Quasi tutti pensano di aver bisogno di denaro. Non si saprebbe come vivere senza, e si passa gran parte del tempo a cercare di procurarselo. In realtà, ciò che ci serve non è il denaro. La Scienza Cristiana rivela che ciò di cui si ha veramente bisogno è la comprensione spirituale: la comprensione che l’uomo è sempre completo!
L'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, non ha bisogno di denaro, poiché è spirituale e dimora in un universo spirituale. Considerato come mero oggetto materiale, il denaro implica la convinzione che la materia sia sostanza. Il suo scopo è quello di sostenere le persone nella materia.
L'uomo, la somiglianza spirituale di Dio, è sostenuto da Dio; egli è costituito dalle qualità che riflette dalla sua sorgente: Dio. Poiché queste qualità costituiscono il suo essere e sono la sua sostanza, non può mai mancare di nulla. Poiché l’uomo non può mai separarsi da Dio, non può mai separarsi dalla sua sostanza. Ogni qualità e idea di Dio, il bene, che l’uomo riflette è infinita, inesauribile. L’amore, la gioia, l’intelligenza, la saggezza, la gentilezza e così via sono qualità ereditate da Dio. Sono sempre presenti. Non si esauriscono mai. Si potrebbero esprimere amore, gioia o intelligenza tutto il giorno e avere comunque una riserva illimitata di tali qualità. L’uomo, quindi, non può mai esserne carente.
In che modo la comprensione di queste verità si collega al possesso del denaro? In Pulpit and Press [Pulpito e stampa] Mary Baker Eddy, la Scopritrice e Fondatrice della Scienza Cristiana, afferma: «Dovete semplicemente preservare un senso scientifico e positivo di unità con la vostra sorgente divina e dimostrarlo quotidianamente» (p. 4). Quando si aderisce alla propria identità spirituale, si capisce che essa è costituita da qualità inesauribili, si gioisce dell’abbondanza delle qualità che si riflettono e si sa di possederle sempre, acquisendo una percezione più chiara della natura spirituale delle provvisioni. Man mano che si esprimono costantemente qualità e idee divine, si diventa sempre più consapevoli della vera abbondanza e la si vede manifestarsi nella propria esperienza umana in modi concreti.
L'abbondanza materiale che appare umanamente, tuttavia, non costituisce la propria provvisione. Ciò che la costituisce sono le idee e le qualità spirituali. Man mano che si comprende questo fatto e vi si aderisce con fermezza, il denaro perde importanza. Si smette di cercare il proprio reddito negli stipendi, nei conti bancari, nei datori di lavoro, nei mariti, nelle madri, nei padri, nelle azioni, nelle obbligazioni, ecc. Si vede che solo Dio può provvedere, perché l'amore, l'intelligenza, la gentilezza e la felicità possono venire solo da Lui. Pertanto è in Dio che si cerca il proprio sostentamento, ed è solo da Dio che ci si aspetta di riceverlo.
È necessario acquisire familiarità con le qualità spirituali, poiché sono le uniche che si possono manifestare. Bisogna riconoscere cosa sono realmente la gentilezza amorevole, la gioia, la purezza e l’intelligenza e bisogna percepirne la presenza spirituale. Lo studio degli scritti di Mary Baker Eddy con l’ausilio delle Concordanze ai suoi libri mostrerà allo studente come lei stessa usi tali termini e come l'espressione delle qualità divine aiuti a risvegliare il pensiero alla consapevolezza della loro presenza nella coscienza individuale.
L'uomo esprime ogni qualità che esiste in Dio. Per dimostrare questo senso completo dell'essere nella propria esperienza umana, è spesso utile elencare sotto ciascuno dei sette sinonimi di Dio rivelati dalla Scienza Cristiana — Principio; Mente; Anima; Spirito; Vita; Verità; Amore; (vedi Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, p. 587) — le qualità che appartengono in particolare a ogni sinonimo e affermare quotidianamente che, in quanto riflesso spirituale di Dio, ognuno include nel proprio essere l'espressione di ciascuna delle Sue qualità.
Fare questo significa mettere in pratica la Scienza Cristiana nella vita quotidiana. Man mano che lo si fa, si scopre di divenire consapevoli di concetti sempre più ampi e vasti. Si scoprirà che la propria natura si sta trasformando. Si esprimeranno qualità sempre più simili a quelle di Dio. Più si diventa consapevoli della pienezza del proprio vero essere, maggiore sarà l’evidenza dell’abbondanza che dovrà apparire nella propria esperienza umana.
In Scienza e Salute Mary Baker Eddy afferma: «La Verità crea una nuova creatura in cui le cose vecchie sono passate ed “ecco, son diventate nuove”. Le passioni, l'egoismo, i falsi appetiti, l'odio, la paura, tutta la sensualità, cedono il passo alla spiritualità, e la sovrabbondanza dell'essere sta dalla parte di Dio, il bene» (p. 201). Per realizzare questa sovrabbondanza dell’essere, bisogna assicurarsi di manifestare la vita dalla parte di Dio, il bene. Se si esprimono le qualità divine che si scoprono appartenere a Dio, si vive dalla parte di Dio. Tuttavia, se si esprimono qualità della mente mortale, non si vive dalla parte del bene o dell’abbondanza. Queste false qualità appartengono alla parte della mancanza. E l’unica mancanza è la mancanza di espressione di Dio.
L'amore di Dio per la Sua creazione è un amore meraviglioso e premuroso. Egli ha fornito all'uomo la giusta idea di tutto ciò che contribuisce alla gioia e al benessere. Quando un individuo si identifica come riflesso di Dio e vede la relazione dell'uomo con l'Amore divino, diventa consapevole che tutte le idee spirituali sono a sua disposizione per essere utilizzate e per portare frutto.
Elia mostrò a una vedova che la dimostrazione della provvisione di Dio è illimitata. La donna pensava di avere solo della farina e un po’ d’olio sufficienti per preparare del cibo per sé e per suo figlio, dopodiché sarebbero morti. La Bibbia racconta: «Elia le disse: “Non temere; va’ e fa’ come hai detto, ma fanne prima una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne farai per te e per tuo figlio. Poiché così dice l’Eterno, il Dio d'Israele: “Il vaso della farina non si esaurirà, e l’orcio dell'olio non diminuirà, fino al giorno in cui l’Eterno manderà la pioggia sulla terra”» (I Re 17:13, 14). La donna obbedì, e questo atto di donazione si tradusse in un'abbondante provvisione per la sua famiglia. Cristo Gesù, a sua volta, fu in grado di dimostrare la sovrabbondanza di Dio quando, in due momenti diversi, sfamò delle moltitudini.
Il donare è una qualità molto importante da dimostrare. Partendo dalla comprensione della sovrabbondanza di bene che si possiede, si deve anche donare, poiché questa è un'attività divina, ed implica l'uso del proprio senso di abbondanza per benedire gli altri.
È ovvio che possedere del denaro è il risultato del pensiero. Ogni volta che diamo denaro in cambio di qualcosa, la sostanza di questo scambio è il pensiero coinvolto: la gratitudine, l’integrità, la gentilezza e l’apprezzamento. Quindi, in realtà, abbiamo a che fare con qualità, non con denaro. Cerchiamo di stare attenti a non lasciarci ipnotizzare dal fatto di credere che il denaro sia qualcosa di per sé e a non lasciarci impressionare dall’evidenza di una quantità limitata.
Se quando pensiamo al denaro ci allontaniamo da una visione egoistica e limitata della provvidenza e concentriamo i nostri pensieri sulle qualità di Dio, non accetteremo alcuna limitazione e proveremo un senso di abbondanza più profondo.
Spesso, quando sembra di aver bisogno di denaro, si può essere tentati di pregare per un maggiore senso di abbondanza, affermando qualcosa come: «So che Dio provvede a me e che si prende cura dei miei bisogni, anche se non so da dove verrà il denaro». Se si è svolto il proprio lavoro correttamente, la propria provvista è già presente sotto forma di pensiero. Pregare correttamente riguardo al sostentamento ci fa capire che abbiamo il sostentamento sotto forma di qualità e idee. Questa consapevolezza è pensiero. E il pensiero che è solida convinzione si manifesta come consapevolezza.
Quando siamo tentati di pensare di aver bisogno di denaro, respingiamo con forza la tentazione. Allontaniamoci dalla scena materiale e ragioniamo spiritualmente su quale sia il nostro vero reddito. Aderiamo all’affermazione di Mary Baker Eddy che porta una così confortante certezza della magnifica eredità dell’uomo: «Completamente al di fuori di questo sogno mortale, di questa illusione e di questo inganno dei sensi, la Scienza Cristiana viene a rivelare l’uomo quale immagine di Dio, la Sua idea, coesistente con Lui — Dio che dà tutto e l’uomo che possiede tutto ciò che Dio dà» (The First Church of Christ, Scientist, and Miscellany, p. 5).
O Dio, quanto è preziosa la tua benignità! Perciò i figli degli uomini si rifugiano sotto l’ombra delle tue ali; essi si saziano dell’abbondanza della tua casa, e tu li disseti al torrente delle tue delizie (Salmi 36:7, 8).
