non erano in grado di tentarlo a lasciarsi distogliere dal potere di un Dio generoso. Al contrario, Gesù era talmente sicuro del controllo di Dio che mantenne la calma fiducia fino a quando l’atmosfera intorno a lui fece la stessa cosa. Più tardi, quando l’Apostolo Paolo si trovò a naufragare in una severa tempesta, nemmeno una singola vita umana fu persa in mare. Tutti riuscirono a salvarsi sui pezzi della loro barca distrutta. Questi esempi illustrano esiti possibili ancora oggi.

La preghiera efficace non tenta di alterare il tempo o rovesciare i cambiamenti stagionali naturali. Non ferma del tutto la pioggia o causa secchiate d’acqua su una terra arida. La preghiera semplicemente armonizza una situazione turbolenta portando il pensiero di colui che prega alla realizzazione che un Dio amorevole mostra la sua faccia in equilibrio perfetto, senza troppo né troppo poco. Questa Deità onnipotente si esprime attraverso la grazia, non attraverso elementi distruttivi – ed Egli ci diede dominio su qualsiasi forza si atteggi a potere separato dal bene.

Nel suo scritto Miscellaneous Writings 1883-1896, Mary Baker Eddy spiega come luminari della Bibbia ammansirono efficacemente le condizioni di turbolenza. Scrive: “i profeti, Gesù e gli apostoli dimostravano un’intelligenza divina che subordina le cosiddette leggi materiali e malattia, morte, venti e onde obbediscono a questa intelligenza. Era la Mente o la materia che nella creazione disse: “e così fu”? La risposta si evidenzia da sola e rimane il comando: “Non avere altri dii nel mio cospetto”” (pag. 23). Questa Mente che parlò è Dio, la “divina intelligenza che subordina le cosiddette leggi materiali”. Dio non compirebbe mai il male sui suoi figli, questo non sarebbe nella Sua natura di bene stesso, dell’Amore divino. Al contrario, Dio governa con la mano della compassione.

Come lo fa? Per legge, la legge del bene che sostiene il Suo potere e conferisce armonia, bontà e consolazione. Il tempo instabile suggerisce un’altra serie di leggi che è distruttiva e caotica e che implica che Dio non è l’unico potere sempre presente. Gesù mostrò che non era così ed evidentemente non distolse mai la sua attenzione da Dio durante una tempesta. Anche noi possiamo dimostrare l’“intelligenza divina che subordina le cosiddette leggi materiali”, perché è disponibile a tutti in qualsiasi epoca. Per fare questo, dobbiamo insistere sulla presenza e sul potere di Dio esattamente dove le leggi materiali sembrano vantarsi della loro superiorità. Dobbiamo arrivare a conoscere Dio sufficientemente al fine di essere sicuri che Egli governa con la mano della grazia, non importa quale evidenza del contrario ci si presenti.

Studiosa degli insegnamenti di Gesù da sempre, Mary Baker Eddy insegnò agli allievi della Scienza Cristiana come affrontare le instabilità dovunque si materializzino—siano in questioni di clima, malanni fisici o conflitti. Una volta disse a Irving Tomlinson, uno dei suoi allievi: “Dovremmo avere sul tempo metereologico lo stesso controllo che abbiamo sui nostri corpi”. E lo dimostrò in varie occasioni (Mary Baker Eddy: Christian Healer, Amplified Edition, pagg. 332; 354-355; 384-385). In effetti, utilizzava l’intelligenza—o l’intelligenza che deriva dalla totalità dello Spirito divino—per dimostrare il nostro dominio sugli effetti del tempo metereologico.

Una preghiera semplice ma profonda dovrebbe rivelare che la Mente divina governa tutto in accordo con la sua legge e perciò nulla—nessun potere, nessuna sostanza, nessuna legge contraria—può opporsi a Lui o può interrompere la Sua creazione. L’instabilità atmosferica o sismica può venir trattata nello stesso modo in cui si tratterebbe la malattia o altri mali corporei—con la sicurezza che Dio non li ha mai creati per cui non hanno alcuna legge che li sostenga. L’”enunciato scientifico dell’essere” che si trova in Scienza e Salute con Chiave delle Scritture di Mary Baker Eddy, spiega succintamente che “Tutto è Mente infinita e la sua infinita manifestazione, perché Dio è Tutto-in-tutto” (pag. 468:12-14). La Mente infinita e la sua infinita manifestazione costituiscono la somma totale dell’esistenza.  Gesù lo dimostrò quando placò la tempesta.

In un certo senso, noi creiamo la nostra stessa “atmosfera” in base a dove riponiamo la nostra fiducia, se nella legge infinita di Dio che emana dalla Mente divina o nelle cosiddette leggi materiali che derivano da una mente carnale o contraffatta. Un passaggio da Scienza e Salute spiega che “Il mondo crollerebbe senza la Mente, senza l’intelligenza che tiene i venti in pugno” (pag. 209:12-13). Il nostro riconoscimento del potere e della presenza di questa Mente, crea un’atmosfera di pace e tranquillità, magari con una lieve pioggerellina che dà alla terra un sorso d’acqua fresca o con il sole che torna a splendere e asciuga i campi allagati.

In diverse occasioni ho potuto vedere la legge di Dio di equilibrio ed armonia in relazione alle forze della natura. Vivo in California, che è considerata un’area sismica. Ad un certo momento, con mio marito avevamo pianificato dei lavori di ristrutturazione della nostra casa e l’impresario rimandò ripetutamente la data di inizio lavori. Nonostante i ritardi, mi sentivo estremamente tranquilla e non volli imporre le mie scadenze per il progetto. Avevo imparato presto che Dio è colui che ha la visione d’insieme, per cui il mio lavoro è semplicemente ascoltare e dare retta alla Sua guida. La data di inizio lavori finalmente arrivò.

Due settimane più tardi, la demolizione era terminata. La parete di pietra era stata rimossa dalla facciata della casa insieme ai muri. Avremmo iniziato la ricostruzione il giorno lavorativo successivo. Quella mattina presto ci fu il terremoto di Northridge del 1994, 6.7 della scala Richter. Più tardi quello stesso giorno, il nostro impresario venne a vedere come stessimo: eravamo salvi e fummo in grado di offrire rifugio a tre famiglie in stato di bisogno. Riconoscemmo con gratitudine che la volontà di fare le cose nel modo voluto da Dio, di lasciare che fosse Dio a governare, era stata una protezione per noi e la nostra casa. Avessimo iniziato prima la ricostruzione, quegli sforzi avrebbero potuto venire rovinati dal terremoto. Avessimo iniziato due settimane più tardi, la facciata di pietra non sarebbe stata rimossa e avrebbe potuto distruggere la casa.

Mentre Dio non era nel terremoto, questo esempio mi dimostra che quando dobbiamo affrontare situazioni estreme, Dio può portarci al sicuro e lo farà — e possiamo avere fiducia che questa preghiera ci guiderà anche ad aiutare gli altri, proprio come noi fummo in grado di aprire la nostra casa per quelle famiglie che avevano bisogno di rifugio. Questo è in accordo con la legge della Mente divina—l’intelligenza che “subordina le cosiddette leggi materiali”. Questa legge è stata dimostrata da Mosè, dai profeti, da Cristo Gesù e dai suoi discepoli, attraverso tutte le generazioni. La legge eterna ed universale di Dio è facilmente disponibile anche oggi. Mettendola in pratica, anche noi possiamo affrontare gli eventi climatici estremi con autorità— l’autorità del potere e della presenza della Mente divina, “l’intelligenza che tiene in pugno i venti”.


Colleen Douglass, redattrice, è practitioner e insegnante della Scienza Cristiana. Vive a Los Angeles, California.

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Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, July 7, 1956

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