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In condizioni metereologiche estreme: ricordiamoci di pregare

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 31 luglio 2015

Originariamente pubblicato il 16 agosto 2013 nel blog Practice, Practice, Practice su journal.christianscience.com


Alcuni mesi fa, all’inizio della primavera, durante un sonno agitato, verso l’una di notte, ancora nel dormiveglia sentii suonare la sirena dell’allarme tornado.  Non mi sentivo spaventata, ma sentii che era meglio che mi alzassi e mi vestissi.

Nel frattempo iniziai subito a pregare. Uscii sul balcone d’entrata per capire se riuscivo a vedere un qualche movimento, ma sebbene non vedessi nulla, l’atmosfera era molto calma, il che poteva essere una indicazione dell’attività di un tornado.

Tornai nuovamente all’interno, ma le sirene suonarono per lungo tempo ancora. In preghiera mantenni il pensiero elevato verso il potere e la presenza benigni del Cristo, “La divina manifestazione di Dio” (Mary Baker Eddy, Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, pag. 583:12), riconoscendo che tutte le vere forze derivano solamente da Dio, il bene. Come leggiamo in Scienza e Salute: “Noi camminiamo su delle forze… La conoscenza umana le chiama forze della materia; ma la Scienza divina dichiara che esse appartengono interamente alla Mente divina, sono insite in questa Mente e così le ristabilisce nella loro giusta sede e classificazione”(pag. 124:30). Pregavo per vedere l’effetto invalidante e neutralizzante che la forza divina, Dio, Spirito, possiede sulle cosiddette forze materiali.

A questo punto un forte temporale si stava abbattendo nella mia zona, portando con sé forti venti e piogge torrenziali. Senza accendere alcuna luce, aprii le imposte e mi sedetti sul divano in compagnia della Bibbia, per leggere il Salmo 91. Tuttavia, mentre stavo aprendo la Bibbia al libro dei Salmi, improvvisamente il mio pensiero si riempì di tranquillità, di riconoscimento e di gratitudine per l’amore di Dio onnicomprensivo.

In quel momento mi scappò l’occhio su di un passaggio della Bibbia aperta: “Egli muta la tempesta in quiete, e le onde si calmano” (Salmo 107:29) e seppi che la mia preghiera aveva trovato risposta e passai alcuni minuti gioendo per questa verità biblica.

Tornai a letto con una sensazione di pace, tuttavia alcuni minuti più tardi mi arrivò una forte intuizione spirituale di uscire nuovamente, sedermi sul divano e continuare a pregare. Non ero sicura del perché, visto che sentivo ancora la sicurezza della mia preghiera, derivata da quel passaggio biblico,  ma ubbidii a quello che percepii come un ordine divino.

Inizialmente, vento e pioggia continuarono a infuriare, ma non impressionata dalla apparente scena, continuai quietamente a gioire della promessa che avevo letto nei Salmi; poi, letteralmente in un istante, il temporale cessò. Era come vedere qualcuno chiudere un rubinetto e sentii una profonda venerazione per la Parola di Dio.

In seguito compresi che tornando verso il divano ero sta in grado essere testimone del potere dello Spirito—piuttosto che semplicemente ritornare a dormire. Pensa cosa mi sarei persa!

Negli anni sono stata testimone di molti casi di protezione da minacce di tornado o forti temporali. Sono riconoscente che la Scienza Cristiana mostri che è possibile eliminare efficacemente queste pretese attraverso la preghiera. Sono anche riconoscente per il continuo sollecito a prendere tempo per gestire in preghiera le paure di condizioni metereologiche estreme, sistematicamente. 

In Scienza e Salute, Mary Baker Eddy scrive: “Il fatto centrale della Bibbia è la superiorità del potere spirituale su quello fisico” (pag. 131:13) e afferma altrove: “Prevedere il pericolo non nobilita la vita, mentre lo fa il prevedere libertà e gioia; perché queste sono forti sostenitrici di salute e felicità” (Miscellaneous Writings 1883–1896, pag. 240:9). Che modi deliziosi di pregare per il mondo.

—Kathleen M. Mitchener, Bloomington, Indiana, USA

La missione de L’Araldo

L’Araldo della Scienza Cristiana fu fondato nel 1903 da Mary Baker Eddy. Il suo scopo è di “proclamare l’attività e la disponibilità universali della Verità”. La definizione di “araldo”, come indicata in un dizionario: “colui che avverte — un messaggero mandato avanti per annunciare l’approssimarsi di ciò che segue”, dà un significato particolare al nome Araldo ed inoltre indica il nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, di vedere che i nostri Araldi assolvano alla loro responsabiità, una responsabilità inseparabile dal Cristo e annunciata per la prima volta da Gesù (Marco 16:15): “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”.

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, 7 luglio 1956

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