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Placare le tempeste

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 9 Ottobre 2015

Originariamente pubblicato sul numero dell’11 settembre 1965 del Christian Science Sentinel


Quando Cristo Gesù calmò una forte tempesta nel Mar di Galilea, stava scientificamente dando prova del potere del Cristo, Verità, su una forza distruttiva che affligge l’umanità sin dalle origini. Può l’azione del Maestro venire contrassegnata come un miracolo che solamente lui, quale Figlio di Dio, poteva effettuare, o è qualcosa che tutti i cristiani dovrebbero cercare di emulare?

Come per tutti i suoi cosiddetti miracoli, Gesù stava subordinando quella che sembrava essere una condizione materiale ad uno stato spiritualizzato di pensiero, una falsa legge ad una legge divina. Egli mostrò che le tempeste sono degli stati mentali quando, secondo Marco (4:39), “egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: Taci, calmati! E il vento cessò, e si fece gran bonaccia”.

Fino alla scoperta della Scienza Cristiana da parte di Mary Baker Eddy, difficilmente si immaginava che i miracoli non costituiscono un’infrazione alle leggi di Dio ma l’adempimento delle stesse. Le leggi di Dio agiscono nel pensiero individuale e quando sono comprese ed obbedite, controllano le esperienze che avvengono nella nostra consapevolezza. Così avviene con le tempeste.

Gesù insegnò che il regno di Dio, l’atmosfera dell’Amore, è dentro di noi. La Scienza Cristiana offre la prova che quando diventiamo consapevoli del governo dell’Amore divino, la apparente consapevolezza del male e delle sue forze distruttive viene eliminata dal pensiero. Nella misura in cui dimostriamo l’atmosfera di Dio dentro di noi, siamo in grado di calmare le tempeste e così anche guarire le malattie, calmare rapporti umani discordanti ed annullare disordini morali.

Il Boston Globe chiese una volta a Mary Baker Eddy un’opinione sul significato dell’ultimo giorno del Ringraziamento del diciannovesimo secolo. Ella rispose: “Significa che la Scienza del Cristianesimo ha albeggiato sul pensiero umano per apparire al suo zenit in gloria millenaria” (The First Church of Christ, Scientist, and Miscellany, pag. 265); più avanti nel paragrafo, aggiunge  “l’atmosfera della mente umana, quando sarà ripulita del sé e permeata dell’Amore divino, rifletterà questo stato soggettivo purificato in cieli più sereni, meno fulmini, temporali e temperature estreme nel caldo e nel freddo”.

Per coloro che credono nella fissa realtà dei fenomeni materiali, gli insegnamenti della Scienza Cristiana sembrano troppo idealisti per essere messi in pratica. Ma secondo la Bibbia, che racconta come le leggi materiali siano state messe da parte tramite  il potere delle leggi divine, i fenomeni materiali non sono dei fatti certi ma illusioni che possono venire dissipate. Il Maestro disse: “tutto è possibile a Dio” (Marco 10:27). Dobbiamo accettare questo pronunciamento e aderire ad esso fino a che possiamo anche noi fornirne prova.

Una volta ho sentito di un temporale che si è arrestato istantaneamente di fronte alle preghiere di Scientisti Cristiani che realizzavano che potere e forza appartengono alla Mente divina e non alla materia. Il vento stava attraversando le pianure del Kansas con un rombo quasi assordante, ma si fermò improvvisamente e, incredibilmente, tutto si acquietò. Questa fu la fine di quel temporale.

I fenomeni materiali sono degli stati soggettivi della mente mortale. Cioè, essi sono in questa mente, sono immagini mentali del pensiero, perché questa mente spuria vede i suoi stessi pensieri ed è tutto ciò che può vedere. Non può comprendere la presenza del regno divino che Gesù venne ad aprire per coloro che sono pronti a ricevere le sue rivelazioni.

La Scienza Cristiana spiritualizza il pensiero umano attraverso ragionamento, rivelazione e dimostrazione. Indica la via verso la cristianità e riempie la coscienza umana di una tale conoscenza di Dio come Amore e dell’uomo come somiglianza dell’Amore, da portare in Terra il paradiso con la sua atmosfera governata da Dio.

Il problema dei temporali deve essere identificato fondamentalmente come un problema di odio, paura e altre qualità animali ostinate. A meno che queste non vengano distrutte dalle persone, non vi può essere uno stato soggettivo purificato nel quale i violenti temporali vengano ricondotti sotto il controllo dell’Amore. Il problema dell’umanità è sempre di esprimere l’Amore,  vivere l’Amore e ubbidire alla legge dell’Amore con coerenza.

Il Maestro era legge a se stesso. Come persona placò una tempesta che deve essere stata l’effetto di un generale pensiero malevolo. La tempesta non poteva fargli alcun male perché egli era più consapevole del regno dei cieli dentro di sé che non del turbolento reame della materia che rivendicava il suo riconoscimento. Nella sua consapevolezza, appariva una distinta coincidenza dell’umano con il divino: la volontà di Dio fatta in Terra come in Cielo.

Nello stato umano ideale, nel quale ci sarà una coincidenza universale dell’umano con il divino, la Terra e le forze che la circondano ed in essa incluse, arriveranno a manifestare l’ordine stabilito dalla legge divina. I venti, le maree, la pioggia, il sole benediranno la terra e non contraddiranno l’ordine reale e permanente dello Spirito.

È responsabilità degli Scientisti Cristiani usare la loro crescente comprensione della legge di Dio per dissipare l’illusione di violenza nella natura. Chiunque ammetta la supremazia di Dio può contribuire alla sparizione definitiva non solo della mente cattiva, ma degli stati soggettivi che hanno la pretesa di usare i fenomeni naturali come autostrade per azioni distruttive. Il potere appartiene allo Spirito e lo Spirito rende tutta l’armonia possibile.

The Mission of the Herald

In 1903, Mary Baker Eddy established The Herald of Christian Science. Its purpose: "to proclaim the universal activity and availability of Truth." The definition of "herald" as given in a dictionary, "forerunner—a messenger sent before to give notice of the approach of what is to follow," gives a special significance to the name Herald and moreover points to our obligation, the obligation of each one of us, to see that our Heralds fulfill their trust, a trust inseparable from the Christ and first announced by Jesus (Mark 16:15), "Go ye into all the world, and preach the gospel to every creature."

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, July 7, 1956

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