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#metoo

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 31 Ottobre 2017

Originariamente pubblicato online sulla colonna per giovani UpFront del Christian Science Sentinel il 19 ottobre 2017


Con l’hashtag “me too” (“anche io” o “io pure”) sui social media centinaia di donne si sono fatte avanti per raccontare i propri vissuti di molestie ed aggressioni a sfondo sessuale. La speranza è che favorire una comunità di voci su questo tema renderà gli uomini più responsabili, cambierà la cultura e sosterrà le donne (e gli uomini) vittime di aggressioni sessuali.

Potrei aggiungere al coro un certo numero di storie #metoo, e purtroppo credo che potrebbero farlo anche molte persone che leggono questa colonna. Sebbene io colga certamente il valore del porre fine al silenzio e allo stigma che circondano il tema dell’aggressione sessuale, non sono certa che raccontare le nostre esperienze ci porti abbastanza lontano. Per ottenere un reale cambiamento, bisogna trovare un #metoo che ci permetta di superare il fatto di identificarci come vittima o assalitore, e di andare oltre l’orribile sensazione che in un modo o nell’altro ci si può aspettare un comportamento predatorio.

#metoo, nel senso che mi unisco a voi nella preghiera per questo problema.

Questa settimana ho pregato per scoprire modi in cui noi Scientisti Cristiani possiamo partecipare e dire #metoo in un modo che porti guarigione autentica a coloro che sono stati feriti o aggrediti, che ispiri riforma in coloro che hanno ferito o molestato altri, e che possa in definitiva mettere fine all’intimidazione e alla violenza sessuali.

Eccone uno molto semplice: #metoo, come “mi unisco a voi nella preghiera per questo problema”, cosa che possiamo fare in molti modi magnifici ed individuali. Le nostre preghiere costanti e concentrate sul tema della violenza sessuale possono avere un impatto enorme.

Mentre pregavo negli scorsi giorni, tra le altre cose mi sono accorta di dover affrontare le mie sensazioni mai risolte di tradimento e rabbia verso quegli individui che, nella mia vita, sono andati troppo oltre. Questo non vuol dire che tali sentimenti non siano giustificati, ma lasciarli inasprire o, peggio ancora, lasciarli trasformare in un odio generale verso gli uomini, non contribuisce certo alla guarigione. Perciò ho chiesto a Dio di aiutarmi a pensare in modo differente, di vedere sia me che il mio aggressore con gli occhi di Dio e far sì che la convinzione della nostra innata innocenza condivisa redima quei dolorosi momenti del passato. Non è un modo di scusare ciò che è accaduto: la guarigione non permette a nessuno di farla franca. La guarigione ci porta lì dove possiamo affrontare ciò che abbiamo commesso, o dove possiamo toglierci il peso di ciò che abbiamo vissuto – e soprattutto dove il nostro pensiero può purificarsi – per poi percepire il potere dell’amore di Dio che ci spinge verso il cambiamento e la libertà. 

C’è poi un #metoo un po’ più radicale: #metoo come “mi unisco a voi nel non vedere me stessa come una vittima”. Di nuovo, desidero sottolineare che non si tratta di ignorare il dolore di nessuno o la necessità di ravvedimento dell’aggressore. Si tratta invece della chiamata ad andare più in profondità. Preghiamo insieme, con il più umile e sincero ragionamento spirituale, per comprendere come mai non ci sia nemmeno una persona – uomo o donna – la cui completezza, innocenza e purezza sia mai stata compromessa. Potrebbe sembrare un ragionamento da pazzi, se non conoscessimo la profonda verità espressa dalla Scienza Cristiana: “La Mente divina, che creò l’uomo, mantiene la Sua propria immagine e somiglianza” (Mary Baker Eddy, Scienza e Salute con Chiave delle Scritture, pag. 151). Ma la conosciamo, e possiamo farvi affidamento. Possiamo anche chiedere a Dio di mostrarci perché ciò sia vero e come possiamo viverlo – e Dio risponderà a queste preghiere.

Se ci capita di pensare che la nostra purezza sia stata violata, il fatto spirituale che tutto ciò che siamo, ogni qualità che esprimiamo, viene da Dio ed è mantenuta da Dio, ci può aiutare a smettere di credere alla storia di vittimizzazione. Non è sempre facile, e il replay mentale al rallentatore degli episodi difficili cerca di argomentare diversamente. Tuttavia abbiamo la lucidità per avere fiducia in ciò che Dio ci dice sulla nostra identità spirituale che proviene da Lui e che è sempre intatta e al sicuro in Lui. Questo mette fine al doloroso replay e guarisce le cicatrici emotive e fisiche.

Queste preghiere hanno il potenziale di aiutare le persone che nel mondo hanno subito la violenza sessuale.

Infine, ecco un #metoo che è probabilmente il più impegnativo, ma che ha il potenziale di fare il maggior bene. #metoo come “mi unisco a voi nel mantenermi salda su questo fatto: la natura dell’uomo creata da Dio è spirituale, non sessuale”. Come Scientisti Cristiani abbiamo la comprensione innata che la vera natura della creazione di Dio, nessuno escluso, è spirituale, il puro riflesso dello Spirito. Tuttavia non possiamo solo dire “Sì, sì, lo sappiamo” e proseguire. Dobbiamo veramente comprenderlo, saperlo con tutto il nostro cuore, per noi stessi e per gli altri.

Dobbiamo inoltre comprendere cosa implichi il fatto di affermare che siamo spirituali. Per esempio, essere spirituali significa che nessuna delle orrende credenze della mortalità può toccarci. Un’idea spirituale non può essere guidata da lussuria, diritti pretesi, amore per il potere o punti di vista degradati di chiunque. Il riflesso dello Spirito non potrebbe mai essere debole, indifeso o capace di abusare o subire abusi. Non esistono correnti di pensiero che possono spingerci verso la sensualità o farci pensare che l’appagamento dei propri bisogni sia normale o necessario. 

Pensare e pregare in questo modo è impegnativo e richiede persistenza, ma queste preghiere hanno il potenziale di aiutare non solo la nostra società, ma anche le persone che hanno subito violenza sessuale in tutto il mondo. Ecco perché spero che risponderai a questa chiamata ad unirti nel dire che lo vuoi fare, che unirai la tua voce al coro di coloro che pregano dicendo #metoo.

The Mission of the Herald

In 1903, Mary Baker Eddy established The Herald of Christian Science. Its purpose: "to proclaim the universal activity and availability of Truth." The definition of "herald" as given in a dictionary, "forerunner—a messenger sent before to give notice of the approach of what is to follow," gives a special significance to the name Herald and moreover points to our obligation, the obligation of each one of us, to see that our Heralds fulfill their trust, a trust inseparable from the Christ and first announced by Jesus (Mark 16:15), "Go ye into all the world, and preach the gospel to every creature."

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, July 7, 1956

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