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Prosperità della chiesa

Da L'Araldo della Scienza Cristiana - 11 Luglio 2017

Originariamente pubblicato sul numero del 31 marzo 1962 del Christian Science Sentinel


Nessuna istituzione umana dovrebbe essere più prospera della chiesa, perché essa rappresenta i valori più nobili della vita umana, il riconoscimento dell’Essere Supremo e l’ubbidienza alle leggi spirituali e morali che hanno origine in Dio. Studiando la Scienza Cristiana apprendiamo che tale attività spirituale costituisce la vera sostanza. Nella misura in cui i membri della chiesa sono spiritualmente attivi, essi prosperano sia in termini di armonia sia economici insieme alla chiesa.

Lodando una povera vedova che aveva gettato due spiccioli nella cassa delle offerte del tempio, Cristo Gesù ci indicò che il valore dell’offerta che si fa alla chiesa si misura in base allo spirito con cui essa è donata e non alla quantità di denaro offerto. Gesù aveva osservato i ricchi dare molto e disse ai suoi discepoli: “…questa povera vedova ha gettato nella cassa delle offerte più di tutti gli altri; poiché tutti han gettato del loro superfluo; ma costei, del suo necessario, vi ha gettato tutto ciò che possedeva, tutto quanto avea per vivere“ (Marco 12:43, 44).

Questo episodio può essere considerato una guida anche per le chiese filiali del Cristo, Scientista, quando assolvono i loro obblighi finanziari. Invece di specificare la quota che ogni membro dovrebbe versare, le chiese possono lasciare questa decisione ai singoli membri in modo che essi facciano delle loro donazioni una questione di dimostrazione della legge dell’abbondanza di Dio. Stabilire una quota che ogni membro è invitato ad offrire può produrre la tendenza a ridurre la donazione da parte di molti e contemporaneamente creare un senso di obbligo per altri. Nessuno dei due risultati è auspicabile.

Talvolta può essere saggio richiedere impegno per progetti particolari, ma di nuovo la somma da devolvere dovrebbe essere lasciata alla decisione di ciascun membro, che può meglio determinare quanto egli sia in grado di donare.

È caratteristica della Scienza Cristiana far sì che i suoi aderenti cambino il fondamento delle proprie attività passando dalla materia allo Spirito. E questa è la richiesta della Scienza riguardo al sostegno finanziario che i membri danno alla chiesa. La vera sostanza di una donazione è la devozione alla Verità e all’Amore che la accompagnano. La gratitudine per la rivelazione della realtà, l’apprezzamento della Chiesa che rappresenta l’Amore universale, l’ispirazione ad amare maggiormente Dio ed il prossimo, il desiderio di servire per far sì che la chiesa diventi un potere spirituale e morale per la comunità: questi sono gli stati mentali che misurano la sostanza di un dono, non la materia.

L’atto stesso di donare nello spirito di fedeltà ed amore altruistico, ha l’effetto di espandere la propria generosità e di accrescere i propri risparmi. Mary Baker Eddy afferma in Scienza e Salute con Chiave delle Scritture: “Il dare non ci impoverisce nel servire il nostro Creatore, né arricchisce il trattenere” (pag. 79). Se l’errore ci suggerisce che trattenere una donazione che andrebbe alla chiesa ci arricchisce, dovremmo ricordare i due spiccioli della povera vedova e l’esortazione del nostro Maestro sull’attività spirituale e sulla sostanza che le due monete rappresentarono.

Gesù si riferiva alla legge dell’offerta quando disse: ”Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi” (Luca 6:38).

Le parole del Maestro affermano una legge spirituale, una forza costantemente attiva che possiamo impersonare senza timore di alcuna privazione. Nella Verità assoluta, nel regno della realtà, Dio sta continuamente elargendo tutto il bene e l’uomo sta continuamente riflettendo questa attività. Se ci atteniamo a questo fatto, diventiamo sempre più desiderosi di viverlo nella nostra esperienza presente e doniamo senza alcun timore.

Meno pensiamo alle finanze della chiesa come costituite dalle donazioni materiali e più ricordiamo di far traboccare amore e gratitudine per la Scienza divina che la chiesa promuove e dissemina, più velocemente la chiesa prospererà. Se pensiamo al nostro sostegno economico in termini puramente materiali, ci possiamo sentire deboli; possiamo sentirci tentati di essere avari o ad elargire soldi liberamente (se disponiamo di abbondanti risorse) senza accompagnare i nostri doni con la sostanza spirituale, che è ciò che valorizza realmente una donazione.

Una chiesa spiritualmente attiva è una chiesa prospera, poiché l’attività spirituale invariabilmente si manifesta all’esterno libera da limitazioni. Se una chiesa appare meno che prospera, allora è tempo che ogni membro esamini il proprio pensiero per capire se stia dimostrando l’attività spirituale di amare Dio ed il prossimo, attività che prende posto perpetuamente nella sovrastruttura della Verità, la vera idea di Chiesa.

Nel suo messaggio alla Chiesa Madre in occasione dell’inaugurazione della sua Estensione, Mary Baker Eddy disse: "Il suo coronamento ultimo si eleva ad un monumento mentale, una sovrastruttura molto al di sopra del lavoro manuale degli uomoni, ovvero il prodotto dei loro cuori, che conferisce a ciò che è materiale un significato spirituale - la velocità, la bellezza e le conquiste della bontà” (The First Church of Christ, Scientist, and Miscellany, pag. 6 ).

La nostra comprensione di cosa significhi  la chiesa che sosteniamo per l’umanità, conferisce alle nostre donazioni materiali un significato spirituale che ha un peso maggiore di tutte le ricchezze della Terra.

Helen Wood Bauman

The Mission of the Herald

In 1903, Mary Baker Eddy established The Herald of Christian Science. Its purpose: "to proclaim the universal activity and availability of Truth." The definition of "herald" as given in a dictionary, "forerunner—a messenger sent before to give notice of the approach of what is to follow," gives a special significance to the name Herald and moreover points to our obligation, the obligation of each one of us, to see that our Heralds fulfill their trust, a trust inseparable from the Christ and first announced by Jesus (Mark 16:15), "Go ye into all the world, and preach the gospel to every creature."

Mary Sands Lee, Christian Science Sentinel, July 7, 1956

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